Coronavirus. “Blocchi internazionali rendono difficili forniture Dpi”. L’allarme dei fornitori ospedalieri pugliesi 

Coronavirus. “Blocchi internazionali rendono difficili forniture Dpi”. L’allarme dei fornitori ospedalieri pugliesi 

Coronavirus. “Blocchi internazionali rendono difficili forniture Dpi”. L’allarme dei fornitori ospedalieri pugliesi 
Il presidente Aforp, Giuseppe Marchitelli, evidenzia come la situazione sia difficile per l’incontro di due fattori: da una parte dell’aumento di domanda sul nostro territorio, dall’altro la mancanza di offerta a causa del divieto di esportazione da parte della Cina di dispositivi medici. “Ci siamo svegliati davanti ad una presa di coscienza sopita da anni, ma violentemente emersa ed è sotto gli occhi di tutti. La scelta di delocalizzare, praticamente ogni cosa, la globalizzazione ci costringe,oggi, a fare i conti con la realtà, che diventa inquietante quando si parla di salute”

“Il Coronavirus non conosce confini: Stati, Regioni, Comuni sono in emergenza per contenere e limitare la diffusione. Ognuno responsabilmente e relativamente alla propria competenza è chiamato a fare la propria parte. In un Paese civile così dovrebbe essere. Stiamo affrontando il Covid-19 anche come fornitori ospedalieri e viviamo prima di altri situazioni nuove, anche di aspetto amministrativo, data l’eccezionalità del caso. Una reale difficoltà consiste nella fornitura di determinati dispositivi di protezione individuali sul territorio. Purtroppo, sono convinto che tale difficoltà sia di tipo globale oltre che nazionale”. Ad affermarlo, in una nota, Giuseppe Marchitelli, Presidente dell’Aforp, l'associazion che riunisce i fornitori ospedalieri pugliesi.

“Ci siamo svegliati davanti ad una presa di coscienza sopita da anni, ma violentemente emersa ed è sotto gli occhi di tutti – prosegue Marchitelli -. La scelta di delocalizzare, praticamente ogni cosa, la globalizzazione ci costringe, oggi, a fare i conti con la realtà, che diventa inquietante quando si parla di salute”. Si assiste così alla “difficoltà oggettiva e straordinaria delle nostre imprese, che, oggi, non ricevono a loro volta le forniture, causa il divieto di esportazione da parte della Cina, in tutto il mondo, di dispositivi medici”.
 
E intanto, evidenzia il presidente Aforp, le imprese "devono comunque rispondere dei contratti in essere con le Asl o con le Aziende Ospedaliere". Marchitelli invita “alla calma da parte di tutti gli attori coinvolti. Non è ovvia né scontata la soluzione, perché in Asia, causa la richiesta globale, scarseggia anche la materia prima, quindi non è solo questione di tempi migliori. Urge un provvedimento da parte del Governo”.
 
Da Marchitelli, infine, un plauso alle imprese associate Aforp, che “sono tenute al rispetto del codice etico associativo e cercano di sostenere, in questa fase di urgenze, l’interesse delle strutture ospedaliere e della salute di quanti vi operano e di quanti necessitano di cure”. Monito, invece, a colo che “senza scrupoli” che speculano “con azioni commerciali ai limiti della legalità. “E’ questione di etica. E’ salute dei cittadini. E’ tutela dei medici e operatori tutti, ai quali riconosciamo l’inesauribile disponibilità negli sforzi richiesti da questa dura prova”.

28 Febbraio 2020

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