Bimba morta per malaria. Il punto sulla vicenda dell’Istituto superiore di sanità

Bimba morta per malaria. Il punto sulla vicenda dell’Istituto superiore di sanità

Bimba morta per malaria. Il punto sulla vicenda dell’Istituto superiore di sanità
I risultati delle prime indagini di laboratorio hanno rivelato che il parassita responsabile della malaria nella bambina deceduta è dello stesso tipo identificato nei componenti della famiglia di ritorno dal Burkina Faso ricoverata presso l'Ospedale di Trento. Per valutare le possibili vie di trasmissione saranno effettuate analisi molecolari che richiederanno alcuni giorni.

A seguito del decesso per malaria di una bambina di 4 anni, avvenuto il 4 settembre 2017 negli Spedali Civili di Brescia, il ministero della Salute ha avviato un’indagine. Al momento è stato accertato che la causa del decesso è la malaria cerebrale, mentre sono ancora in corso le indagini per identificare l’origine dell’infezione. Di seguito il punto della vicenda da parte dell'Istituto superiore di sanità.
 
Lo scenario
Durante il mese di agosto la bambina è stata ricoverata negli ospedali di Portogruaro (13 agosto) e di Trento (16-21 agosto e poi 31 agosto), prima per un episodio di diabete infantile e, il 31 agosto, per quella che si pensava essere una faringite. Il 2 settembre, a seguito di un nuovo ricovero, è stata rilevata la presenza del Plasmodium falciparum (uno degli agenti eziologici della malaria umana) nel sangue della bambina e la piccola è stata trasferita agli Spedali Civici di Brescia, una struttura di riferimento per la cura delle malattie tropicali.
 
Da subito l’attenzione si è concentrata sulla possibilità che l’infezione contratta dalla bambina fosse collegata al ricovero per malaria di alcuni componenti di un nucleo familiare di rientro da una vacanza in Burkina Faso, ricoverati all’ospedale di Trento negli stessi giorni in cui si trovava la piccola.
 
Per verificare l’eventuale presenza di zanzare anofele (Anopheles è il genere responsabile della trasmissione della malattia) negli stessi giorni in cui era ricoverata la bambina, nei giorni scorsi sono state piazzate quattro trappole per zanzare anofele nel reparto di pediatria di Trento. L’esito della ricerca è risultato negativo, tuttavia non si può escludere che ce ne fossero durante il ricovero della piccola.
 
I risultati delle prime indagini di laboratorio hanno rivelato che il parassita responsabile della malaria nella bambina deceduta è dello stesso tipo, Plasmodium Falciparum, identificato nei componenti della famiglia di ritorno dal Burkina Faso.
 
Attualmente, all’Istituto Superiore di Sanità si sta completando il campionamento necessario per espletare tutte le indagini e valutare quali siano state le vie di trasmissione possibili.
 
Saranno quindi effettuate analisi molecolari in grado di verificare l’identità tra i ceppi da cui è stata infettata la bambina e quella degli altri pazienti ricoverati negli stessi giorni colpiti dallo stesso parassita.
 
Le indagini molecolari richiederanno alcuni giorni perché siano completate.

07 Settembre 2017

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