Sebbene la pandemia sia ormai alle nostre spalle, il Covid-19 non lo è: il Sars-CoV-2 continua infatti a causare ricoveri ospedalieri e decessi in tutta la Regione Europea dell’Oms.
È quanto emerge da recente ricerca condotta dall’Oms/Europa insieme a partner di 7 Stati membri la quale conferma inoltre che sottoporsi a un vaccino aggiornato contro il Covid-19 continua a essere il modo più efficace per prevenire le forme gravi di Covid-19.
Malattia grave
Lo studio della rete EuroSAVE – creata nel 2021 e comprensiva di paesi e aree dei Balcani, del Caucaso meridionale e dell’Asia centrale – ha incluso 6 paesi e aree. Su quasi 4mila pazienti ricoverati per infezioni respiratorie acute tra maggio 2023 e aprile 2024, l’anno successivo alla dichiarazione di fine della pandemia, quasi il 10% era affetto da Covid-19. Lo studio ha rilevato che oltre due terzi dei pazienti ricoverati avevano più di 60 anni e oltre due terzi soffrivano di almeno una malattia cronica, ovvero persone per le quali l’Oms raccomanda di vaccinarsi annualmente contro il Covid-19. Tuttavia, solo il 3% dei pazienti ricoverati aveva ricevuto il vaccino negli ultimi 12 mesi.
Lo studio ha inoltre rilevato che il Covid-19 ha continuato a causare una malattia molto grave: il 13% dei pazienti affetti da Covid-19 è stato ricoverato in terapia intensiva (UTI) e l’11% dei pazienti colpiti è deceduto.
Un altro studio EuroSAVE ha confrontato pazienti ricoverati per infezioni respiratorie da Covid-19 con pazienti ricoverati per influenza durante un periodo di tre anni (2022-2024). I risultati hanno mostrato che, durante tutto il periodo di studio, i pazienti ricoverati per Covid-19 avevano maggiori probabilità di avere esiti gravi, tra cui necessità di ossigeno, ricovero in terapia intensiva e decesso, rispetto ai pazienti influenzati.
“I nostri studi, basati sui dati della rete EuroSAVE, evidenziano che, sebbene il Covid-19 non stia causando la malattia diffusa che abbiamo osservato durante la pandemia, ha comunque causato un numero considerevole di ricoveri ospedalieri e decessi. Inoltre, l’impatto del virus sembra essere ancora altrettanto grave, e a volte più grave, dell’influenza”, ha osservato il Dott. Mark Katz, epidemiologo medico presso l’Unità Minacce Pandemiche, Malattie Trasmissibili e Resistenza Antimicrobica dell’Oms/Europa.
Vaccini aggiornati
Due ulteriori studi della rete EuroSAVE hanno ribadito l’efficacia di un vaccino Covid-19 aggiornato. Uno studio, che ha analizzato 3 anni di dati provenienti dal Kosovo, ha rilevato che un vaccino Covid-19 aggiornato somministrato negli ultimi 6 mesi era efficace al 72% nel prevenire i ricoveri ospedalieri correlati al Covid-19 e al 67% nel prevenire esiti più gravi correlati al Covid-19, tra cui il ricovero in terapia intensiva e il decesso.
Un altro studio, che ha incluso dati provenienti dai 6 paesi e aree che fanno parte di EuroSAVE, ha scoperto che la somministrazione del vaccino contro il Covid-19 nei 6 mesi precedenti ha prevenuto il 60% dei ricoveri ospedalieri.
In tutti e 4 gli studi, i dati di sorveglianza EuroSAVE hanno mostrato che pochissimi pazienti ospedalizzati appartenenti a gruppi ad alto rischio avevano effettivamente ricevuto un vaccino COVID-19 aggiornato nell’anno precedente. Inoltre, in alcuni dei Paesi inclusi nell’analisi, i vaccini COVID-19 non erano più disponibili.
“La nostra analisi dei dati di sorveglianza EuroSAVE ha dimostrato l’importanza di ottenere un vaccino Covid-19 aggiornato per prevenire la malattia grave da Covid-19” ha affermato la dott.ssa Silvia Bino, responsabile del Dipartimento di epidemiologia e controllo delle malattie infettive presso l’Istituto di sanità pubblica in Albania e coautrice dello studio multinazionale sull’efficacia del vaccino EuroSAVE.
“Abbiamo scoperto che la maggior parte dei pazienti ricoverati in ospedale era anziana o affetta da patologie croniche. Queste persone – ha aggiunto – rientrano in gruppi a rischio a cui è raccomandata la vaccinazione annuale contro il Covid-19, ma la maggior parte non aveva ricevuto una dose aggiornata di vaccino”.
Rivaccinazione
Alla luce del fatto che il Covid-19 continua a causare morbilità e mortalità in tutto il mondo, l’Oms continua a sottolineare l’importanza della rivaccinazione per i gruppi a più alto rischio di malattia grave e decesso. Tra questi rientrano gli anziani, le persone con comorbilità, gli individui immunocompromessi e le donne in gravidanza. Si raccomanda anche la rivaccinazione degli operatori sanitari.
L’Oms/Europa e i ministeri della salute, conclude una nota, continueranno a condurre una sorveglianza rafforzata attraverso la rete EuroSAVE per comprendere meglio l’impatto del Covid-19 e di altri virus respiratori, valutare l’efficacia dei vaccini Covid-19 aggiornati e rispondere ad altre urgenti domande di salute pubblica sulle infezioni dovute a patogeni respiratori, vecchi e nuovi.