Covid. Al via un progetto europeo per lo studio della terapia con plasma da convalescente

Covid. Al via un progetto europeo per lo studio della terapia con plasma da convalescente

Covid. Al via un progetto europeo per lo studio della terapia con plasma da convalescente
Si chiama SUPPORT-E e il suo obiettivo sarà quello di promuovere la diffusione delle migliori pratiche nella raccolta e nell’utilizzo. Liumbruno (Cns): “Sarà fondamentale per valutare il plasma da convalescente come percorso terapeutico per i pazienti affetti da Covid-19, in un momento in cui non ci sono ancora trattamenti validati”.

La Commissione Europea ha approvato un progetto, presentato da un consorzio di servizi trasfusionali e autorità competenti in materia, per valutare se il plasma da persone guarite dal Covid-19 (Ccp) può essere una terapia efficace contro il virus.
 
L’obiettivo principale di SUPPORT-E (SUPPORTing high quality evaluation of COVID-19 convalescent Plasma throughout Europe) è di garantire una valutazione, basata sulle evidenze scientifiche, del plasma da convalescente COVID-19 e di raggiungere una armonizzazione fra tutti gli Stati Membri sull’utilizzo clinico più appropriato, anche attraverso l’uso del database europeo sul Ccp di recente costruzione. (https://ec.europa.eu/health/blood_tissues_organs/covid-19_en).
 
In questo momento il Grant Agreement, il documento ufficiale che dà il via al progetto, è in fase di preparazione, con il coordinamento dell’EBA (European Blood Alliance), l’associazione che riunisce i centri sangue dei paesi dell’Unione Europea e dell’Associazione Europea per il Libero Scambio, che conta 26 membri che complessivamente gestiscono una media di 17 milioni di donazioni all’anno.


 


Al termine del progetto il consorzio produrrà delle raccomandazioni che saranno applicabili in tutta Europa nell’epidemia attuale e in eventuali epidemie future. Il progetto verrà finanziato grazie al programma di ricerca europeo Horizon 2020, durerà 24 mesi e vedrà la partecipazione di 12 partner di 9 paesi. Da notare però come il finanziamento e la composizione finale del consorzio sono attualmente al vaglio e sono soggetti alla decisione finale della Commissione europea e alla stipula del Grant Agreement.


 


Diversi studi clinici stanno cercando di dimostrare la sicurezza e l’efficacia dei trattamenti a base di plasma da convalescente, ricordano i membri del consorzio, che per l’Italia vede impegnati il Centro Nazionale Sangue a cui è stato affidato il Work Package della comunicazione, la Fondazione Irccs Policlinico San Matteo di Pavia e l’Azienda Socio Sanitaria Territoriale (ASST) di Mantova, ma fino a questo momento non c’è stato un approccio coordinato per armonizzare i protocolli, produrre linee guida basate sulle evidenze scientifiche, standardizzare i test per il plasma e validare gli esiti della terapia.


 


Attraverso la raccolta e l’analisi dei dati dei donatori, dell’utilizzo clinico del plasma e dei pazienti, il progetto servirà anche da base per ricerche successive, ad esempio sull’uso del plasma per la prevenzione del Covid-19 o sulla produzione di immunoglobuline specifiche. Il progetto produrrà anche una valutazione clinica di alta qualità degli studi in corso e potrà supportare, anche a livello finanziario, trial clinici con eventuali carenze di risorse.
 
“Support-E è una iniziativa unica pan-europea, e sarà fondamentale per valutare il plasma da convalescente come percorso terapeutico per i pazienti affetti da Covid-19, in un momento in cui non ci sono ancora trattamenti validati. È una chiara dimostrazione del ruolo fondamentale dei Sistemi sangue nel contribuire alle politiche di salute pubblica e alle misure sanitarie per garantire le migliori cure ai pazienti europei. Il forte sostegno della Commissione al progetto sottolinea l’importanza di un lavoro coordinato a livello europeo, portato avanti da un network di esperti”, commenta Pierre Tiberghien, presidente dell’EBA e coordinatore del progetto.
 
"La pandemia ha generato un forte interesse nell'utilizzo del plasma iperimmune contro il Covid-19, nel nostro paese come in tutto il resto del mondo. Questo progetto permetterà un approccio più armonico al tema e volto alla ricerca di solide evidenze scientifiche, anche in previsione di un possibile ritorno del virus o dell'arrivo di altri. Il contributo italiano sarà determinante, grazie anche alla partecipazione dei centri di Pavia e Mantova, che collaborano proficuamente da anni con il Cns", spiega Giancarlo Maria Liumbruno, direttore generale del Cns.
 
"Sono veramente felice ed orgoglioso per l'approvazione del progetto. È stato un mese di lavoro intenso che mi ha visto impegnato quotidianamente assieme ai colleghi di Pavia, del Cns e agli altri partner europei”, commenta Massimo Franchini, Direttore del Servizio Immunoematologia e Medicina Trasfusionale dell’Ospedale Carlo Poma di Mantova.
 
"La pandemia che ha colpito molto duramente la Regione Lombardia ha posto il Policlinico di Pavia al centro dell’attività assistenziale e di ricerca e gli ha fatto sviluppare in tempi molto brevi un protocollo di terapia con l'utilizzo di plasma iperimmune ottenuto da pazienti convalescenti. Il progetto europeo coordinato dall’EBA dà la possibilità all'Italia, con i centri di Pavia e Mantova coordinati dal Centro Nazionale Sangue, grazie all’esperienza acquisita sul campo, di avere un ruolo importante nel produrre le linee guida basate sulle evidenze scientifiche sia sulla selezione del donatore convalescente che sul prodotto da infondere, dopo una revisione attenta degli studi internazionali in corso o già conclusi sull'utilizzo del plasma iperimmune nei pazienti affetti da infezione Covid-19.", commenta Cesare Perotti, Direttore del Servizio Immunoematologia e Medicina Trasfusionale del San Matteo di Pavia.

01 Luglio 2020

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