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Covid. Comitato Onu contro discriminazione razziale: “Rinunciare a proprietà intellettuale su vaccini, trattamenti o tecnologie sanitarie o sarà violazione diritti umani”


Il CERD è uno degli organismi previsti dai trattati sui diritti umani delle Nazioni Unite. Monitora l'attuazione della Convenzione sull'eliminazione di tutte le forme di discriminazione razziale da parte dei 182 Stati membri ed è composto da 18 esperti indipendenti che prestano servizio a titolo personale.

01 SET - Il Comitato delle Nazioni Unite per l’Eliminazione della Discriminazione Razziale (CERD) ha invitato gli Stati del Nord del mondo, in particolare Germania, Svizzera, Regno Unito, Irlanda del Nord e Stati Uniti d’America, a rinunciare ai diritti di proprietà intellettuale su vaccini, trattamenti o tecnologie sanitarie impiegati nella pandemia di COVID-19, in modo da rispettare pienamente i diritti umani. Il CERD è uno degli organismi previsti dai trattati sui diritti umani delle Nazioni Unite. Monitora l'attuazione della Convenzione sull'eliminazione di tutte le forme di discriminazione razziale da parte dei 182 Stati membri ed è composto da 18 esperti indipendenti che prestano servizio a titolo personale.

In una decisione adottata ieri nell’ambito delle procedure urgenti, il Comitato ha espresso la propria preoccupazione per il fatto che COVID-19 rimane un grave problema di salute pubblica, con impatti negativi devastanti che si ripercuotono in modo sproporzionato su individui e gruppi vulnerabili alla discriminazione razziale, in particolare persone di discendenza africana o asiatica, minoranze etniche, comunità rom e popolazioni indigene.

Secondo gli ultimi dati dell’OMS, circa il 32% della popolazione mondiale ha ricevuto almeno un richiamo o una dose aggiuntiva di vaccino. Tuttavia, nei paesi in via di sviluppo come Gabon, Papua Nuova Guinea, Burundi e Madagascar, la percentuale è inferiore all’1%.Le attuali sfide legate alla disuguaglianza possono essere mitigate in modo significativo condividendo l’accesso ai diritti di proprietà intellettuale, ai brevetti salvavita, ai vaccini, ai trattamenti e alle tecnologie correlate, che sono attualmente riservati ad alcuni paesi del Nord del mondo”, evidenzia il Comitato in una nota, secondo cui il persistente rifiuto di accettare una deroga all’Accordo sui diritti di proprietà intellettuale attinenti al commercio (Accordo TRIPS) solleva preoccupazioni riguardo agli obblighi degli Stati ai sensi della Convenzione internazionale sull’eliminazione di tutte le forme di discriminazione razziale e l’obbligo di garantire la non discriminazione. Il panel ha dunque esortato gli Stati a dare priorità alle preoccupazioni relative ai diritti umani e ad adottare rigorose garanzie in materia di diritti umani, compreso un meccanismo che impegni i governi a sospendere i diritti di proprietà intellettuale in una crisi sanitaria.


01 settembre 2023
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