Diabete di tipo 1 e bambini: conta l’istruzione delle madri

Diabete di tipo 1 e bambini: conta l’istruzione delle madri

Diabete di tipo 1 e bambini: conta l’istruzione delle madri
Il livello culturale delle mamme influenza profondamente la gestione del bambino con diabete di tipo 1. Uno studio danese ha infatti evidenziato come ad un’elevata istruzione materna corrisponda una minore incidenza di alti livelli di emoglobina A1c nel bambino e una maggiore frequenza dei controlli giornalieri della glicemia

(Reuters Health) – Lo status culturale familiare gioca un ruolo importante nella salute dei bambini con diabete di tipo 1. A sostenerlo, un gruppo di ricercatori danesi che ha indagato sul rapporto tra il controllo della glicemia nei piccoli pazienti e il livello di istruzione raggiunto dalle madri.
 
Lo studio
Nick Nielsen e il suo team, del dipartimento di economia dell’Università di Copenaghen, hanno analizzato i dati relativi a 4.079 bambini che avevano ricevuto diagnosi di diabete di tipo 1 tra il 2000 e il 2013.
 
I soggetti sono stati divisi in quattro gruppi, in base al grado più elevato di istruzione delle madri. Nel complesso, 1.643 avevano madri che non erano andate all’università, 1.548 avevano madri che avevano studiato in un istituto professionale o avevano completato due anni di università, 695 avevano madri con una laurea triennale e 193 avevano madri in possesso di una laurea magistrale.
I ricercatori hanno riscontrato che maggiore era il livello di istruzione conseguito dalle madri, minore era l’incidenza di alti livelli di emoglobina A1c nei bambini.
 
L’American Diabetes Association raccomanda ai bambini con diabete di tipo 1 di cercare di mantenere l’emoglobina A1c sotto il 7,5%.
Nello studio i livelli di HbA1c si attestavano in media al 7,6% nei soggetti con madri con gradi di istruzione avanzati, 7,9% in figli di donne con una laurea triennale, 8,2% in quelli le cui madri avevano completato studi in istituti professionali o corsi biennali e 8,4% nei figli di madri con un solo diploma.
I figli di donne con un più alto livello di istruzione presentavano anche tassi più bassi di chetoacidosi diabetica e di stati dannosi di ipoglicemia.
 
Secondo gli autori, un’ampia parte delle disparità presentate da questi dati può essere spiegata dalle differenze nel modo in cui i livelli di glucosio nel sangue venivano controllati durante il giorno.
I figli di donne con il più elevato livello di istruzione presentavano eseguivano un maggior numero di misurazioni giornaliere della glicemia; il contrario accadeva nella situazione inversa.
 
Un’altra possibile spiegazione, scrivono gli autori, è il fatto che le madri con un’istruzione superiore, in linea di massima, sanno gestire meglio la patologia e possono insegnare ai figli l’autocontrollo.
 
Fonte: Diabetes Care 2019
 
Manas Mishra
 
(Versione Italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)


 
Manas Mishra

02 Luglio 2019

© Riproduzione riservata

Obesità, Buscemi (SIO): “BMI è indice imperfetto ma fondamentale per lo screening in Italia, per l’83% dei pazienti non è ancora annotato”
Obesità, Buscemi (SIO): “BMI è indice imperfetto ma fondamentale per lo screening in Italia, per l’83% dei pazienti non è ancora annotato”

“Vogliamo mandare in pensione il BMI? Prima troviamo un’alternativa che non sia un ostacolo per i pazienti”, Silvio Buscemi, presidente della Società Italiana di Obesità (SIO) durante il Congresso Europe...

Farmaci essenziali, accordo Ue contro le carenze: più produzione in Europa e acquisti comuni
Farmaci essenziali, accordo Ue contro le carenze: più produzione in Europa e acquisti comuni

Via libera all’accordo provvisorio tra Parlamento e Consiglio Ue sul nuovo regolamento per affrontare le carenze di medicinali critici nell’Unione europea. L’intesa punta a rafforzare la produzione europea, ridurre la...

Hantavirus. L’Oms ringrazia la Spagna: “Sbarco umano e necessario, isolare tutti sulla nave sarebbe stato crudele”
Hantavirus. L’Oms ringrazia la Spagna: “Sbarco umano e necessario, isolare tutti sulla nave sarebbe stato crudele”

L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha espresso profonda gratitudine al governo spagnolo per aver accolto la nave da crociera MV Hondius e aver gestito lo sbarco e il rimpatrio dei passeggeri,...

Hantavirus. L’Ema mappa i possibili farmaci antivirali e anticorpi monoclonali. “Nessun collegamento con i vaccini anti-Covid”
Hantavirus. L’Ema mappa i possibili farmaci antivirali e anticorpi monoclonali. “Nessun collegamento con i vaccini anti-Covid”

L'Agenzia europea del farmaco sta monitorando attivamente il focolaio di Hantavirus collegato alla nave da crociera, in coordinamento con altri organismi dell'Unione Europea. Lo ha comunicato l'Ema in una nota,...