Osteoporosi. Attività cognitiva mentre si cammina riduce rischio cadute

Osteoporosi. Attività cognitiva mentre si cammina riduce rischio cadute

Osteoporosi. Attività cognitiva mentre si cammina riduce rischio cadute
Uno studio del Karolinska Institute di Stoccolma ha evidenziato come l’esecuzione di un’attività cognitiva insieme a un esercizio di concentrazione aiuti le donne anziane con osteoporosi ad avere un’andatura più spedita e sicura.

(Reuters Health) – Le donne anziane con fragilità ossea possono ottenere maggiore stabilità e un rischio minore di cadute quando, contemporaneamente, praticano un allenamento focalizzato sull’ equilibrio e un’attività cognitiva. È quanto suggerisce un piccolo studio svedese. Come ricordano i ricercatori nel loro report su Gait & Posture, invecchiando camminare diventa meno automatico e richiede una sempre maggiore concentrazione. Una concentrazione che può portare gli anziani a non vedere pericoli lungo il cammmino, come una zona ghiacciata sul marciapiede o un tappeto che potrebbe causare una caduta.

Lo studio. 
I ricercatori hanno testato gli effetti dell’allenamento focalizzato sull’equilibrio proponendo esercizi che richiedono attenzione sia fisica che mentale, come camminare su superfici irregolari mentre si risolvono problemi di matematica. Le 95 donne arruolate nello studio avevano tutte osteoporosi, una storia pregressa di cadute o paura di cadere. Avevano almeno 65 anni e vivevano in modo indipendente. I ricercatori hanno escluso le donne con compromissione cognitiva o fratture recenti.

Le hanno assegnate in modo randomico a questo doppio compito tre volte alla settimana per 12 settimane, oppure ad attenersi alle normali attività fisiche.
Alla fine dell’esperimento, le donne del gruppo del doppio compito riuscivano a camminare più velocemente di quelle del controllo. In particolare, mostravano un miglioramento nel ritmo della deambulazione, con un tempo ridotto tra i passi. Il doppio compito ha prodotto anche miglioramenti nell’andatura in situazioni che richiedono sia la coordinazione sia un’attenzione sostenuta, come aggirare ostacoli o come camminare in linea retta in una stanza vuota.

I commenti. 
I risultati “supportano il ruolo del training cognitivo per il mantenimento di un’andatura sicura ed efficiente nelle donne anziane con osteoporosi – afferma il coautore dello studio David Conradsson del Karolinska Institute di Stoccolma – Svolgere due compiti contemporaneamente è una modalità di allenamento promettente per esercitare il cervello e il corpo allo stesso tempo. Nella vita di tutti i giorni, questo può essere ottenuto risolvendo compiti cognitivi durante una passeggiata o un’attività quotidiana”.

Fonte: Gait Posture 2019

25 Gennaio 2019

© Riproduzione riservata

Farmaceutica. La Casa Bianca pronta a colpire le aziende farmaceutiche che non investono sul suolo statunitense con dazi del 100%
Farmaceutica. La Casa Bianca pronta a colpire le aziende farmaceutiche che non investono sul suolo statunitense con dazi del 100%

La strategia commerciale del presidente degli Stati Uniti Donald Trump si prepara nuovamente a colpire il settore farmaceutico. Secondo quanto riferito dal Financial Times, l’amministrazione americana sarebbe pronta ad annunciare già...

Farmaci e differenze di genere. Allarme della Sif sulla ricerca preclinica
Farmaci e differenze di genere. Allarme della Sif sulla ricerca preclinica

Farmaci sviluppati senza considerare adeguatamente le differenze tra uomini e donne possono essere meno efficaci o più rischiosi per una parte della popolazione. Un problema ancora attuale, che nasce già...

I vertici Aifa in missione istituzionale in Giappone, al centro gestione degli anziani e uso dell’AI
I vertici Aifa in missione istituzionale in Giappone, al centro gestione degli anziani e uso dell’AI

Una delegazione dell’Agenzia Italiana del Farmaco, guidata dal presidente Robert Nisticò e composta anche dal consigliere del CdA Emanuele Monti e da Armando Magrelli dell’Ufficio relazioni internazionali, è arrivata in...

Epatite C. Otre 3 milioni di persone testate in 5 anni, Italia leader europea per trattamenti
Epatite C. Otre 3 milioni di persone testate in 5 anni, Italia leader europea per trattamenti

Con oltre 3 milioni di persone sottoposte a screening per l’epatite C (HCV) e più di 19mila infezioni identificate in cinque anni l’Italia è sulla buona strada per eliminare l’HCV...