Anziani: isolamento sociale, fattore di rischio per la demenza. Può combatterlo la tecnologia

Anziani: isolamento sociale, fattore di rischio per la demenza. Può combatterlo la tecnologia

Anziani: isolamento sociale, fattore di rischio per la demenza. Può combatterlo la tecnologia
La tecnologia può aiutare gli anziani a uscire dall’isolamento sociale, acclarato fattore di rischio per la demenza. E’ quanto suggeriscono due studi USA che hanno osservato oltre 5 mila over 65 per nove anni. Mandare mail o messaggi dal cellulare può ridurre del 31% il rischio di andare incontro a isolamento sociale.

Due studi pubblicati sul Journal of the American Geriatric Society hanno evidenziato che l’isolamento sociale è un fattore di rischio sostanziale per la demenza tra gli over 65 e hanno identificato nella tecnologia una risorsa efficace per intervenire. I due studi, basati sui dati dal National Health and Aging Trends Study, sono stati condotti da ricercatori della Johns Hopkins Medicine e della Bloomberg School of Public Health di Baltimora.

Le due ricerche, in realtà, non stabiliscono un rapporto di causa-effetto diretto tra demenza ed isolamento sociale, definito come mancanza di contatti sociali e interazioni con le persone su base regolare. Secondo quanto dichiarato dagli stessi ricercatori, però, i lavori rafforzano l’evidenza che l’isolamento aumenta il rischio di demenza e suggeriscono che è sufficiente anche solo inviare email o messaggi per ridurre questo rischio.

Nel primo studio sono stati raccolti dati da 5.022 persone over 65 anni a cui è stato chiesto di completare un’intervista, ogni anno, di persona, per valutare la funzionalità cognitiva, lo stato di salute e il benessere complessivo. All’inizio dello studio, il 23% dei partecipanti era socialmente isolato e non mostrava segni di demenza. Alla fine del periodo di nove anni di studio, il 21% del campione totale aveva sviluppato demenza. E i ricercatori hanno concluso che il rischio di sviluppare demenza in nove anni era del 27% più alto tra chi faceva una vita socialmente isolata.

Il secondo studio ha dimostrato che si può intervenire per ridurre questo rischio, in particolare ricorrendo alle nuove tecnologie di comunicazione. Usando lo stesso database precedente, il team americano ha osservato che più del 70% delle persone dai 65 anni in su che non erano socialmente isolate all’inizio dello studio avevano un cellulare o un computer e usavano regolarmente email o messaggi per comunicare con altri. Nel periodo di quattro anni in cui è stata condotta la ricerca, l’accesso a queste tecnologie determinava una riduzione del 31% del rischio di andare incontro a isolamento sociale.

Fonti: Journal of the American Geriatric Society 2023-2022

13 Gennaio 2023

© Riproduzione riservata

Negli Stati Uniti il morbillo uccide di nuovo. E l’Italia è il primo Paese d’Europa per contagi
Negli Stati Uniti il morbillo uccide di nuovo. E l’Italia è il primo Paese d’Europa per contagi

Un bambino è morto a New York, il primo decesso per morbillo nello Stato dopo trent'anni. Basterebbe questo per capire quanto poco serva perché una malattia considerata sotto controllo torni...

Morbillo. Pediatri Fimp e Sip: “Coperture vaccinali insufficienti. Una malattia prevenibile non può tornare a mettere in pericolo i bambini”
Morbillo. Pediatri Fimp e Sip: “Coperture vaccinali insufficienti. Una malattia prevenibile non può tornare a mettere in pericolo i bambini”

“La morte di un bambino per morbillo nello Stato di New York, il primo decesso registrato dopo trent’anni, è una notizia drammatica che ci ricorda quanto sia pericoloso considerare alcune...

Pharma, l’innovazione digitale alla prova dei risultati: aperte le candidature agli European AI & Digital Pharma Awards
Pharma, l’innovazione digitale alla prova dei risultati: aperte le candidature agli European AI & Digital Pharma Awards

Una campagna digitale che migliora la relazione con i medici. Un programma che accompagna i pazienti durante il trattamento. Una piattaforma per il confronto scientifico o un progetto di comunicazione...

Johnson & Johnson, 50 anni in Italia: investire in salute conviene, lo studio Cerm ne misura il valore
Johnson & Johnson, 50 anni in Italia: investire in salute conviene, lo studio Cerm ne misura il valore

La farmaceutica italiana genera valore economico, occupazione e competitività, ma deve poter contare su regole stabili e condizioni che favoriscano gli investimenti. È quanto emerge dallo studio realizzato dal CERM,...