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Deputati e senatori sardi si dividono. Cappellacci (FI), Pittalis (FI) e Deidda (FDI) contestano il Governo. Ma Frailis (Pd) e Marilotti (Eu-MAIE-CD) il ministero non ha fatto che attenersi alle regole

01 FEB - Il ministero della Salute ha ragione o ha sbagliato a confermare, venerdì scorso, la classificazione dell’isola tra le zone aranconi, a medio-alto rischio? Quotidiano sanità ha raccolto l'opinione di alcuni parlamentari sardi. Ecco le loro risposte.

In merito, il deputato Andrea Frailis (PD), volto noto dell'emittente tv locale Videolina, afferma: “La classificazione delle regioni in ordine ai provvedimenti anti Covid è determinata da 21 parametri del tutto oggettivi, e quindi non suscettibili di valutazioni di tipo politico. Aggiungo che se il Ministro della Salute emette una ordinanza ignorando o in violazione di questi parametri, può andare incontro all’accusa di omissione di atti d’ufficio. Detto questo, io mi rifaccio al documento firmato dal gruppo consiliare del mio partito, il PD: all’interno ci si può leggere che la classificazione arancione è stata determinata dalla mancata o errata comunicazione dei dati richiesti. E anche io sono convinto di questa posizione”.

“La Regione ha fatto ora ricorso al Tar contro la decisione del Ministero - prosegue Frailis -. Ho sempre avuto il massimo rispetto per la magistratura e le sue sentenze, a differenza di qualche altro schieramento politico. Se quindi Solinas avrà avuto ragione, il tribunale amministrativo sospenderà l’ordinanza di Speranza. In caso contrario, come già avvenuto più volte l’estate scorsa, la giunta regionale dovrà prendere atto della giustezza delle posizioni del Governo”.


“Una decisione ingiusta - tuona il deputato Ugo Cappellacci (FI), ex governatore della Regione Sardegna della XIV legislatura -, che stride sia con i dati che con il buon senso. Sia l’indice dei contagi che la situazione delle terapie intensive deponevano a favore di un ritorno al colore giallo e probabilmente non sono mai stati ‘da arancione’. La nostra isola subisce una decisione calata dall’alto, che causa gravissime conseguenze su un’economia già arrivata allo stremo. L’unica ricetta del Governo, o di quel che rimane di esso, è solo la proroga delle chiusure, che non richiede nessuna capacità organizzativa. Laddove invece è necessario pianificare, studiare e decidere, i reduci della maggioranza di Conte accumulano solo ritardi: dalle mascherine ai ristori, dalle terapie intensive alle assunzioni dei medici, per arrivare fino ad una campagna vaccinale che procede a passo di lumaca”.

“Così non si può continuare – osserva Cappellacci -: occorrono la forza, il coraggio e la competenza per aiutare l’Italia a reggere e a rialzarsi nel dopo pandemia. Bene ha fatto il governo regionale ad impugnare il provvedimento davanti al Tar che mi auguro possa ristabilire giustizia, ma deve farlo in tempi rapidissimi perché ogni giorno che passa sono danni ingentissimi ed irreparabili per gli operatori. Che questa sia l’ultima esperienza di tentato affidamento verso un governo nazionale che è inaffidabile e di fronte al quale ci si deve ribellare senza alcun indugio.”

Il deputato Pietro Pittalis (FI), già prima Consigliere regionale dal 2004 sino all’elezione alle politiche nel 2018, ribatte: “La Sardegna è una delle poche regioni che restano in arancione, una decisione francamente incomprensibile. Bene ha fatto il presidente Solinas a presentare ricorso al Tar contro l’ordinanza che punisce ancora la mia terra, che ha sofferto già troppo in termini economici per le restrizioni imposte dal governo centrale. In vista del perdurare delle limitazioni chiediamo al governo spiegazioni e chiarezza. Su quali dati si basa la colorazione della Sardegna? Secondo l’ultimo rapporto Gimbe del 29 gennaio la situazione era sotto controllo e addirittura in miglioramento. Non comprendiamo dunque le motivazioni alla base del provvedimento e visto che da queste scelte dipendono la tenuta, la resistenza, il presente e il futuro della mia regione e dei suoi cittadini presenterò una interrogazione urgente al ministro Speranza chiedendo chiarimenti sui dati alla base di certe decisioni ispirate alla logica cinica e burocratica del cavillo”.

Piena disapprovazione anche del deputato Salvatore Deidda (FDI), già Segretario regionale in Sardegna di Fratelli d'Italia, critico sull’ordinanza di Speranza: “Noi di Fratelli d'Italia abbiamo già vinto in Tribunale per farci consegnare il piano anti Covid e ora grazie al Tar il Governo dovrà spiegare quanto sia sbagliato e ingiusto il piano delle Regioni colorate. Confusione e poca trasparenza e tanta improvvisazione da parte del Governo. È normale arrivare a dover richiedere l'aiuto dei Magistrati? Penso di no. Questo Governo, e purtroppo chi lo sostiene in Sardegna, dal mio punto di vista fanno gli interessi contrari ai cittadini e ai lavoratori”.

Infine il Senatore Gianni Marilotti (Eu-MAIE-CD), Presidente della Commissione per la biblioteca e per l'archivio storico, che osserva: “Il meccanismo previsto dal Ministero e dall’Istituto superiore Sanità venne approvato con l’accordo delle Regioni. Non c’è la possibilità di avere valutazioni personali. E la previsione normativa è che la permanenza in una fascia dura due settimane. Evidentemente i dati inviati dalla Regione, nella combinazione dei 21 parametri che vengono inseriti nell’algoritmo, ha prodotto questo risultato nonostante l’indice Rt sia più basso delle altre regioni”.

“Ora dobbiamo guardare avanti – conclude Marilotti - e prepararci al ritorno in zona gialla dal prossimo fine settimana, e trovare la maniera per ristorare immediatamente chi ha avuto danni economici”.

E.C.

01 febbraio 2021
© Riproduzione riservata

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