Veneto. Dipendenze. Varato il nuovo piano regionale triennale da 4 milioni di euro

Veneto. Dipendenze. Varato il nuovo piano regionale triennale da 4 milioni di euro

Veneto. Dipendenze. Varato il nuovo piano regionale triennale da 4 milioni di euro
Lo scorso anno i Serd della Regione hanno preso in cura 10.051 persone, il 15% in più rispetto all’anno precedente. Si abbassa l’età della ‘prima volta’, aumentano i ‘cronici’. Tre le aree di attenzione del Piano: i giovanissimi, con interventi di prevenzione ad hoc, le famiglie, sempre più fragili e i ‘lungoassistiti’

Sempre più giovani, sempre più inclini all’alcol e allo sballo, senza alcun timore a sperimentare e mescolare nuove e vecchie sostanze per ‘divertirsi’ o sentirsi forti e sfidare il rischio. Anche in Veneto il fenomeno delle dipendenze sta cambiando volto e si fa sempre più sfaccettato.
Lo scorso anno i Serd (i 38 servizi regionali per le dipendenze del sistema socio-sanitario veneto) hanno preso in cura 10.051 persone, il 15% in più rispetto all’anno precedente. Secondo i dati ufficiali della Relazione al Parlamento sull’uso di sostanze, a fare ingresso nel circuito delle comunità terapeutiche sono stati in 1260, il 4,3 per cento in più rispetto all’anno precedente. Ma il fenomeno della diffusione di sostanze stupefacenti e delle dipendenze ha nella realtà ben altri numeri: il 25,6 per cento degli studenti italiani dichiara di aver utilizzato almeno una sostanza, l’1 per cento degli under 19 (pari a circa 24 mila giovani) dice di consumare abitualmente eroina, uno su 4 dei consumatori abituali di cannabis ha cominciato prima dei 16 anni.
E ancora: l’età del primo contatto con l’alcool è scesa a 12 anni e l’Italia risulta essere il paese in Europa dove si comincia a bere prima e dove il binge-drinking (cioè il bere per il bere, a qualunque ora e senza limiti) è diventato una ‘epidemia culturale’ (parole del farmacologo Silvio Garattini). Il fumo, che risulta in calo tra gli adulti, è invece in aumento invece tra i giovani. Che non disdegnano di provare nuove e vecchie sostanze, anche insieme: cocaina e ketamina, cannabis ed eroina ‘fumata’, ma anche psicofarmaci e farmaci oppioidi utilizzati per la terapia del dolore.

È questo lo scenario di riferimento del nuovo Piano regionale per le dipendenze 2020-22, che la Giunta regionale del Veneto, su proposta dell’assessore alla sanità e al sociale Manuela Lanzarin, ha finanziato con 4 milioni di euro.

“Il fenomeno delle dipendenze è in continuo mutamento – spiega l’assessore – e il sistema di prevenzione, cura e trattamento deve attrezzarsi per rispondere a nuovi bisogni, oltre che a farsi carico dei cronici, dei cosiddetti ‘lungo-assistiti’. La peculiarità del Veneto è la forte integrazione tra pubblico e privato, tra i 38 servizi sociosanitari, ai quali spettano diagnosi e cura, e i 30 enti ausiliari (tra comunità terapeutiche e servizi privati con oltre un centinaio di sedi), le 3 comunità pubbliche, i 60 enti del terzo settore e i 600 gruppi di mutuo auto-aiuto, che sono essenziali per il trattamento residenziale e semiresidenziale, nonché per progetti di prevenzione e percorsi di riabilitazione”.

“Con il nuovo piano, costruito con l’apporto di tutti i soggetti pubblici e privati che si occupano di dipendenze – prosegue l’assessore – la Regione intende promuovere e sostenere nuovi progetti e nuovi approcci, in modo omogeno nel territorio regionale. Tre le attenzioni principali del piano: a) i giovanissimi, per i quali servono interventi di prevenzione strutturati e ‘su misura’ ma anche nuovi percorsi terapeutici, più flessibili, e nuove tipologie di strutture valide anche per chi ha sviluppato disturbi psichiatrici o dipendenze comportamentali da web o videogioco; b) le famiglie, sempre più fragili e che hanno bisogno di supporti educativi sul fronte della genitorialità; c) i ‘lungoassistiti’, cioè i tossicodipendenti di vecchia data, che richiedono sempre più interventi psicosociali per non scivolare nella marginalità”.
 
Il piano prevede un doppio canale: finanzia con 3,5 milioni di euro le iniziative e i progetti territoriali che le 9 Ulss presenteranno, preferibilmente in partnership con privato-sociale ed enti locali, sotto la regìa regionale. Nel contempo, il piano riserva 500 mila euro per progetti trasversali di respiro regionale, come la formazione degli operatori, la raccolta dati, la costituzione di un portale unico, l’avvio di uno sportello regionale telematico di consulenza e di primo orientamento.

14 Luglio 2020

© Riproduzione riservata

La Campania esce dal Piano di rientro. Arriva l’ok del Governo
La Campania esce dal Piano di rientro. Arriva l’ok del Governo

Il Ministero della Salute ha accolto la richiesta di uscita dal piano di rientro della Regione Campania. Nel corso del tavolo di verifica con il Mef, oggi, sono stati esaminati...

Nas Foggia. Scoperta una farmacia abusiva all’interno di un’abitazione, sequestrati farmaci e dispositivi medici
Nas Foggia. Scoperta una farmacia abusiva all’interno di un’abitazione, sequestrati farmaci e dispositivi medici

Il Nas di Foggia, ha scoperto che un farmacista aveva allestito nella propria abitazione una farmacia abusiva, priva delle necessarie autorizzazioni. I Carabinieri, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura della...

Marche. Il Cns avvia una verifica sulle sacche di plasma inutilizzabili
Marche. Il Cns avvia una verifica sulle sacche di plasma inutilizzabili

“Il Centro Nazionale Sangue sta verificando con la Struttura regionale di coordinamento quanto accaduto nella regione Marche. Al termine di questa verifica preliminare, il Centro nazionale sangue valuterà le opportune...

Abruzzo. Verì: “Tavolo di monitoraggio conferma il trend positivo”. Nel 2025 disavanzo di 83 mln
Abruzzo. Verì: “Tavolo di monitoraggio conferma il trend positivo”. Nel 2025 disavanzo di 83 mln

Al Tavolo di Monitoraggio sulla sanità si conferma il trend positivo per l’Abruzzo. Rispettato l’impegno con i Ministeri sul contenimento sotto gli 85 milioni; sbloccate premialità per migliorare la liquidità...