Obesità e infanzia. Perdere i chili di troppo da piccoli riduce dell’88% il rischio di mortalità prematura da adulti

Obesità e infanzia. Perdere i chili di troppo da piccoli riduce dell’88% il rischio di mortalità prematura da adulti

Obesità e infanzia. Perdere i chili di troppo da piccoli riduce dell’88% il rischio di mortalità prematura da adulti
Benefici anche su diabete, colesterolo e pressione alta: fino a -70%. Lo dimostra studio pubblicato su Jama Pediatrics che ha valutato l’impatto a lungo termine del trattamento precoce dell’obesità infantile sul rischio di eventi correlati a eccesso di peso, inclusa la mortalità prematura. Esperti Siedp: “Obesità colpisce 700mila bimbi in Italia: intervenire prima che diventi grave”

Perdere i chili in eccesso già da piccoli, fa guadagnare anni di vita in buona salute da grandi, riducendo il rischio di mortalità e malattie cardiometaboliche.
Uno studio condotto dal Karolinska Institutet ha infatti dimostrato che un intervento precoce sugli stili di vita, da bambini o adolescenti, quando l’obesità, non è ancora grave, può portare a una riduzione fino all’88% del rischio di morte prematura da adulti. I risultati, pubblicati di recente sulla rivista Jama Pediatrics, evidenziano anche che i bambini e gli adolescenti che perdono peso hanno un rischio inferiore del 58% di sviluppare il diabete di tipo 2, del 69% di soffrire di colesterolo alto e del 60% di avere la pressione alta, una volta diventati adulti.

“L’adozione tempestiva di uno stile di vita sano è dunque determinante per migliorare la salute futura” hanno quindi sottolineato gli specialisti della Società Italiana di Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica (Siedp).

“Almeno il 40% dei bambini con obesità presenterà ancora la malattia in età adulta, con un aumento del rischio di mortalità nel lungo periodo – dichiara Valentino Cherubini, presidente Siedp e Direttore della Diabetologia Pediatrica degli Ospedali Riuniti di Ancona -. Nel 2030 si calcola che saranno 235 milioni bimbi in sovrappeso o obesi nel mondo, più di quelli colpiti da malnutrizione. Ad oggi in Italia, si stima che l’obesità è presente nel 10% dei bimbi, circa 700.000 fra i 5 e 15 anni. Ediquesti, oltre 150.000 sono obesi gravi e solo una piccola parte a causa di un difetto genetico. È dunque è fondamentale non sottovalutare il problema e soprattutto non rimandare l’attuazione di interventi sullo stile di vita mirati alla perdita del peso in eccesso”.

Lo studio condotto in Svezia ha coinvolto 6.713 bambini e adolescenti, di età compresa tra i 6 e i 17 anni all’inizio di un trattamento di tre anni per l’obesità, seguiti fino ai 30 anni di età, per valutare l’efficacia delle diverse strategie terapeutiche mirate a modificare lo stile di vita. I dati raccolti tra il 1996 e 2019 sono stati confrontati con quelli di una popolazione generale abbinata per sesso, età e area geografica. I ricercatori hanno scoperto che circa 1.070 bambini hanno risposto bene al trattamento per perdere peso e altri 1.500 hanno perso abbastanza peso da non essere più considerati obesi.

“Tra i risultati più significativi dello studio emerge che una buona risposta al trattamento, o addirittura la remissione completa dell’obesità in età pediatrica ha ridotto drasticamente il rischio di sviluppare diabete di tipo 2 (fino al 58% in meno), dislipidemia (69% in meno) e ipertensione (60% in meno) a lungo termine. Anche il ricorso alla chirurgia bariatrica è diminuito del 58% nei pazienti con una buona risposta al trattamento – sottolinea Maria Rosaria Licenziati, segretario generale della Siedp e direttore dell’Unità di Malattie Neuro-Endocrine e Centro Obesità dell’Aorn Santobono-Pausilipon di Napoli –. Il dato forse più sorprendente riguarda però la mortalità: chi ha risposto bene al trattamento ha mostrato un rischio di morte prematura inferiore dell’88% rispetto a chi ha avuto una scarsa risposta. Questi risultati rappresentano una svolta nella comprensione dell’importanza di intervenire sull’obesità già dall’infanzia. Non si tratta solo di migliorare la qualità della vita nei primi anni di vita, ma di garantire un futuro più sano, con minori rischi di malattie croniche e morte prematura”.

04 Aprile 2025

© Riproduzione riservata

Farmaci. Aifa entra nella Piattaforma digitale nazionale dati: disponibili 6 nuovi servizi per consultazione automatica delle informazioni sui medicinali e sulle carenze
Farmaci. Aifa entra nella Piattaforma digitale nazionale dati: disponibili 6 nuovi servizi per consultazione automatica delle informazioni sui medicinali e sulle carenze

L'Agenzia Italiana del Farmaco entra nella Piattaforma Digitale Nazionale Dati (Pdnd), l'infrastruttura che consente alle pubbliche amministrazioni di condividere informazioni in modo sicuro, automatico e standardizzato. Un passo avanti nel...

Virus respiratorio sinciziale: arriva in Italia l’anticorpo monoclonale clesrovimab
Virus respiratorio sinciziale: arriva in Italia l’anticorpo monoclonale clesrovimab

Dopo l’approvazione dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), arriva in Italia clesrovimab, un anticorpo monoclonale per la prevenzione della malattia del tratto respiratorio inferiore causata dal virus respiratorio sinciziale (RSV) nei...

Tumore del fegato, STRIDE amplia le prospettive terapeutiche
Tumore del fegato, STRIDE amplia le prospettive terapeutiche

Il tumore del fegato rappresenta una sfida clinica e terapeutica complessa perché spesso esordisce “in silenzio”. In questo contesto, il regime immunoterapico STRIDE rappresenta una nuova opzione di trattamento per...

Farmaci equivalenti. La Lombardia sopra la media italiana, ma l’Europa è ancora lontana
Farmaci equivalenti. La Lombardia sopra la media italiana, ma l’Europa è ancora lontana

Generico fa pensare a qualcosa di approssimativo e indistinto, ma è ancora la parola che si sente più spesso in Italia, per esempio al banco della farmacia, quando al cliente...