Rapporto Banco Farmaceutico. Mnlf e Libere Parafarmacie: “Perché i generici crescono solo in fascia A?”

Rapporto Banco Farmaceutico. Mnlf e Libere Parafarmacie: “Perché i generici crescono solo in fascia A?”

Rapporto Banco Farmaceutico. Mnlf e Libere Parafarmacie: “Perché i generici crescono solo in fascia A?”
“Qual è la differente dinamica per cui il farmaco generico cresce nella fascia A e stenta invece a decollare nella fascia C rendendo difficile quella limitazione dei prezzi che farebbe diminuire la spesa privata farmaceutica?”, si chiedono le due associazioni commentando il report del Banco farmaceutico presentato ieri.

Il Rapporto 2018 del Banco Farmaceutico “purtroppo non ci sorprende”, affermano dal Movimento Nazionale Liberi Farmacisti (Mnlf) e dalla Confederazione unitaria delle Libere Parafarmacie Italiane che, con i dati elaborati della stesse fonti, quelli del 2016 e del 2017, uniti a quelli Istat, da due anni andavano denunciando ad istituzioni e politica della china pericolosa che il nostro Paese stava prendendo.

“In pochi – dichiarano in una nota – hanno ascoltato sino ad ora. Una vera e propria deriva che nei prossimi anni potrebbe creare seri problemi anche al Ssn e a quella parte della popolazione che oggi i farmaci se li possono permettere. Ma la strategia del risparmio, che riguarda 5,66 milioni di famiglie e 13,7 milioni di individui che rinunciano ad acquistare le medicine per le proprie cure, si configura come un vero e proprio comportamento diffuso e di massa”. Non si risolve dunque, secondo le due sigle “solo con la beneficenza a cui va dato atto dell'immenso lavoro fatto, ma con cambiamenti strutturali che tra le altre cose avrebbero il vantaggio di essere a costo bassissimo per lo Stato”.

“Certo – proseguono – molto dipende dalla stagnante congiuntura economica del nostro Paese, dalla crescita economica, ma anche dal fatto che l'attuale sistema di distribuzione del farmaco non è adeguato a sostenere chi si trova in difficoltà”. “Perché il farmaco generico – si chiedono -, notoriamente meno costoso del farmaco ‘griffato’, negli ultimi sette anni tra i farmaci rimborsati (classe A) è cresciuto di oltre il 13%, mentre nello stesso periodo,  tra i farmaci pagati direttamente dai cittadini (fascia C) è cresciuto solo del 3% circa? Perché accade questo, perché questa differente crescita in un settore che sostanzialmente è lo stesso e ove operano le stesse aziende? Qual è la differente dinamica per cui il farmaco generico cresce nella fascia A e stenta invece a decollare nella fascia C rendendo difficile quella limitazione dei prezzi che farebbe diminuire la spesa privata farmaceutica?”.

“I motivi – spiegano dal Movimento Nazionale Liberi Farmacisti e dalla Confederazione unitaria delle Libere Parafarmacie Italiane – sono gli stessi che portarono all'insuccesso del Decreto Storace del maggio del  2005, allorché fu data la possibilità alle farmacie di praticare sconti sul prezzo massimo dei Sop e Otc . Risultato pochissime farmacie fecero sconti, proprio come oggi. Non accade la stessa cosa dopo la liberalizzazione dei farmaci d'automedicazione che introdusse un elemento pro-concorrenziale attraverso l'entrata nel mercato di nuovi attori. La causa è chiara: senza un sistema duale di confronto dell'offerta, non c'è concorrenza e di conseguenza non vi sono vantaggi per i consumatori. Assenza di concorrenza che non ha solo dei risvolti in termini economici ma come ha sottolineato il rapporto del Banco Farmaceutico anche di carattere sociale”.

“Se la casa produttrice del Gentalyn beta crema 30g – proseguono -, per fare un esempio, può permettersi di mantenere il prezzo a 14,50 euro quando il suo omologo generico ne costa 9,50  qualche motivo ci sarà e forse quel motivo risiede proprio nella scarsa concorrenza all'interno dei farmaci con ricetta pagati direttamente dai cittadini. Una riforma strutturale in grado di calmierare i prezzi sarebbe quella di aprire il mercato rendendolo più competitivo, meno ‘ingessato’, permettendo la vendita dei farmaci con ricetta anche alle parafarmacie. Una farmacia convenzionata con il sistema sanitario e una farmacia non convenzionata  con gli stessi standard qualitativi e di controllo, è la riforma strutturale per rispondere a quella che a tutti gli effetti possiamo chiamare ‘indigenza farmaceutica’”.

“Le forze politiche al Governo – concludono le due associazioni – debbono rendersi conto che non tutte le soluzioni presenti nel loro "contratto" sono la panacea assoluta dei tanti problemi che affliggono il Paese, forse ve ne sono alcune che pur se fuori da quel "contratto" sono altrettanto valide per risolvere quei problemi, oltretutto a costo zero per lo Stato”.

14 Novembre 2018

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