Veneto. Nuove convenzioni per le strutture per anziani: meno case di riposo più centri sanitari

Veneto. Nuove convenzioni per le strutture per anziani: meno case di riposo più centri sanitari

Veneto. Nuove convenzioni per le strutture per anziani: meno case di riposo più centri sanitari
Molti i cambiamenti contenuti nei nuovi accordi contrattuali negoziati tra Regione Veneto e gestori delle strutture per anziani. La direzione è chiara: le ex case di riposo si stanno trasformando gradualmente in poli della salute. La spesa regionale per l’assistenza medica dei residenti aumenta di circa il 25 per cento: da 48,5 euro mensili per assistito a 62.

Non più case di riposo, ma centri di servizi. Comincia dal nome il profondo cambiamento che interesserà strutture residenziali di assistenza per anziani e persone disabili in Veneto. 366 in tutto che, con i nuovi accordi contrattuali negoziati tra Regione Veneto, associazioni dei gestori e dei dipendenti, aziende sanitarie, stanno per essere interessati da una trasformazione profonda.

 “A distanza di 14 anni dalle ultime convenzioni, datate 2004, la Regione Veneto ha varato nuovi accordi contrattuali”, ha spiegato l’assessore regionale al sociale Manuela Lanzarin in un incontro tenutosi ieri con i rappresentanti del settore. “L’obiettivo è aggiungere un altro tassello alla riorganizzazione del nostro sistema sanitario e assistenziale, perché sia sempre più qualificato e accessibile e al tempo stesso sostenibile, a fronte del crescente invecchiamento della popolazione e dell’incidenza di cronicità e non autosufficienza . Oggi – ha aggiunto – il 90 per cento degli ospiti delle nostre strutture assistenziali non è più autosufficiente e manifesta patologie croniche sempre più invalidanti, come demenze e Alzheimer. Dopo il piano sociosanitario 2012-2016, la riorganizzazione degli ospedali e delle Ulss e i nuovi atti aziendali entrati in vigore nel 2017 che stanno reimpostando la sanità territoriale, ora è la volta delle ex case di riposo, chiamate sempre più ad essere poli della salute, centri di servizi specializzati, ponti tra ospedale e domiciliarità”.

Proprio l’attenzione alla salute e il potenziamento dell’assistenza medica è il fulcro dei nuovi accordi contrattuali. “La Regione investe 5 milioni di euro in più all’anno per migliorare l’assistenza medica agli ospiti dei centri di servizi”, ha sottolineato l’assessore. “Le strutture assistenziali possono scegliere se avvalersi dei medici di medicina generale o di una o più figure mediche di propria scelta, ma i medici incaricati dovranno essere presenti dal lunedì al sabato e garantire 22 ore di assistenza settimanali ogni 60 pazienti (lo standard precedente era di 18 ore settimanali, dal lunedì al venerdì), agevolando i familiari con incontri al sabato. La spesa regionale per l’assistenza medica aumenta, a conti fatti, del 25 per cento: da 48,5 euro mensili per assistito a 62”.

Non di solo incremento orario, però, si tratta. A cambiare sarà anche l’organizzazione interna e il rapporto con l’azienda sanitaria di riferimento: tra le novità introdotte spicca la nuova figura del medico coordinatore, un dirigente sanitario dipendente dell’azienda sanitaria incaricato di tenere i rapporti tra azienda e struttura, di garantire prestazioni specialistiche all’interno dei centri di servizio,  di coordinare i piani assistenziali per gli ospiti e di essere il garante dell’appropriatezza delle cure.

Viene introdotta di prassi anche la figura del coordinatore infermieristico e valorizzata la figura dello psicologo-psicoterapeuta. Inoltre, all’interno dei centri di servizi, sono previste prestazioni odontoiatriche e di igiene dentale; l’assistenza riabilitativa viene potenziata (il contributo regionale passa da 2 euro pro capite per giornata a 2,10); l’assistenza farmaceutica e l’erogazione di ausili e di presidi chirurgici ospedalieri vengono estese anche agli ospiti privi di impegnativa, garantendo così un servizio uniforme su tutto il territorio regionale, con un sicuro risparmio per il sistema sanitario e le famiglie.

A fronte di questi incrementi di spesa, la Regione mira al disincentivo dei ricoveri ospedalieri: il rimborso delle giornate di degenza in ospedale scende infatti dal 75 al 50 per cento della quota regionale pro capite.

 

23 Gennaio 2018

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