Cancro vescicale. Cellule maligne nel sangue orientano il trattamento

Cancro vescicale. Cellule maligne nel sangue orientano il trattamento

Cancro vescicale. Cellule maligne nel sangue orientano il trattamento
La presenza di cellule tumorali circolanti nei pazienti con cancro della vescica o uroteliale potrebbe avere un significato prognostico e aiutare ad orientare le terapie. Tuttavia, come ribadisce uno studio tedesco, la questione dell’utilità delle cellule tumorali circolanti è ancora controversa, servono ulteriori studi.

Cellule tumorali circolanti (CTC) potrebbero essere d’aiuto nell’identificare i pazienti affetti da cancro della vescica che non possono essere trattati con la sola cistectomia radicale. A sostenerlo ricercatori tedeschi.
 
"L’analisi del sangue perifierico per le cellule maligne circolanti ha guadagnato un ruolo di primo piano non solo per la possibilità di rilevare la malattia micro-metastatica invisibile e predire la prognosi, ma anche per le scelte terapeutiche – afferma Sabine Tiethdorf della University Medical Center Hamburg-Eppendorf – I risultati del nostro studio dimostrano che la presenza di cellule tumorali circolanti prima della cistectomia radicale potrebbe aiutare ad individuare il carcinoma uroteliale della vescica (UCB) in pazienti che necessitano di una chemioterapia adiuvante aggressiva, o radioterapia mirata, indipendentemente dal sottotipo istologico del tumore". 
 
Tiethdorf  e il suo team hanno utilizzato il sistema CellSearch (Janssen) per valutare le cellule tumorali circolanti in campioni di sangue prelevati prima dell’intervento in 188 pazienti con UCB trattati con cistectomaia radicale senza chemioterapia neoadiuvante. Nel complesso sono state trovate cellule tumorali circolanti nel 21,3% dei pazienti con UCB puro e nel 25,5% di quelli con varianti istologiche del carcinoma uroteliale. Al follow up mediano di circa due anni, la presenza di CTC in entrambi e la differenziazione delle cellule non squamose sono state associate ad una ridotta sopravvivenza libera da recidiva  e a ridotta sopravvivenza cancro-specifica.
 
I pazienti senza CTC avevano una migliore sopravvivenza libera da recidive a prescindere dall’istologia di UCB rispetto ai pazienti con CTC e qualsiasi sottotipo istologico UCB. CTC è un fattore predittivo indipendente di recidiva di malattia e mortalità cancro-specifica. Lo studio presenta numerosi limiti e necessita di ulteriori dati per valutare la riproducibilità dei risultati.
 
Fonte: British Journal Urology 
 
Marilynn Larkin

(Versione Italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)

Marilynn Larkin

27 Febbraio 2017

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