Morbillo. Dopo la Romania è l’Italia a segnalare il più alto numero di casi nel corso dell’ultimo anno. Il report Ecdc

Morbillo. Dopo la Romania è l’Italia a segnalare il più alto numero di casi nel corso dell’ultimo anno. Il report Ecdc

Morbillo. Dopo la Romania è l’Italia a segnalare il più alto numero di casi nel corso dell’ultimo anno. Il report Ecdc
Dei 15.113 casi (100,0% di tutti i casi) con età e stato vaccinale noti, 13.184 (87,2%) non erano vaccinati, 1.223 (8,1%) erano stati vaccinati con una sola dose di un vaccino contenente morbillo, 662 (4,4%) erano stati vaccinati con due o più dosi e 25 (0,2%) erano stati vaccinati con un numero sconosciuto di dosi. "I bambini sotto l'anno di età sono particolarmente vulnerabili al morbillo e alle sue complicazioni. Sono protetti al meglio da un alto livello di immunità di gregge", sottolinea l'Ecdc.

A giugno 2024, sono stati 27 i Paesi europei a riportare dati sul morbillo, con 1.891 casi segnalati da 16 Paesi. Sono invece 11 i Paesi che hanno segnalato zero casi. Complessivamente, il numero di casi è diminuito rispetto al mese di maggio, “ma ciò può essere dovuto a ritardi nella segnalazione e i numeri dei casi per il mese di riferimento possono cambiare in futuro”. I casi più numerosi sono stati segnalati da Romania (1.282), Belgio (201), Italia (150) e Spagna (69).

Questo quanto riportato nel nuovo report dell’Ecdc.

Nell’ultimo anno, dal 1° luglio 2023 al 30 giugno 2024, 30 Stati membri dell’UE/SEE hanno segnalato un totale di 17.273 casi di morbillo, 13.308 (77,0%) dei quali confermati in laboratorio. Durante questo periodo di 12 mesi, tre Paesi (Lettonia, Lussemburgo e Liechtenstein) hanno riportato zero casi. Il maggior numero di casi è stato segnalato da Romania (13.879), Italia (753), Austria (514), Belgio (493) e Francia (436), che rappresentano rispettivamente l’80,4, il 4,4, il 3,0, il 2,9 e il 2,5% di tutti i casi. Tassi di notifica superiori alla media UE/SEE di 38,0 casi per milione di popolazione sono stati riportati da Romania (728,4), Austria (56,5) e Belgio (42,0).

Dei 17.273 casi di morbillo segnalati dai Paesi UE/SEE, 209 (1,2%) sono stati registrati come importati, il che significa che la fonte di infezione (esposizione) era al di fuori del Paese dichiarante. Altri 107 (0,6%) sono stati registrati come correlati all’importazione: si tratta di casi acquisiti localmente ma parte di una catena di trasmissione legata a un caso importato. Ci sono stati 3.793 (22,0%) casi acquisiti localmente (non importati) e 13.164 (76,2%) con stato di importazione sconosciuto. Complessivamente, sono sette i Paesi in cui ≥50% del totale dei casi segnalati era importato o correlato all’importazione. Sebbene la percentuale di casi importati vari da Paese a Paese, la maggior parte dei casi nell’UE/SEE ha acquisito il morbillo attraverso la trasmissione locale/comunitaria all’interno del Paese dichiarante.

Dei 17.273 casi di cui si conosce l’età, 7.831 (45,3%) erano bambini di età inferiore ai cinque anni; 4.613 (26,7%) avevano 15 anni o più. I tassi di notifica più elevati sono stati osservati tra i neonati di età inferiore a un anno (559,3 casi per milione) e i bambini di età compresa tra 1 e 4 anni (333,8 casi per milione).

Dei 15.113 casi (100,0% di tutti i casi) con età e stato vaccinale noti, 13.184 (87,2%) non erano vaccinati, 1.223 (8,1%) erano stati vaccinati con una sola dose di un vaccino contenente morbillo, 662 (4,4%) erano stati vaccinati con due o più dosi e 25 (0,2%) erano stati vaccinati con un numero sconosciuto di dosi.

“I bambini sotto l’anno di età sono particolarmente vulnerabili al morbillo e alle sue complicazioni. Sono protetti al meglio da un alto livello di immunità di gregge, dato che la prima dose di vaccino contenente il morbillo viene somministrata dopo i 12 mesi di età nella maggior parte dei Paesi UE/SEE”, sottolinea l’Ecdc.

La copertura vaccinale contro il morbillo in molti Paesi rimane “subottimale”. Ecdc raccomanda una copertura di almeno il 95% per due dosi di vaccino contro il morbillo a tutti i livelli subnazionali. Tuttavia, le ultime stime Oms-Unicef sulla copertura nazionale di immunizzazione (per il 2023) mostrano che solo tre Paesi dell’UE/SEE (Ungheria, Malta e Portogallo) hanno riportato una copertura vaccinale di almeno il 95% sia per la prima che per la seconda dose nel 2022. Se si vuole raggiungere l’obiettivo dell’eliminazione, molti Paesi devono migliorare in modo duraturo la copertura dei programmi di immunizzazione infantile di routine e colmare le lacune di immunità negli adolescenti e negli adulti che in passato hanno perso l’opportunità di vaccinarsi.

06 Agosto 2024

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