Infezioni nosocomiali. Calo lento ma significativo negli ospedali Usa

Infezioni nosocomiali. Calo lento ma significativo negli ospedali Usa

Infezioni nosocomiali. Calo lento ma significativo negli ospedali Usa
Secondo una survey statunitense, si sarebbe registrato un calo lento ma significativo del tasso di infezioni nosocomiali tra il 2011 e il 2015. Nell’ultima indagine del 2015 si è registrato un tasso del 3,2% su 199 ospedali. Questo si traduce in 633.300 pazienti con 687.200 infezioni associate all’assistenza sanitaria nel 2015. Percentuale in calo rispetto al 4% registrata nel 2011.

(Reuters Health) – Secondo un’indagine americana sulle infezioni nosocomiali, il tasso di queste sarebbe diminuito lentamente ma in modo significativo tra il 2011 e il 2015. Nell’ultima indagine effettuata nel 2015, i ricercatori dei Centers for Disease Control and Prevention (CDC) statunitensi, hanno infatti registrato un tasso del 3,2% su 199 ospedali. Questo si traduce in 633.300 pazienti con 687.200 infezioni associate all’assistenza sanitaria nel 2015. Percentuale in calo rispetto al 4% registrata nel 2011.
 
“Dopo l’aggiustamento di variabili come età, tempo dal ricovero al sondaggio e presenza di dispositivi biomedicali, i pazienti nella survey del 2015 hanno avuto il 16% di probabilità in meno di contrarre un’infezione associata all’assistenza sanitaria rispetto ai pazienti che hanno risposto all’indagine nel 2011”, hanno affermato i ricercatori, guidati da Shelley Magill del CDC di promozione della qualità sanitaria.
 
Secondo i risultati pubblicati sul New England Journal of Medicine, se il tasso scenderà ulteriormente, gli ospedali potranno fare un lavoro migliore controllando sia le infezioni da Clostridioides difficile (ex Clostridium difficile) che le polmoniti, le infezioni più comuni in ospedale.
 
Le riduzioni più significative si sono registrate a livello del sito chirurgico e del tratto urinario. Nello specifico, per le infezioni del sito chirurgico, le percentuali sono passate dallo 0,97% dei pazienti allo 0,56% (p <0,001). Il calo è stato il risultato di riduzioni sia delle infezioni da incisione profonde a livello degli spazi o degli organi interessati (dallo 0,68% nel 2011 allo 0,44% nel 2015) che delle infezioni da incisioni superficiali (dallo 0,29% nel 2011 allo 0,12% nel 2015).
 
Per quanto riguarda le infezioni del tratto urinario, i tassi sono passati dallo 0,58% nel 2011 allo 0,32% del 2015 (p = 0,003). Il calo è stato il risultato di una riduzione delle infezioni del tratto urinario associato a catetere, con tassi passati dallo 0,39% nel 2011 allo 0,20% nel 2015 (p = 0,005). Altre infezioni del tratto urinario, considerate come un gruppo, non hanno mostrato un calo significativo. I tassi di polmonite, infezioni gastrointestinali e infezioni del sangue hanno tutti mostrato cali, ma non significativi. L’indagine ha anche registrato una riduzione dell’uso del catetere urinario (23,6% nel 2011 contro il 18,7% nel 2015) e di catetere centrale (18,8% nel 2011 e 16,9% nel 2015).
 
Per la nuova analisi, i ricercatori del CDC hanno provato a utilizzare gli stessi ospedali che hanno partecipato nel 2011. Quando l’analisi era limitata agli ospedali che hanno partecipato a entrambi i sondaggi, i risultati erano simili con un rischio aggiustato del 22% inferiore nel 2015. Il Cdc sta pianificando una terza survey per il 2020, secondo Magill. La sua Divisione sta ultimando un’indagine simile sulle infezioni acquisite in case di cura, ha dichiarato. “Questo ci fornirà un quadro ancora migliore del peso delle infezioni associate all’assistenza sanitaria negli Stati Uniti”, ha concluso.
 
Fonte: N Engl J Med 2018
 
Gene Emery
 
(Versione italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)

Gene Emery

05 Novembre 2018

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