Dermatite atopica. Disponibile anche in Italia Dupilumab

Dermatite atopica. Disponibile anche in Italia Dupilumab

Dermatite atopica. Disponibile anche in Italia Dupilumab
La molecola, targata Sanofi, promette un miglioramento della qualità della vita negli adulti affetti dalla forma grave della patologia che non rispondono o non tollerano la ciclosporina. Sono in corso studi per valutarne l’efficacia anche su bambini e adolescenti e per le patologie causate dall’infiammazione di tipo 2.

È il primo farmaco biologico non oncologico a essere inserito da Aifa tra i farmaci innovativi. Dupilumab, che da un paio di mesi è disponibile anche in Italia per il trattamento della dermatite atopica severa nell’adulto, promette di migliorare di molto la qualità della vita di chi soffre di questa patologia. “Da almeno 20 anni non c’erano novità per combattere l’invalidante malattia dermatologica – ha affermato Giampiero Girolomoni, professore ordinario di Dermatologia e Venerologia all’Università degli Studi di Verona, oggi a Milano per la presentazione del farmaco organizzata da Sanofi – Le terapie disponibili fino ad oggi non erano risolutive e non potevano essere somministrate per lunghi periodi a causa del loro profilo di tossicità”.
 
Dupilumab, invece, promette di risolvere i disturbi che caratterizzano la malattia (soprattutto forte prurito e lesioni in diverse parti del corpo) già dopo le prime somministrazioni. “Parliamo di iniezioni sottocutanee da effettuarsi ogni 15 giorni – ha spiegato Antonio Costanzo, responsabile dell’Unità operativa di Dermatologia dell’Istituto Clinico Humanitas – Il bilancio sull’efficacia del farmaco nel paziente si effettua dopo 12-16 settimane, ma spesso chi soffre della patologia nota i primi miglioramenti significativi già dopo un mese”.
 
Il meccanismo d’azione
Dupilumab è un anticorpo monoclonale, “specificatamente progettato per inibire contemporaneamente la segnalazione delle interleuchine 4 e 13, fattori infiammatori chiave – ha spiegato Costanzo – Questo permette di ottenere rapidamente e mantenere nel tempo miglioramenti significativi sulle tre dimensioni della dermatite atopica: lesioni, prurito e qualità di vita”.

Il trattamento è indicato per la dermatite atopica severa dell’adulto, laddove la ciclosporina (terapia standard) sia controindicata, inefficace o non tollerata.
Sono in corso studi per valutare l’uso di dupilumab anche negli adolescenti (12-17 anni) con dermatite atopica da moderata a grave e in bambini (6 mesi-11 anni) con la forma grave della malattia.

Negli Stati Uniti, il farmaco è stato approvato anche come trattamento aggiuntivo di mantenimento in pazienti adulti e adolescenti con asma da moderata a grave. Sono inoltre in corso studi per valutarne l’efficacia in patologie che si ritiene siano causate dall’infiammazione di tipo 2 (come rinosinusite cronica con poliposi nasale o allergia da fieno o alle arachidi).

La dermatite atopica
Si tratta di una patologia infiammatoria cronica della pelle che può insorgere durante l’infanzia, ma anche negli adulti e negli anziani. È una malattia multifattoriale con una componente genetica che colpisce tra il 5 e l’8% della popolazione adulta nelle forme moderata e grave. In Italia sono oltre 35.000 i pazienti seguiti nei centri specialistici. 8.000 di questi sono affetti dalla forma grave della malattia.

I due sintomi sono il prurito e le lesioni che interessano gran parte del corpo e che comportano un peggioramento della qualità di vita. “Ho la malattia fin dall’infanzia e ho vissuto l’emarginazione e lo stigma – ha raccontato Simona Cremascoli, vicepresidente di Andea, l’Associazione italiana dermatite atopica – Come associazione di pazienti intendiamo fare sempre di più affinché la voce delle persone con dermatite atopica sia ascoltata, le loro necessità terapeutiche siano soddisfatte in modo omogeneo su tutto il territorio e la patologia sia riconosciuta come invalidante. Con questo nuovo farmaco assistiamo a un passaparola e a una condivisione senza precedenti perché finalmente abbiamo una speranza che prima non esisteva”.
 
Michela Perrone 

Michela Perrone

07 Novembre 2018

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