Sclerosi multipla: la mancanza di sonno aumenta il rischio di recidive

Sclerosi multipla: la mancanza di sonno aumenta il rischio di recidive

Sclerosi multipla: la mancanza di sonno aumenta il rischio di recidive
Gli episodi di recidive nella sclerosi multipla sono associaie anche a una scarsa qualità e quantità del sonno. Questa evidenza emerge da uno studio iraniano e apre la strada ad approfondimenti sul ruolo del sonno come fattore scatenante di ricadute

(Reuters Health) – Una scarsa qualità del sonno sembra essere associata ad un aumento del rischio di ricadute nei pazienti affetti da sclerosi multipla (SM). Lo suggerisce in uno studio condotto da un gruppo di ricercatori iraniani. “Per quanto ne sappiamo, nessuno studio ha fino a oggi indagato il possibile ruolo svolto dai disturbi del sonno  nelle esacerbazioni acute della sclerosi multipla – dice Abdorreza Naser Moghadasi della Tehran University of Medical Sciences, autore principale dello studio – Pensiamo che la nostra ricerca possa essere l’inizio per studi futuri su questo aspetto e che suggerisca fortemente come una scadente qualità di sonno possa influenzare il decorso della malattia”.


 


I disturbi del sonno sono noti per avere un impatto negativo sulla qualità di vita nei pazienti con sclerosi multipla, ma non è chiaro se l’alterazione del sonno non diagnosticata possa predisporre questi pazienti a recidive.

Lo studio
I ricercatori hanno indagato la possibile correlazione tra disturbi del sonno non riconosciuti e recidive acute della SM in uno studio caso-controllo su 80 pazienti, suddivisi in due gruppi: quelli con ricaduta acuta e quelli in fase di remissione di malattia. Il punteggio mediano del PSQI, Pittsburg Sleep Quality Index, la scala di autovalutazione della qualità del sonno, è stato significativamente peggiore nel gruppo con recidiva (10) rispetto al gruppo in remissione (5,5). Questi risultati sono stati pubblicati online sulla rivista European Neurology.


 


Solo metà (50%) dei pazienti in remissione ha presentato una scarsa qualità del sonno (PSQI >5), contro l’87,5% dei pazienti in fase di recidiva (p=0,0001). La qualità del sonno non è stata associata all’età, al sesso, alla disabilità (EDSS) o alla durata della malattia in entrambi i gruppi.


 


“Consigliamo vivamente ai pazienti di consultare il proprio medico riguardo ai diversi disturbi del sonno – conclude Moghadasi –  e i medici dovrebbero guardare ai disturbi del sonno come a un possibile fattore scatenante di ricaduta nella sclerosi multipla. In tal senso le alterazioni del  sonno andrebbero valutati nei soggetti con SM per ridurre la probabilità di eventi acuti”. Saranno necessari ulteriori studi su campioni più ampi per capire se il trattamento dei disturbi del sonno potrebbe ridurre o aumentare la frequenza di recidive nella sclerosi multipla recidivante-remittente, che è la forma più comune.

Fonte: European Neurology

Will Boggs

(Versione italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)

Will Boggs

11 Aprile 2017

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