Tumori. In Sardegna nel 2018 aumento di nuove diagnosi: 300 in più rispetto allo scorso anno

Tumori. In Sardegna nel 2018 aumento di nuove diagnosi: 300 in più rispetto allo scorso anno

Tumori. In Sardegna nel 2018 aumento di nuove diagnosi: 300 in più rispetto allo scorso anno
Dai dati stimati si è visto che le neoplasie significativamente più frequenti sono quelle alla mammella (1350 F), al Colon-retto (850 M - 600 F), al polmone (850 M – 250 F), alla prostata (800 M), alla vescica (600 M – 150 F); seguono quelle allo stomaco (200 M – 100 F), i melanomi (100 M – 100 F) e all'Utero cervice (50 F). Questi alcuni dei dati principali presentati a Cagliari lo scorso 8 gennaio e contenuti nell’ottava edizione del volume “I numeri del cancro in Italia” del 2018.

In Sardegna, nel 2018, è stato rilevato un aumento di nuove diagnosi di tumori (esclusi epiteliomi) sino a diecimila casi riscontrati nelle principali sedi tumorali, 300 in più rispetto al report dello scorso anno. Dai dati stimati si è visto che le neoplasie significativamente più frequenti sono quelle alla mammella (1350 F), al Colon-retto (850 M – 600 F), al polmone (850 M – 250 F), alla prostata (800 M), alla vescica (600 M – 150 F); seguono quelle allo stomaco (200 M – 100 F), i melanomi (100 M – 100 F) e all'Utero cervice (50 F).
 
Il maggior numero di queste diagnosi è stato riscontrato sugli uomini (5.200 M – 4.800 F) ma dalla stima (sempre per l'anno 2018) dei tassi dell'incidenza standardizzata sulla nuova popolazione Europea (Eurostat 2013), che rapporta il numero dei casi alla popolazione residente e che riferisce il dato alla distribuzione per età di una popolazione “standard” di riferimento, si apprende che l'incidenza femminile in Sardegna (467.4) è a metà classifica della proiezione dei tassi relativi a ciascuna singola regione, mentre quella maschile è terzultima (594.2), tra le più basse in Italia.

Il tasso di incidenza standardizzato è importante perchè consente di essere informati circa l'esito positivo o meno risultante dagli interventi effettuati in campo sanitario, e quindi la loro efficacia, sopratutto nella prevenzione.
 
Sono questi alcuni dei dati principali presentati a Cagliari martedì 8 gennaio presso l’Assessorato dell’Igiene, Sanità e Assistenza sociale della Regione Sardegna e contenuti nell’ottava edizione del volume “I numeri del cancro in Italia” del 2018, una iniziativa nata dalla collaborazione tra l'Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) e l'Associazione Italiana dei Registri Tumori (AIRTUM), alle quali si aggiungono la Fondazione AIOM e il PASSI (Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia).
 
Dati di Sopravvivenza e Mortalità
Percentuali meno buone si rilevano nei dati riferiti alla sopravvivenza netta a cinque anni dalla diagnosi (attribuibile in modo fittizio al solo cancro come causa di morte e standardizzata per età) relativi ai casi incidenti negli anni 2005-2009 e presentati nel rapporto dell'Associazione Italiana dei Registri Tumori (AIRTUM) del 2016: la percentuale nell'isola riferita al totale dei tumori considerati per la suddetta analisi, per gli uomini è del 49% mentre per le donne è del 60%. Dati questi che posizionano l'isola sotto la media nazionale che risulta essere rispettivamente del 54% e 63% (da premettere che delle 21 regioni, i dati regionali del Lazio, delle Marche, dell'Abruzzo e del Molise risultano non disponibili).
 
La sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi è si un indicatore di esito oncologico comunemente usato ma non deve essere considerato come un valore soglia di previsione per una possibile guarigione. Questa infatti può essere raggiunta in tempi diversi, maggiori o anche inferiori ai cinque anni, a seconda del tipo di tumore, del sesso e dell'età del paziente.
 
La sopravvivenza è dunque condizionata dallo stadio della neoplasia al momento della diagnosi, ed è qui che influiscono gli interventi di prevenzione e screening organizzati, nonché dalla disponibilità e dall'accesso a terapie efficaci. A tal proposito anche la Regione Sardegna, al pari delle altre Regioni, sta operando per implementare il Percorso Diagnostico – Terapeutico Assistenziale (PDTA) e potenziare la realizzazione di reti oncologiche al fine di ridurre le disparità di accesso ai servizi di qualità e garantire a chiunque, alla necessità, le migliori cure oncologiche.
 
Circa il numero di decessi, in Sardegna, questi sono elencati per cause di tumori diversi (e della diversa storia clinica del paziente), risalgono all'anno 2015 dalla fonte ISTAT, e risultano essere 5.003 (2.844 M – 2.159 F) per quanto riguarda i tumori e 4.773 (2.729 M – 2.044 F) per i tumori maligni. La neoplasia che ha fatto registrare il maggior numero di morti è quella del polmone (695 M – 188 F), seguono quella del colon-retto (320 M – 258 F), della mammella (394), della prostata (203) e dello stomaco (110 M – 82 F).
 
Elisabetta Caredda

12 Gennaio 2019

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