Allarme Morbillo. In crescita nelle Americhe: i casi aumentano undici volte in un anno

Allarme Morbillo. In crescita nelle Americhe: i casi aumentano undici volte in un anno

Allarme Morbillo. In crescita nelle Americhe: i casi aumentano undici volte in un anno
La maggior parte dei casi si è verificata tra soggetti di età compresa tra 1 e 29 anni, spesso non vaccinati o con stato vaccinale sconosciuto. Sei paesi coinvolti, tre decessi registrati e il rischio regionale valutato come “alto” dall’Oms. La copertura vaccinale insufficiente e i viaggi internazionali sono i principali fattori di diffusione.

La regione delle Americhe si trova ad affrontare una grave recrudescenza del morbillo.
Sono 2.318 i casi di morbillo confermati, con tre decessi complessivi, distribuiti in sei paesi: Argentina, Belize, Brasile, Canada, Messico e Stati Uniti. L’aumento rispetto allo stesso periodo del 2024 è stato di undici volte, delineando un quadro epidemiologico preoccupante.
La maggior parte dei casi si è verificata tra soggetti di età compresa tra 1 e 29 anni, spesso non vaccinati o con stato vaccinale sconosciuto. Il virus, altamente contagioso, è stato in molti casi importato o associato a contatti con viaggiatori internazionali.

Questo il quadro delineato dai dati aggiornati al 18 aprile 2025, dell’Organizzazione Mondiale della Sanità
Il rischio sanitario è attualmente valutato elevato nella regione delle Americhe, mentre a livello globale l’Oms considera il rischio moderato, con l’invito a mantenere alta l’attenzione per evitare nuove epidemie in altre aree del mondo.

Diffusione geografica Il Canada ha registrato il numero più elevato di infezioni (1.069 casi), seguito dagli Stati Uniti (800 casi) e dal Messico (421 casi, con un decesso). In Argentina, Belize e Brasile i numeri sono stati più contenuti, ma comunque significativi, considerato il rischio di ulteriori focolai.

In particolare:

  • Argentina: 21 casi, prevalentemente nella capitale e provincia di Buenos Aires, con catene di trasmissione legate a viaggi internazionali.
  • Belize: i primi due casi dal 1991, collegati a un raduno religioso in Messico.
  • Brasile: cinque casi confermati, inclusi due bambini non vaccinati a Rio de Janeiro.
  • Canada: epidemia estesa tra comunità sotto-vaccinate, con origine da un evento di massa nel New Brunswick.
  • Messico: diffusione massiccia nello stato di Chihuahua, con la stragrande maggioranza dei casi tra non vaccinati.
  • Stati Uniti: dieci focolai identificati in 25 giurisdizioni, con la maggior parte dei casi concentrati in Texas, New Mexico e Oklahoma.

Le cause del boom dei contagi L’aumento dei casi è stato attribuito alla bassa copertura vaccinale, peggiorata durante la pandemia di Covid-19, e a fenomeni di esitazione vaccinale. Secondo l’Oms, solo il 28,6% dei paesi della regione ha raggiunto una copertura superiore al 95% per la prima dose di vaccino contro morbillo-parotite-rosolia (MPR). Anche i viaggi internazionali e le grandi migrazioni da aree endemiche hanno favorito l’importazione del virus in territori precedentemente considerati liberi dalla trasmissione endemica.

La risposta delle autorità sanitarie Per arginare l’emergenza, l’Oms e i governi locali stanno implementando una serie di misure:

  • Campagne di vaccinazione di massa nelle aree a rischio.
  • Sorveglianza epidemiologica rafforzata e risposta rapida ai nuovi focolai.
  • Formazione del personale sanitario e supporto tecnico ai laboratori.
  • Comunicazione del rischio per aumentare la consapevolezza pubblica sull’importanza delle vaccinazioni.


Le raccomandazioni dell’Oms in dettaglio:
L’Oms raccomanda di mantenere una copertura omogenea sostenuta di almeno il 95% con la prima e la seconda dose del vaccino contenente morbillo (MCV) e di rafforzare la sorveglianza epidemiologica integrata di morbillo e rosolia per ottenere una rilevazione tempestiva di tutti i casi sospetti nelle strutture sanitarie pubbliche e private.

L’Oms raccomanda di rafforzare la sorveglianza epidemiologica e la preparazione e le capacità di risposta rapida nelle aree di confine ad alto traffico per rilevare e rispondere rapidamente ai casi sospetti di morbillo. Fornire una risposta rapida ai casi di morbillo importati per evitare il ristabilimento della trasmissione endemica attraverso l’attivazione di squadre di risposta rapida addestrate a questo scopo e implementando protocolli di risposta rapida quando ci sono casi importati. Una volta attivata una squadra di risposta rapida, deve essere garantito un coordinamento continuo tra i livelli nazionale, subnazionale e locale, con canali di comunicazione continui ed efficaci a tutti i livelli. Durante i focolai, si raccomanda di stabilire un’adeguata gestione dei casi ospedalieri e di prevenzione e controllo delle infezioni per evitare la trasmissione di infezioni associate all’assistenza sanitaria, con un adeguato trasferimento dei pazienti in stanze di isolamento per infezioni trasmesse per via aerea (per qualsiasi livello di cura) ed evitando il contatto con altri pazienti nelle sale d’attesa e/o in altre stanze d’ospedale.

E ancora, l’Oms raccomanda di fornire un ampio accesso alla vaccinazione contro morbillo, parotite e rosolia (MMR) o morbillo e rosolia (MR) per mantenere alti i tassi di vaccinazione della popolazione generale e per garantire che le persone ad alto rischio di esposizione siano aggiornate su questa vaccinazione, come il personale sanitario e assistenziale e i viaggiatori internazionali. Le persone che vivono nelle aree dell’epidemia devono seguire le linee guida della salute pubblica locale. A livello globale, tra il 2000 e il 2023, la vaccinazione è riuscita a prevenire circa 60 milioni di decessi (6 milioni di decessi nelle Americhe) e a ridurre i decessi stimati per morbillo da 800.062 nel 2000 a 107.500 nel 2023, con una diminuzione dell’87%.

Raccomanda inoltre di mantenere una scorta di vaccini MR e/o MPR e siringhe/forniture per rispondere ai casi importati. Facilitare l’accesso ai servizi di vaccinazione secondo il programma nazionale ai viaggiatori internazionali in entrata e in uscita, comprese le persone che devono svolgere attività, a livello nazionale o all’estero, in aree con focolai di morbillo in corso, popolazioni sfollate, popolazioni indigene o altre popolazioni vulnerabili.

Infine, si suggerisce ai viaggiatori internazionali di controllare e aggiornare il proprio stato di vaccinazione contro il morbillo prima della partenza. Le persone non vaccinate provenienti da aree in cui sono presenti focolai di morbillo, con conoscenza dell’esposizione a casi di morbillo e/o che presentano segni e sintomi compatibili con l’infezione da virus del morbillo, devono consultare le autorità sanitarie locali prima di intraprendere un viaggio internazionale. Al momento, non sono giustificate ulteriori misure che interferiscano in modo significativo con il traffico internazionale

29 Aprile 2025

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