‘San Carlo’ di Potenza: assunti 5 nuovi ricercatori in reumatologia. Un importante passo verso l’IRCCS reumatologico

‘San Carlo’ di Potenza: assunti 5 nuovi ricercatori in reumatologia. Un importante passo verso l’IRCCS reumatologico

‘San Carlo’ di Potenza: assunti 5 nuovi ricercatori in reumatologia. Un importante passo verso l’IRCCS reumatologico
Il dipartimento di reumatologia della Regione  Basilicata si avvia verso il coronamento del sogno di diventare IRCCS reumatologico, grazie all’assunzione di 5 giovani ricercatori. Il professor Ignazio Olivieri, past-president della Società Italiana di Reumatologia, ritiene che i tempi siano ormai maturi per il gran passo

Lunedì il Dipartimento di Reumatologia della Regione Basilicata e con lui l’Ospedale ‘San Carlo’ di Potenza scriveranno una pagina storica. Per la prima volta infatti presso il San Carlo verranno assunti non solo medici, ma 5 ricercatori, tre medici e due biologi interamente dedicati alla ricerca in campo reumatologico. Una rivoluzione per il dipartimento di reumatologia che sta così compiendo uno degli ultimi passi verso il riconoscimento a IRCCS. Un passo reso possibile dalla disponibilità della Regione Basilicata che molto ha investito in questo progetto, credendo nelle potenzialità di questo gruppo.  Lo scorso 26 luglio, con il DDG 394 era stato intanto istituito l’IREL (Istituto Reumatologico Italiano).
 
 Tra i cinque ricercatori neoassunti, a Potenza approderà anche un ‘cervello di ritorno’, la dottoressa Giuseppina Abignano, che per 7 anni ha lavorato presso l’Università di Leeds e che, vincendo il bando di concorso della Regione Basilicata, è riuscita così a rientrare in Italia.
 
La firma dei contratti dei 5 giovani ricercatori (Maria Carmela Padula, Giuseppina Tramontano, Michele Gilio,Teresa Carbone, Giuseppina Abignano) è avvenuta alla presenza del Governatore della Regione Basilicata e del sottosegretario del MIUR Vito De Filippo, in occasione della conferenza stampa annuale che il dipartimento di reumatologia organizza per presentare il report delle sue attività annuali, grazie ad un contributo incondizionato di Roche S.p.A.
 
E di fronte al pubblico delle grandi occasioni il professor Ignazio Olivieri, e il suo team hanno presentato il report delle attività svolte da questa squadra solida e ben collaudata, sia sul fronte dell’assistenza ospedaliera e ambulatoriale, che su quello di ricerca (nel 2016 hanno pubblicato 21 articoli su riviste internazionali con un Impact Factor pari a 85,90). Lo scorso anno è stato inoltre caratterizzato per il professor Olivieri dalla chiusura del biennio come presidente della Società Italiana di Reumatologia e dall’organizzazione del congresso mondiale sulla malattia di Behçet a Matera che lo ha visto protagonista. La reumatologia lucana resta ancora ai vertici della SIR grazie alla nomina a consigliere nazionale del dottor Salvatore D’Angelo, Dirigente Medico U.O. Reumatologia AOR San Carlo.
 
Un anno  insomma ricco di successi per Ignazio Olivieri, Maestro di medicina e di vita, coronato da riconoscimenti non solo istituzionali e scientifici, come il Premio Hulusi Behçetconferitogli della Società turca di Reumatologia, ma anche quelli personali, a furor di popolo, quali il  plebiscito di voti ricevuto su social che lo ha insignito del titolo di ‘Lucano dell’anno’ e le lettere di ammirazione dei giovani per la sua figura di mentore e di presidente di tutti che ha ricevuto all’indomani della chiusura del congresso della SIR.
 
Ma non si culla sugli allori Olivieri e non si lascia distrarre dalla commozione, per tutte queste manifestazioni di ammirazione e di affetto vero, avendo ben chiaro dove vuole arrivare con quello che vede come il coronamento del suo iter professionale, il riconoscimento a IRCCS del suo centro. Anche qui non una mera ambizione carrierista ma una crescita di competenze sempre ispirata al bene dei pazienti. “Ricerca e innovazione – afferma il Professor Ignazio Olivieri – sono un elemento molto importante per la crescita dell’intero sistema sanitario del Paese. Solo attraverso la ricerca ed il mantenimento di un elevato profilo scientifico possiamo perfezionare l’assistenza ai pazienti, che si traduce nell’utilizzo dicure d’avanguardia. In un periodo di drammatica fuga di cervelli, abbiamo scelto cinque giovani talenti meridionali, due campani, tre lucani, in maggioranza donne, di cui una di ritorno a Potenza dopo un’esperienza in Inghilterra,  che ci permetteranno di rafforzare una struttura già da anni impegnata nella ricerca clinica. I tre nuovi ricercatori clinici si occuperanno di Malattia di Behçet e di sclerosi sistemica – continua Olivieri – i due ricercatori di laboratorio lavoreranno invece sulla Genetica delle Patologie reumatiche e sull’Immunopatologia.”
 
 
Importante come sempre anche l’impegno del team reumatologico della Basilicata, come testimoniano i numeri del report.Oltre 17.500 prestazioni ambulatoriali effettuate nel 2016 con in crescita la percentuale di quelle da fuori regione (i pazienti arrivano da Campania, Calabria e Puglia, ma anche Sicilia, Lazio, Friuli Venezia Giulia e Abruzzo): 34% vs 30% nel 2015. Il dato extraregionale cresce fino al 58% se si considerano i pazienti ricoverati in regime ordinario (291 in totale nel 2016) principalmente per patologie quali connettiviti (in particolare la sclerosi sistemica), spondiloartriti, artrite reumatoide e malattia di Behçet. I pazienti ricoverati in Day Hospital, invece, sono stati 84 ed hanno riguardato nel 75% dei casi di sclerosi sistemica.
 
 
“Anche quest’anno – commenta Rocco Maglietta, Direttore Generale del San Carlo il report del Dipartimento di Reumatologia è segno della volontà di trasparenza nell’informare i cittadini in merito alle modalità con le quali vengono investiti e utilizzati i soldi pubblici, ma anche il riflesso della nostra determinazione a migliorare continuamente i servizi al cittadino, definendo obiettivi e proponendo soluzioni La reumatologia lucana fa scuola da diversi anni e continuerà a farla; ne è testimonianza – continua Maglietta – il recente inserimento del nostro Dipartimento nella rete di riferimento europea per le malattie rare. Un prestigioso riconoscimento che mette in evidenza la professionalità, la strategicità e il ruolo svolto dall’Unità Operativa, guidata dal Professor Ignazio Olivieri, in tutto il Mezzogiorno”.
 
Maria Rita Montebelli
 

Maria Rita Montebelli

02 Aprile 2017

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