Coronavirus. Casi salgono a 322. I decessi sono dieci. Ricciardi: “No a frammentazione regionale. La catena di comando sia unica” E poi un invito a porre la malattia nei giusti termini: “Si guarisce”

Coronavirus. Casi salgono a 322. I decessi sono dieci. Ricciardi: “No a frammentazione regionale. La catena di comando sia unica” E poi un invito a porre la malattia nei giusti termini: “Si guarisce”

Coronavirus. Casi salgono a 322. I decessi sono dieci. Ricciardi: “No a frammentazione regionale. La catena di comando sia unica” E poi un invito a porre la malattia nei giusti termini: “Si guarisce”
Rispetto al bollettino di ieri sera sono 93 le persone contagiate in più. In Lombardia i contagiati sono 240; in Veneto 43; in Emilia Romagna 26 casi; in Piemonte 3; nel Lazio 3 casi; 1 nella Provincia autonoma di Bolzano, in Liguria 1, in Toscana 2 casi e in Sicilia 3. Sono stati oltre 8.600 i tamponi effettuati sulla popolazione. In arrivo ordinanza Protezione civile per accentrare acquisizione dispositivi di protezione individuale per gli operatori. Rezza (Iss): "Focolaio abbastanza cicoscritto"

Sale ancora (ultimo aggiornamento della Protezione Civile alle ore 18) il numero delle persone contagiate dal nuovo coronavirus in Italia: sono 322 le persone positive di cui dieci sono decedute (le ultime tre vittime sono un 84enne di Nembro, in provincia di Bergamo, un uomo di 91 anno di San Fiorano e una donna di 83 anni di Codogno, entrambi in provincia di Lodi) e una è guarita. Rispetto all’aggiornamento delle ore 12 si registrano 39 casi in più (93 in più rispetto a ieri) come comunicato oggi dal commissario Angelo Borrelli.

Questa la situazione regionale: In Lombardia i contagiati sono 240 con un incremento di 28 casi; in Veneto 43 casi con un incremento di 5; in Emilia Romagna 26 casi con un incremento di 3; in Piemonte 3; nel Lazio 3 casi; 1 nella Provincia autonoma di Bolzano, in Liguria 1, in Toscana 2 casi; e in Sicilia 3 (positiva una donna proveniente da Lombardia e anche due componenti della stessa comitiva). Sono stati oltre 8.600 i tamponi effettuati sulla popolazione.
 
“Non ci sono particolari criticità. C'è l'esigenza di accentrare in capo al Dipartimento della Protezione civile l'acquisizione di Dispositivi di protezione individuale (Dpi), come mascherine. Lo prevediamo in un'ordinanza di Protezione civile che firmerò nei prossimi minuti. Veniamo così incontro alle richieste delle Regioni”, ha detto il capo della Protezione civile, Angelo Borrelli, nell'aggiornamento delle 18.
 
“In Italia c'è una popolazione anziana e si spiegano così i tassi di mortalità del 2-3%. Gli anziani sono più fragili, lo vediamo con l'influenza. Da quest'ultima possiamo proteggerli con il vaccino; non essendoci il vaccino per il Coronavirus c'è la mortalità. L'unica maniera per proteggerli è circoscrivere i focolai come si sta facendo” ha detto Giovanni Rezza, direttore del dipartimento malattie infettive dell'Istituto Superiore di Sanità nella conferenza stampa alla Protezione civile delle ore 18.
 
“Quando ci sono patologie o infezioni come coronavirus o altre – ha precisato – , che tendono soprattutto a essere gravi in persone più anziane e malandate, con patologie croniche, non sappiamo se muoiono per coronavirus o per altre patologie. Non possiamo dire che per fortuna il coronavirus colpisce soprattutto persone anziane, sarebbe troppo cinico tenendo conto che abbiamo una popolazione molto anziana in Italia”, ha commentato
 
“Prima che fosse individuato il `caso indice´, vale a dire il 38enne di Cologno – ha detto Rezza – , il coronavirus era già in circolazione nel lodigiano da ‘una/due settimane’ ”. Rezza ha anche confermato che il focolaio “è abbastanza circoscritto”.
 
“Quasi tutto – ha precisato – è riconducibile all'epicentro dell'epidemia, che si trova nel lodigiano. Poi ci sono un paio di focolai più piccoli in Veneto. Ma gli altri sono casi che vengono dall'epicentro dell'epidemia”.
 
Per quanto riguarda il paziente zero Rezza ha evidenziato che “non è stato identificato non per negligenza, ma perché forse non aveva particolari sintomi, magari un po' di febbre e un po' di tosse”.

“Tutti i meccanismi di organizzazione sanitaria in Italia sono affidati alle Regioni, contrariamente agli altri Paesi che non a caso hanno in questo momento meno casi dell'Italia”, ha dichiarato nella conferenza stampa delle ore 12 Walter Ricciardi dell'Oms, durante la conferenza stampa con il commissario per l'emergenza coronavirus, e capo della protezione civile, Angelo Borrelli. “La frammentazione regionale in Italia ha fatto perdere l'evidenza scientifica – ha aggiunto specifcando come in Cina, “la mancanza di catena di comando e trasparenza ha creato una situazione analoga a quella della Sars”.
 
“La Francia ha fatto 400 tamponi, noi 4000”, ha precisato, sottolineando che “in caso di epidemia ci deve essere un'unica linea dettata dalle evidenze scientifiche. L'Oms dice, chiaramente, che i tamponi vanno fatti solo in presenza di sintomi”.
 
In ogni caso Ricciardi ha detto che “si stanno prendendo in questo momento tutte le misure necessarie anche in raccordo con gli altri paesi, quelli confinanti che vedremo oggi e anche quelli semi-confinanti. C'è un accordo totale anche con la Commissione europea e con l'Oms sulle misure che stiamo prendendo”.
 
“Dobbiamo ridimensionare questo grande allarme, che è giusto, da non sottovalutare, ma la malattia va posta nei giusti termini". Ha detto poi Ricciardi che  ha spiegato come “su 100 persone malate, 80 guariscono spontaneamente, 15 hanno problemi seri ma gestibili in ambiente sanitario, il 5% va in condizioni critiche e solo il 3 per cento muore, peraltro sapete che tutte le persone decedute avevano già delle condizioni gravi di salute".
 

.La Conferenza delle ore 12

  
La Conferenza delle ore 18
 

25 Febbraio 2020

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