IBD. Dopo chirurgia, ipoalbuminemia indice di rischio

IBD. Dopo chirurgia, ipoalbuminemia indice di rischio

IBD. Dopo chirurgia, ipoalbuminemia indice di rischio
Per chi soffre di malattie infiammatorie intestinalei la presenza di ipoalbuminemia dopo un intervento chirurgico addominale è indice di maggior rischio di complicanze, a volte anche fatali. Per questo è importante che i chirurghi, attraverso la valutazione di questo parametro, stratifichino il rischio prima dell’intervento

(Reuters Health) – Dopo un importante intervento di chirurgia addominale legato a una malattia infiammatoria intestinale (IBD), la presenza di ipoalbuminemia nel sangue è associata a un aumento dei rischi di complicanze e mortalità e complicazioni. È quanto emerge da uno studio canadese publicato dal Journal of Crohn’s and Colitis.
 
L’albumina sierica si è dimostrata un predittore degli esiti post-operatori negli interventi di chirurgia non cardiaca e l’ipoalbuminemia è presente in circa un paziente su cinque con IBDanche nelle fasi iniziali della malattia. L’80% dei pazienti ricoverati con colite ulcerosa e il 50% di quelli con malattia di Crohn hanno ipoalbuminemia.

Lo studio


Geoffrey C. Nguyen e colleghi, del Mount Sinai Hospital Center for Inflammatory Bowel Diseasee dell’Università di Toronto, hanno usato i dati del National Surgical Quality Improvement Program dell’ American College of Surgeons per valutare l’impatto dell’ipoalbuminemia in oltre 10.900 pazienti con IBD che si erano sottoposti a un intervento di chirurgia addominale per la malattia tra il 2005 e il 2012.

In questi pazienti, la prevalenza di una modesta ipoalbuminemia (3,0-3,4 g/dl) era del 17%, mentre quella di un’ipoalbuminemia grave (<3,0 g/dl) si attestava al 24%. L’ipoalbuminemia modesta e grave è stata associata a una mortalità a 30 giorni significativamente più elevata nei pazienti con Malattia di Crohn (rispettivamente 0,7% e 2,4%) e colite ulcerosa (0,9% e 5,6%), rispetto ai soggetti con livelli di albumina normali (0,2% con malattia di Crohn e 0,1% con colite ulcerosa).

L’ipoalbuminemia grave era anche correlata a tassi significativamente più elevati di complicazioni infettive e a maggiori incidenze di deiscenza della ferita.
Diversi gradi di ipoalbuminemia risultavano inoltre associati a tassi più elevati di sanguinamento post-operatorio per cui era necessaria una trasfusione, complicazioni cardiache e neurologiche e, nei pazienti con colite ulcerosa, complicazioni renali.

In un’analisi multivariata, l’ipoalbuminemia grave era indipendentemente associata al 93% in più delle probabilità di complicazioni post-operatorie nella Malattia di Crohn e a probabilità 2,08 volte superiori di complicazioni post-operatorie nella colite ulcerosa.

I commenti


“Questo studio ha definitivamente stabilito l’associazione tra l’ipoalbuminemia preoperatoria e gli esiti post-operatori a breve termine nella più ampia coorte chirurgica di pazienti con IBD considerata fino ad ora”, sottolineano i ricercatori.“Nei pazienti con ipoalbuminemia dovrebbe essere esercitata una maggiore vigilanza per rilevare e ridurre complicazioni potenzialmente mortali come la sepsi e la malattia tromboembolica venosa (TEV)
“L’ottimizzazione delle misure di processo per la gestione dei cateteri permanenti – conclude il team -’implementazione di procedure di controllo delle infezioni e la profilassi per la TEV potrebbero ridurre l’impatto dell’ipoalbuminemia preoperatoria sulle complicazioni post-operatorie. È importante notare che, come indicatore prognostico, i livelli di albumina preoperatoria potrebbero permettere ai chirurghi di stratificare il rischio di complicazioni post-operatorie e informare di conseguenza i propri pazienti”.

Fonte: Journal of Crohn’s and Colitis 2019
 
Reuters Staff
 
(Versione Italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)

16 Maggio 2019

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