Covid. Wto verso un possibile accordo sulla sospensione dei brevetti dei vaccini

Covid. Wto verso un possibile accordo sulla sospensione dei brevetti dei vaccini

Covid. Wto verso un possibile accordo sulla sospensione dei brevetti dei vaccini
Dopo oltre 18 mesi Stati Uniti, Unione Europea, India e Sud Africa hanno raggiunto un'intesa per autorizzare una deroga nei Paesi in via di sviluppo. Il pre-accordo dovrà passare al vaglio del Consiglio del commercio mondiale. A quel punto sarebbe sufficiente l'opposizione di un solo Paese per far saltare tutto. Dubbi sul pre-accordo raggiunto sia da parte di Big Pharma che delle organizzazioni umanitarie.
 

Sembra ora essere più vicino un possibile accordo per la sospensione parziale dei brevetti sui vaccini anti Covid. Dopo oltre 18 mesi di stallo alla Wto, Stati Uniti, Unione Europea, India e Sud Africa hanno concordato alcuni elementi chiave per una deroga sul tema. La proposta era stata avanzata da Sudafrica e India nell'ottobre del 2020, a frenare era soprattutto l'Unione Europea che sembra ora aver molto ammorbidito la sua posizione grazie alla mediazione degli Stati Uniti. L'intesa rende ora possibile un accordo che potrà essere approvato dai 164 Stati membri dell’Organizzazione mondiale per il commercio, a patto che si riesca però a raggiungere l'unanimità. Sarebbe infatti sufficiente l'opposizione di un solo Paese per far saltare tutto. 
 
Il pre-accordo tra i quattro Paesi permetterebbe agli Stati in emergenza sanitaria di autorizzare i propri produttori nazionali a realizzare vaccini senza il consenso del titolare del brevetto per un periodo di 3-5 anni. Restano, invece, ancora protetti da brevetto i kit diagnostici e i farmaci curativi. L'opzione sarebbe circoscritta ai Paesi in via di sviluppo che rappresentano meno del 10% delle esportazioni globali di vaccini Covid-19 nel 2021. Sarebbe pertanto esclusa la Cina, mentre vi rientrerebbe l’India che ha bloccato l’export di dosi per buona parte del 2021.
 
"È un importante passo avanti. Questo compromesso è il risultato di molte lunghe e difficili ore di negoziati. Abbiamo ora più lavoro da fare per assicurarci di avere il sostegno di tutti i membri dell'Omc", ha detto il direttore generale del Wto, Ngozi Okonjo-Iweala.
 
Mentre l'accordo tra l'Unione Europea, l'India, il Sudafrica e gli Stati Uniti è un "elemento essenziale" per l'approvazione qualsiasi accordo finale, il direttore generale del Wto ha avvertito che "non tutti i dettagli del compromesso sono stati definiti e che le consultazioni interne ai quattro membri sono ancora in corso". Inoltre, ha sottolineato che il lavoro deve iniziare immediatamente per allargare le discussioni a tutti i 164 membri dell'Omc.
 
"Nell'Omc si decide per consenso, e questo non è ancora stato raggiunto. Il mio team ed io abbiamo lavorato duramente negli ultimi tre mesi e siamo pronti a rimboccarci di nuovo le maniche per lavorare insieme al presidente del Consiglio Trips, l'ambasciatore Lansana Gberie (Sierra Leone), per raggiungere un accordo completo il più rapidamente possibile. Siamo grati ai quattro membri per il difficile lavoro che hanno intrapreso finora", ha detto concluso Okonjo-Iweala.
 
Su questa intesa si registrà però la critica da parte di Big Pharma per la quale in questo modo si rischierebbe di minare la capacità del settore di rispondere alle future pandemie. La Federazione internazionale Ifpma sostiene inoltre che la sospensione delle licenze non risolverà il problema poiché in buona parte del Sud del pianeta non ci sarebbero le competenze tecniche e logistiche per produrre le dosi. In realtà – anche se la bozza su questo punto è ambigua –, insieme ai vaccini verrebbero sospese anche i diritti sugli ingredienti e i processi di realizzazione. E molti Paesi asiatici, africani e latinoamericani hanno una lunga esperienza in questo tipo di produzione. Non a caso Pfizer-Biontech ha appaltato una parte della fabbricazione alla bengalese Incepta, alla brasiliana Eurofarma o alla sudafricana Bionvac.
 
Non sono inoltre mancate critiche, anche se di segno opposto a quelle dell'industria farmaceutica, da parte delle organizzazioni della società civile che auspicavano soluzioni diverse per lo stop ai brevetti. Da Medici senza frontiere ad esempio sono stati sottolineato i "forti limiti" della proposta oltre al fatto che andrebbero inclusi nell'accordo, oltre ai vaccini, anche i farmaci per il trattamento del Covid.

18 Marzo 2022

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