Fase 3. Boggetti (Confindustria dispositivi medici): “La nostra ricetta in 3 punti per rilancio sistema salute”

Fase 3. Boggetti (Confindustria dispositivi medici): “La nostra ricetta in 3 punti per rilancio sistema salute”

Fase 3. Boggetti (Confindustria dispositivi medici): “La nostra ricetta in 3 punti per rilancio sistema salute”
“Per la Fase 3 occorre fare scelte politiche coraggiose, ripartendo da tre assi portanti: salute, scienza, industria per il futuro del Paese” ha detto il Presidente di Confindustria Dispositivi Medici sottolineando che “le imprese pronte a collaborare”

“È stata purtroppo una drammatica pandemia a mettere sotto gli occhi di tutti un sistema economico-sanitario da rifondare. Per la Fase 3 occorre fare scelte politiche coraggiose, ripartendo da tre assi portanti: salute, scienza, industria per il futuro del Paese. Le imprese sono pronte a fare la loro parte. Il Governo ascolti le nostre proposte per un rinnovamento del Ssn, ormai evidente e necessario”.

È questo il monito lanciato da Massimiliano Boggetti, Presidente di Confindustria Dispositivi Medici, che spiega la ricetta in tre punti che l’industria della salute mette sul tavolo del Governo.

Tre le assi portanti della ricetta di Confindustria Dispositivi Medici per rifondare il sistema sanitario: salute, scienza e industri.a
“È chiaro a tutti – ha dichiarato il Presidente Boggetti – che oggi più che mai è necessario un ritorno agli investimenti in salute. Che si traduce in investimenti nel territorio e nell’innovazione, promuovendo negli ospedali un aggiornamento del parco tecnologico per garantire alle persone l’accesso alle migliori tecnologie per la salute sia in casi di emergenza che per la prevenzione della salute. Occorre uno svecchiamento del parco apparecchiature diagnostiche e di terapia intensiva perché non è più tollerabile che, per esempio, oltre il 50% dei ventilatori per la terapia intensiva abbiano più di 10 anni. Investire nel territorio potenziando l’assistenza territoriale e domiciliare per essere vicini alle persone attraverso tecnologie per il monitoraggio a distanza, la telemedicina, le app, ovvero quei dispositivi medici personalizzati figli della medicina delle 4P (predittiva, preventiva, personalizzata e partecipativa). Avviare un nuovo sistema di procurement basato su un programma di HTA – ha continuato Boggetti – , che valorizzi l’innovazione per superare i tempi delle gare centralizzate al prezzo, dei prezzi di riferimento imposti e dei cluster omogenei”.
 
Secondo Confindustria Dispositivi Medici se vogliamo essere un Paese di eccellenza, “bisogna tornare a finanziare la ricerca di base e la ricerca applicata nelle università, nel Cnr, negli Irccs e nei centri di ricerca. Valorizzare i parchi tecnologici e puntare sui progetti che qualifichino il nostro Paese a livello internazionale come il Milano Innovation District (Mind)”.
Azioni queste che sono in grado di attrarre investimenti anche da parte delle imprese, rileva Confindustria Dispositivi Medici secondo la quale “occorre incentivare il trasferimento tecnologico dai centri universitari all’industria e rendere più snello il percorso dei comitati etici per le sperimentazioni cliniche, promuovendo il rapporto virtuoso tra medico e industria, indispensabile per l’evoluzione tecnologica ripensando la legge Spazzacorrotti, il Sunshine Act e la sospensione della prescrizione”.

“È necessario – ha spiegato Boggetti – lavorare in maniera sistemica a una semplificazione normativa che sburocratizzi le fasi di immissione dei prodotti sul mercato e le procedure di acquisto, che hanno finora ostacolato l’accesso della qualità dell’innovazione in favore del prezzo”.
“Il Paese ha la grande responsabilità – ha concluso Boggetti – di incentivare il mercato domestico dei dispositivi medici e attrarre gli investimenti esteri. Il nostro tessuto industriale è composto da 3.957 aziende, il 95% sono PMI che devono poter trovare in Italia terreno fertile per svilupparsi ed espandersi. Finora l’abitudine a inseguire il prezzo più basso attraverso le gare centralizzate ha purtroppo spinto le imprese alla ricerca di economie di scala e le ha rese meno competitive. Bisogna quindi tornare a incentivare sul territorio italiano la produzione e la ricerca industriale che generano occupazione e indotto, saldare i debiti alle aziende fornitrici da parte della PA e rivedere il gravoso sistema di tassazione sulle imprese e prevedere la cancellazione della tassazione indiretta come il payback, le tasse di partecipazione ai congressi e il controverso prelievo forzoso pari all’1% del fatturato oggi in discussione nella legge delega”.

20 Giugno 2020

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