Veneto. Carenza medici, la Neurologia di Belluno rischia di chiudere

Veneto. Carenza medici, la Neurologia di Belluno rischia di chiudere

Veneto. Carenza medici, la Neurologia di Belluno rischia di chiudere
Un reparto con 15 posti letto e con una nutrita attività ambulatoriale dove accedono persone affette da una varietà di malattie, quali sclerosi multipla, Parkinson, malattie cerebrovascolari ed epilessie e che, da maggio prossimo, passerà dagli attuali cinque medici a due. OMCeO Belluno: “Servono incentivi per i medici se vogliamo che vengano a lavorare in queste zone”. Ostanel (Il Veneto che Vogliamo): “Segno evidente dell‘inadeguata programmazione della sanità in Veneto”.

“C’è preoccupazione e timore per le cure, nel prendere atto della gravità della situazione venutasi a creare sulla UOC di Neurologia di Belluno, Ulss 1 Dolomiti, che dal prossimo maggio dai 5 neurologi attuali, a causa pensionamenti, resterà con il direttore di struttura ed un collega”. A dirlo è il presidente dell’OMCeO di Belluno, Stefano Capelli. I tentativi di Azienda Zero per il reclutamento di personale medico, fa sapere il presidente dell’Ordine, sono stati fatti ma, puntualmente per la Ulss 1 Dolomiti, i risultati sono stati scarsi.

“Siamo arrivati a questo punto – spiega il presidente Capelli – perché se vogliamo che i medici lavorino in queste valli devono essere incentivati, altrimenti non vengono. Chi viene a lavorare qui si trova ad essere in primis più isolato rispetto ad altri medici di altre Ulss venete; inoltre si trova ad essere lontano dalle università in un territorio che, nei mesi invernali, è sicuramente più scomodo di tanti altri. In particolare, il nostro territorio è contraddistinto da difficoltà di accesso ai servizi e in attuale contingenza di reperimento di personale sanitario.”.

“Al momento – ribadisce OMCeO di Belluno – medici neurologi sono introvabili anche attraverso cooperative o attraverso dei medici gettonisti. Se non dovesse succedere qualcosa di importante con una struttura organizzativa come quella attuale, non rimane altro che disattivare i posti letto che sono circa 15 e ridurre per una quota parte l’attività ambulatoriale. Per il regime di urgenza/ricovero metterei un grosso punto di domanda”.

Altresì, l’OMCeO di Belluno esprime la propria piena disponibilità a sostenere ogni iniziativa istituzionale tesa alla realizzazione delle soluzioni di salute per la popolazione, affiancando la direzione strategica della ULSS 1 su delle nuove articolazioni organizzative necessarie a rendere il sistema gratificante per i professionisti medici ed efficiente per i cittadini.

La questione è arrivata anche in Consiglio regionale Veneto. Per Elena Ostanel, consigliera regionale de “il Veneto che Vogliamo”, il rischio chiusura del reparto determinato dalla carenza di personale specialista conseguente a dimissioni, pensionamenti imminenti e mancate assunzioni “è il segno di una inadeguata programmazione della sanità in Veneto”.

“Simili presidi sono fondamentali ancor più in caso di emergenze, quando è richiesto il pronto intervento di neurologi specialisti nei confronti di soggetti con patologie in fase acuta – conclude la consigliera regionale – La chiusura o rimodulazione di un reparto simile in un territorio particolare come quello di Belluno costringe i famigliari che per curare i propri cari ci si ritrova costretti a lunghi tempi di percorrenza, facendo così l’opposto di quanto dovrebbe fare un servizio sanitario che dovrebbe basarsi sulla vicinanza dell’assistenza”.

Endrius Salvalaggio

Endrius Salvalaggio 

24 Marzo 2023

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