Gravidanza. Antiacidi aumentano rischio asma nel bambino

Gravidanza. Antiacidi aumentano rischio asma nel bambino

Gravidanza. Antiacidi aumentano rischio asma nel bambino
Per far fronte al fenomeno dell’acidità, molte gestanti ricorrono ai farmaci antiacidi. Uno studio condotto in Cina rileva come l’uso di questi farmaci aumenti del 45% il rischio di partorire bambini che svilupperanno asma. Tuttavia lo studio non è riuscito a individuare un vero e propriio meccanismo causa-effetto tra assunzione di antiacidi e sviluppo della malattia respiratoria

(Reuters Health) – Le donne in gravidanza che assumono antiacidi avrebbero una probabilità maggiore del 45% di dare alla luce bambini che svilupperanno asma, rispetto a chi non assume questi medicinali. È quanto emerge da una ricerca pubblicata da Pediatrics e coordinata da Huahao Shen, della Zhejiang University, in Cina.

Lo studio
Quattro donne su cinque soffrono, durante la gravidanza, di reflusso gastroesofageo. Per lo studio, i ricercatori hanno preso in considerazione i dati precedentemente pubblicati in otto diversi lavori, che coinvolgevano, complessivamente, 1,6 milioni di partecipanti. Dai risultati è emerso che le donne che durante la gravidanza assumevano inibitori di pompa protonica (Ppi) avevano una probabilità maggiore di avere figli a rischio di asma del 34%, mentre coloro che assumevano antiacidi della classe degli antagonisti del recettore dell’istamina avevano il 57% in più di rischio, rispetto alle donne che non avevano usato questi farmaci.

Le conclusioni
In realtà, dallo studio non è chiaro quanti bambini potrebbero sviluppare questa malattia respiratoria come conseguenza del fatto che la loro madre ha assunto antiacidi in gravidanza, piuttosto che per altre cause. Inoltre, non è chiaro se il rischio derivi dall’assunzione dei farmaci o proprio dal reflusso alla base della scelta di assumere questi medicinali. E un altro limite della ricerca sarebbe dovuto al fatto che molti degli studi presi in considerazione seguivano i bambini fino all’età prescolare o alla prima infanzia, mentre l’asma spesso non viene diagnosticato prima dell’adolescenza o dell’età adulta.

Nonostante questo, però, “tutte le donne dovrebbero assumere con cautela gli antiacidi in gravidanza”, ha spiegato Shen. E, secondo l’esperto, dovrebbero considerare l’idea di assumere farmaci diversi dalle classi esaminate nello studio. Invece secondo Bronwyn Brew, del Karolinska Institute di Stoccolma, in Svezia, co-autore di un editoriale sull’articolo, sulla base dei risultati di questo studio le donne non dovrebbero cambiare lo loro abitudini. “Piuttosto per ridurre il rischio di asma, i fattori su cui porre l’attenzione e sui quali ci sono le prove certe sono il fumo durante la gravidanza e la prima infanzia, l’aumento di peso, l’obesità  e lo stress durante la gestazione”.

Fonte: Pediatrics

Lisa Rapaport

(Versione italiana Quotidiano Sanità/ Nutri & Previeni)

Lisa Rapaport

12 Gennaio 2018

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