Diabete. A gennaio vince la ripartenza ‘slow’. I consigli della Sid

Diabete. A gennaio vince la ripartenza ‘slow’. I consigli della Sid

Diabete. A gennaio vince la ripartenza ‘slow’. I consigli della Sid

Dopo le feste niente ‘reset punitivi’: “Non è il momento delle soluzioni drastiche, ma dei cambiamenti ragionevoli e graduali che funzionano davvero, perché possono arrivare fino al prossimo dicembre” avvertono gli esperti della Società Italiana di Diabetologia

Dalle diete drastiche con percorsi detox fino alla ‘palestra a oltranza’, sono tanti i falsi miti e i suggerimenti “miracolosi” che vengono proposti per annullare, o solo di esorcizzare, gli eccessi alimentari delle feste.  Ma per chi convive con il diabete – o è a rischio di svilupparlo – queste indicazioni possono trasformarsi facilmente in false partenze o in vere trappole.

A lanciare un avvertimento deciso è la Società Italiana di Diabetologia: non è il momento delle soluzioni drastiche, ma dei cambiamenti ragionevoli e graduali che funzionano davvero, perché possono arrivare fino al prossimo dicembre.

“Le diete lampo, i digiuni improvvisati e i programmi ‘tutto o niente’ non solo sono difficili da seguire, ma possono risultare controproducenti, se non pericolosi, per il controllo della glicemia. Dopo le vacanze natalizie – spiega la professoressa Raffaella Buzzetti, presidente della Società Italiana di Diabetologia – il corpo non ha bisogno di punizioni, ma di ritrovare il suo equilibrio. L’obiettivo non è tanto quello di ‘rimediare’ agli eccessi in pochi giorni, ma di tornare gradualmente ad una routine sostenibile, fatta di pasti regolari, scelte alimentari consapevoli e movimento quotidiano”.

Uno dei falsi miti più diffusi di inizio anno è che sia necessario stravolgere tutto e adottare soluzioni drastiche e punitive per ottenere risultati clamorosi. “In realtà – prosegue l’esperta – piccoli cambiamenti ripetuti nel tempo – come evitare le bevande dolci, cucinare più spesso a casa, muoversi un po’ di più ogni giorno – hanno un impatto molto più consistente sul controllo glicemico, rispetto a qualsiasi dieta drastica.

Anche l’attività fisica va incorporata nella routine quotidiana senza esagerare: non è necessario iscriversi subito in palestra e seguire a tappeto tutte le lezioni per una settimana per poi mollare dopo pochi giorni; può essere molto più utile nel lungo periodo imporsi di camminare di più e stare meno seduti ogni giorno”. Gennaio è anche il momento giusto per ripensare il rapporto con l’alcol. “Dopo settimane di brindisi è arrivato il momento di ridurre il consumo, virando su alternative analcoliche. Evitare l’alcol, oltre a far bene alla salute in generale – spiega la professoressa Buzzetti – aiuta a migliorare il controllo glicemico, riduce il rischio di ipoglicemie e aumenta la sicurezza, soprattutto in chi assume farmaci o insulina. Vediamola in positivo: non si tratta di una rinuncia, ma della scelta di proteggerci”.

Un altro grande classico del ‘down’ dopo-vacanziero, è quello dei sensi di colpa, che a gennaio colpiscono soprattutto a tavola. “Colpevolizzarsi per ciò che si è mangiato durante le feste – spiega la professoressa Buzzetti – non aiuta né la salute fisica né tanto meno quella mentale. Al contrario, un approccio più gentile verso noi stessi (anche non necessariamente ‘indulgente’) e porsi obiettivi realistici favorisce l’aderenza alle terapie, migliora il nostro rapporto con il cibo e rende più facile mantenere le buone abitudini nel lungo periodo”.

Tra i buoni propositi per il nuovo anno, ce n’è uno fondamentale: l’aderenza alle terapie. “Assumere correttamente i farmaci, rispettare i tempi e le modalità prescritte dal medico e non sospendere mai le cure di propria iniziativa ha un impatto sulla salute decisamente maggiore di qualsiasi dieta alla moda – sottolinea la Presidente SID – . È un obiettivo da mettere in agenda a gennaio”.

Il nuovo anno, insomma, al netto dei buoni propositi, può essere davvero un’occasione di cambiamento, ma solo se si abbandona la logica del ‘tutto e subito’. “Per chi convive con il diabete (e non solo) – conclude la professoressa Buzzetti – il miglior buon proposito non è inseguire la perfezione, ma costruire giorno dopo giorno un equilibrio possibile e realistico, basato su scelte concrete, suggerite dal proprio medico, ponendosi obiettivi ragionevoli. Le scorciatoie non funzionano e, in alcuni casi, possono rivelarsi pericolose”.

12 Gennaio 2026

© Riproduzione riservata

Ancora in calo le infezioni respiratorie. Incidenza a 8,6 casi per mille con 472mila nuovi casi nell’ultima settimana
Ancora in calo le infezioni respiratorie. Incidenza a 8,6 casi per mille con 472mila nuovi casi nell’ultima settimana

Prosegue la discesa delle infezioni respiratorie acute in Italia. Nella settimana dal 9 al 15 febbraio l’incidenza totale nella comunità si è attestata a 8,6 casi per 1.000 assistiti, in...

Vaccini antinfluenzali di nuova generazione. “Potrebbero salvare milioni di vite”. La valutazione dell’Oms
Vaccini antinfluenzali di nuova generazione. “Potrebbero salvare milioni di vite”. La valutazione dell’Oms

Se tra il 2025 e il 2050 fossero disponibili e ampiamente utilizzati vaccini antinfluenzali migliorati, di nuova generazione o universali, si potrebbero prevenire fino a 18 miliardi di casi di...

Banco farmaceutico. Raccolte oltre 670mila confezioni di medicinali, aiuteranno 502mila persone bisognose
Banco farmaceutico. Raccolte oltre 670mila confezioni di medicinali, aiuteranno 502mila persone bisognose

Sono oltre 670mila, pari a un valore superiore a 6 milioni di euro, le confezioni di medicinali donate durante la 26ª edizione delle Giornate di Raccolta del Farmaco di Banco...

Alimenti per lattanti. Alert su consumo di latte artificiale contaminato da cereulide
Alimenti per lattanti. Alert su consumo di latte artificiale contaminato da cereulide

Sono sei i paesi dell’UE (Austria, Belgio, Danimarca, Francia, Lussemburgo e Spagna) e il Regno Unito che dal 19 dicembre 2025 al 13 febbraio 2026, hanno segnalato neonati con sintomi...