Elevati livelli di HDL proteggono da danno renale acuto post intervento al cuore

Elevati livelli di HDL proteggono da danno renale acuto post intervento al cuore

Elevati livelli di HDL proteggono da danno renale acuto post intervento al cuore
Elevate concentrazioni di colesterolo buono (HDL) contribuiscono a prevenire danni renali acuti (AKI) che potrebbero insorgere dopo intervento cardiaco. Lo studio sul Journal of the American Heart Association.

(Reuters Health) – Quasi un paziente su 3 (30%) che si sottopone a intervento chirurgico al cuore, va incontro a un danno renale acuto, ma le lipoproteine ad alta densità (HDL) svolgerebbero una sorta di effetto “protettivo” in tal senso, almeno secondo uno studio pubblicato sul Journal of the American Heart Association. 
 
La premessa
La morbilità e la mortalità legate alla cardiochirurgia sono diminuite negli ultimi 10 anni, ma l'incidenza di AKI è rimasta la stessa, spiegano Loren E. Smith del Vanderbilt University Medical Center di Nashville (Usa) e colleghi. Date le proprietà anti-infiammatorie e anti-ossidanti delle HDL e la loro importanza nella funzione endoteliale, Smith e il suo team hanno ipotizzato che i pazienti con livelli più alti di colesterolo HDL sarebbero a minor rischio di AKI dopo chirurgia cardiaca.
 
Lo studio
I ricercatori hanno analizzato i dati relativi a uno studio randomizzato controllato sull'atorvastatina su 391 pazienti per ridurre l'AKI dopo un intervento chirurgico al cuore e hanno notato che i livelli di colesterolo HDL preoperatori erano indipendentemente e negativamente associati a cambiamenti postoperatori della creatinina sierica. Ogni aumento di 10 mg/dl di HDL era associato a una variazione della creatinina sierica postoperatoria inferiore a 0,05 mg/dl rispetto al basale. Mentre i livelli medi di HDL erano inferiore del 21% nei pazienti con AKI stadio 2 o stadio 3 (28,5 mg / dL) rispetto a quelli con AKI stadio 1 o assenza di danno renale (36 mg / dL, P = 0,04). L'associazione tra un più alto livello di colesterolo HDL e un rischio inferiore di AKI, era particolarmente marcata nei pazienti che assumevano statine da tanto tempo, e il trattamento perioperatorio con atorvastatina e l'aumento della dose di statine avevano ulteriormente rafforzato tale associazione.
 
I commenti
"Abbiamo lavorato duramente per identificare nuovi fattori di rischio modificabili per la lesione renale acuta dopo chirurgia cardiaca – spiega Smith – L'obiettivo finale è identificare nuovi interventi farmacologici che potrebbero essere utilizzati durante il periodo perioperatorio per ridurre il rischio di AKI postoperatorio. In questo studio abbiamo trovato che le statine potenziano l'associazione tra una più alta concentrazione pre-operatoria di colesterolo HDL e un minor rischio di AKI dopo chirurgia cardiaca".
 
I risultati non significano che ai pazienti dovrebbero essere somministrate statine perioperatorie per prevenire l'AKI, ha aggiunto, sottolineando che altri studi clinici randomizzati non hanno trovato alcun beneficio da questo approccio. Ma: "poiché il trattamento con statine perioperatorio ha effetti renali dannosi non mediati dall'HDL che superano qualsiasi effetto benefico sulla funzione HDL, sono necessari altri agenti farmacologici con il potenziale per migliorare la funzione di HDL." Il prossimo passo, ha detto Smith, sarà capire il meccanismo biologico alla base dell'associazione. "Stiamo esaminando la funzione HDL nei pazienti sottoposti a cardiochirurgia, incluse le sue proprietà antiossidanti e antinfiammatorie”, conclude.

J Am Heart Assoc 2017
 
Anne Harding
 
(Versione italiana Quotidiano Sanità/ Popular Science) 

Anne Harding

01 Dicembre 2017

© Riproduzione riservata

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