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Covid. Siams: “I vaccini sono sicuri, nessun effetto negativo sui fertilità maschile”


Uno studio pubblicato sul Journal of American Medical Association ha dimostrato come nessuno dei soggetti coinvolti abbia riscontrato un peggioramento dei parametri seminali che sembrano invece dimostrare un significativo miglioramento a 70 giorni dalla somministrazione della seconda dose del vaccino a mRna. Corona (Siams): "La campagna vaccinale è l’unico strumento preventivo possibile per scongiurare complicanze andrologiche della infezione da Covid". 

03 LUG - Uno studio pilota pubblicato sul Journal of American Medical Association chiarisce la relazione tra vaccinazione contro Covid e la possibile tossicità testicolare. Lo studio condotto presso l’Università di Miami (Florida,USA), ha coinvolto 45 uomini volontari sani di età compresa tra i 18 ed i 50 anni sottoposti a vaccinazione mediante BNT162b2 (Pfizer-BioNTech) o mRNA-1273 (Moderna).
 
Tutti i soggetti coinvolti hanno eseguito uno spermiogramma prima di ricevere la prima dose di vaccino a mRNA e 70 giorni dopo la seconda dose. I risultati evidenziano come nessuno dei soggetti coinvolti abbia mostrato un peggioramento dei parametri seminali che sembrano invece dimostrare un significativo miglioramento. Dati epidemiologici americani suggeriscono come una delle principali cause di esitazione relative alla campagna vaccinale nella popolazione maschile in età fertile sia proprio legata alla mancanza di informazioni chiare relative ai possibili effetti negativi sulla fertilità.
 
"Lo studio in questione dimostra ancora una volta come la vaccinazione sia sicura e non comporti nessun effetto negativo sui parametri seminali. La Società Italiana di Andrologia e Medicina della Sessualità (Siams), Società leader in campo andrologico a livello internazionale, ha prodotto diverse evidenze nel corso dell’ultimo anno che supportano un’assenza di rischio di trasmissibilità per via sessuale del Cov2 al di fuori della fase acuta di malattia", commenta Giovanni Corona, presidente Siams.
 
"Tuttavia, la possibile localizzazione del virus a carico dell’apparato riproduttivo maschile, almeno durante la fase acuta di malattia, suggerisce la necessità di un monitoraggio stretto dei pazienti affetti per escludere possibili conseguenze andrologiche future. Pertanto la campagna vaccinale rimane l’unico strumento preventivo possibile per scongiurare complicanze andrologiche della infezione da Covid. I dati del presente studio garantiscono un’ulteriore fonte di sensibilizzazione per soggetti molto giovani, particolarmente attenti a questo aspetto, che si trovano nella fascia di età su cui si sta concentrando proprio in queste settimane lo sforzo della macchina vaccinale nel nostro Paese", conclude Corona.

03 luglio 2021
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