“L’Europa si trova ora in un momento decisivo e deve fare una scelta. I progressi scientifici stanno aprendo nuove possibilità nella cura dell’Alzheimer, e l’attenzione politica è sempre più allineata a questa realtà. Trasformare opportunità in impatto richiederà collaborazione costante, implementazione pratica e un chiaro focus sui pazienti e sulle loro famiglie”, spiega Laura Campo, presidente della piattaforma Efpia per la malattia di Alzheimer, commentando la direzione che l’Ue dovrà prendere nella gestione delle malattie neurodegenerative, di cui ad oggi sono affette oltre 10 milioni di persone in Europa.
Il 2025 è stato un anno in cui il progresso scientifico ha trasformato l’innovazione nel campo della cura di Alzheimer in un concreto scenario futuro. Ora, ricorda Campo, “i sistemi sanitari devono ora essere pronti a realizzarlo”. Allo stesso tempo, “questi sviluppi hanno evidenziato l’importanza di garantire che l’esperienza regolatoria oggi aiuti a spianare la strada a ulteriori innovazioni attualmente in fase di sviluppo”.
Questo cambiamento si è riflesso anche a livello politico. Nel settembre 2025, il Parlamento Europeo ha tenuto un dibattito plenario su Alzheimer e demenza, chiedendo una risposta europea più strutturata e coordinata. Quel dibattito ha inviato un chiaro segnale che l’Alzheimer non è più visto solo come una sfida sociale a lungo termine, ma come una questione politica che richiede azione, allineamento e leadership a livello UE.
In contemporanea, il lavoro della piattaforma Efpia si è concentrato sulla risposta alla domanda: “come può l’Europa garantire che il progresso scientifico si traduca in benefici significativi per i pazienti, in modo equo e sostenibile?”.
“Un focus chiave per la prossima fase di questo lavoro – spiega Campo – sarà la preparazione del sistema sanitario. La diagnosi e la diagnosi precoce, l’accesso a strumenti diagnostici appropriati, la capacità di monitoraggio e follow-up e l’organizzazione dei percorsi di cura non sono concetti politici astratti. Sono le fondamenta su cui deve essere costruita una cura efficace dell’Alzheimer”.
“In tutta Europa – ha aggiunto – i sistemi sanitari stanno già sperimentando nuovi approcci, dal rafforzamento dei percorsi di rilevamento guidati dall’assistenza primaria all’espansione dell’uso di cliniche multidisciplinari della memoria e strumenti di valutazione digitale, per identificare, diagnosticare e supportare meglio le persone nelle fasi precoci della malattia. Identificare, evidenziare e imparare da queste esperienze è stato un elemento centrale del lavoro della Piattaforma nell’ultimo anno”.
Persistono però sfide politiche, regolamentari e di accessibilità. L’Europa è caratterizzata da una reattività molto disomogenea e la capacità di diagnosi varia molto tra gli Stati, rendendo il coordinamento piuttosto frammentato.
“La Piattaforma EFPIA per la Malattia di Alzheimer rimane ottimista – conclude Campo – su ciò che può essere realizzato e impegnata a contribuire in modo costruttivo a questo sforzo – collaborando con responsabili politici, regolatori e altri stakeholder per contribuire a garantire che i progressi nella malattia di Alzheimer si traducano in risultati migliori per le persone in tutta Europa, ora e negli anni a venire”.