Staminali cordonali. Come aumentare il numero di campioni raccolti

Staminali cordonali. Come aumentare il numero di campioni raccolti

Staminali cordonali. Come aumentare il numero di campioni raccolti
Al di là della disputa su come bisognerebbe usare il sangue cordonale raccolto dopo il parto, la comunità scientifica si sta oggi domandando come aumentare il numero di campioni nelle biobanche. Uno studio della LUISS svela un possibile metodo, basato sulla collaborazione tra pubblico e privato.

Come si fa ad aumentare il numero di campioni di sangue cordonale vale la pena di conservare, in vista di un uso futuro delle staminali in esso contenute, evitando di tenerne di non utili e scartarne di preziosi? Questa la domanda alla quale ha cercato di rispondere uno studio presentato nel corso del convegno “PUBBLICO E PRIVATO nelle Terapie Innovative e nel BIOBANKING: Evidenze scientifiche e sostenibilità”, svoltosi alla LUISS Business School Guido Carli: la ricerca spiega come si possono abbassare le barriere di selezione dei campioni di sangue cordonale da conservare se applicate oggi nelle strutture pubbliche per aumentare la raccolta, indiziando nuovi parametri da utilizzare nella valutazione dei campioni di sangue cordonale, basati sul numero di TNC (cellule nucleate totali), i quali mostrano subito la qualità cellulare e quindi il loro potenziale.
 
Con i risultati di questo studio, promosso dalla Fondazione InScientiaFides in collaborazione con l’Università La Sapienza e l’Università Luiss di Roma, si può pensare di concretizzare un modello di collaborazione tra biobanche pubbliche e private ai fini dell’efficienza di risorse e strutture, garantendo al contempo un’alta qualità del servizio da rendere agli utenti finali, pazienti e famiglie, nell’eventualità di un trattamento con cellule staminali.
Il sangue del cordone ombelicale è una fonte – che non pone particolari problemi etici – di cellule staminali, identiche a quelle presenti nel midollo osseo. Negli ultimi anni si stanno diffondendo biobanche pubbliche e private che conservano campioni di questo sangue da riutilizzare in caso di malattie più o meno rare del sangue come leucemie, ma anche anemie e talassemie. Tuttavia, nel corso del convegno, Daniele Mazzocchetti, ricercatore di InScientiaFides, ha ricordato come  a oggi le unità di sangue cordonali raccolte, tra strutture pubbliche e private, si ferma al 5% delle disponibilità, mentre il resto, il 95%, viene gettato. A causare questa situazione sono la scarsa sensibilizzazione culturale sul tema, la mancata informazione, la mancanza di una rete capillare di raccolta e anche le elevate barriere di selezione basate sul numero di cellule nucleate totali (TNC).
Matteo Caroli, Ordinario Gestione delle Imprese – Dipartimento Impresa e Management LUISS Guido Carli, ha sottolineato come i risultati della ricerca permettono di distinguere subito le potenzialità del sangue cordonale. Dati oggettivi che permettono un modello di collaborazione pubblico/privato con l’obiettivo di massimizzare il numero di campioni disponibili presso il sistema delle biobanche, di svilupparne con elevati standard di eccellenza riconosciuti a livello internazionale, mandando fuori mercato soggetti inefficienti; ma anche di ridurre la spesa pubblica e di aumentare il numero di donatori.
 
Lo Studio della Fondazione InScientiaFides mostra, attraverso l’analisi di 1309 campioni, come si possano abbassare le barriere d’ingresso dei campioni di sangue cordonale, individuando un parametro cellulare che stabilisca subito il campione con un elevato numero di cellule staminali (CD34+). Si dimostra, su base oggettiva, che è possibile ottenere ottimi campioni anche al di sotto dei limiti imposti dalle strutture pubbliche e che i limiti possono essere abbassati senza compromettere la qualità delle unità conservate. 
Per aumentare l’efficienza del servizio di conservazione del sangue cordonale, oggi troppo bassa perché troppi campioni vengono buttati, non raccolti né conservati, e altri non superano la selezione d’ingresso, è stata quindi proposta un’ipotesi di modello di collaborazione pubblico/privato tra biobanche in cui il sangue cordonale, secondo le sue caratteristiche possa essere destinato: alla donazione e inserito nei registri internazionali, oppure possa essere destinato alla conservazione privata, autologa o autologa famigliare (nonostante la comunità accademica condanni da sempre la conservazione del sangue cordonale ad uso “privato” perché inutile, raccomandando invece fortemente la donazione solidaristica).
 
In definitiva: lo studio ha voluto dimostrare che è possibile, in linea con quanto l’Unione Europea ha auspicato nel suo pronunciamento del settembre scorso, ossia “fornire informazioni complete, oggettive e precise dei vantaggi e gli svantaggi delle banche di sangue cordonale” invitando gli Stati Membri “a migliorare […] la tutela dei diritti dei genitori […] alla libertà di scelta per quanto concerne le pratiche di conservazione delle cellule da sangue cordonale” immaginare un modello di collaborazione pubblico-privato in ossequio a quanto richiesto dall’Europa. 
La collaborazione tra pubblico privato si deve basare però sul superamento dell’antagonismo che vede il pubblico contro il privato, sulla garanzia della piena libertà di scelta delle persone verso l’autologa o l’allogenica, e su una conservazione di qualità.
Un modello di collaborazione a doppia azione potrebbe essere: il Pubblico raccoglie adesioni, il Privato si occupa dello screening dei campioni, ne gestisce le acquisizioni e la conservazione; il Pubblico rende visibile il campione nella rete internazionale e ne gestisce lo scambio con il richiedente.
I vantaggi della collaborazione sono il mantenimento di strutture efficaci, l’aumento del materiale a disposizione per le donazioni, la riduzione delle strutture inefficienti, la riduzione dei costi pubblici mantenendo opportunità di ricavo, il potenziale aumento del sangue cordonale, il rafforzamento del processo selettivo basato sulla qualità delle biobanche, attivato dal mercato. Il modello è valido però se le biobanche private saranno di eccellenza per garantire qualità assoluta nell’interesse generale.
 
Alla giornata hanno portato il loro contributo anche Franco Fontana direttore LUISS Business School, Luca Pierelli Professore Associato Università La Sapienza di Roma e Direttore Dipartimento Medicina Trasfusionale del San “Camillo Forlanini”, Giuseppe Ragusa Assistente Professore di Economia presso LUISS Guido Carli, Francesco Zinno Professore aggregato di Immunoematologia Università Tor Vergata e Direttore Medico di Cryolab, Giovanna Lucchetti Dottore in Biotecnologie e Direttore Ricerca Scientifica di InScientiaFides.
 

27 Gennaio 2013

© Riproduzione riservata

Un miliardo per la salute globale. L’Europa scende in campo contro Aids, tubercolosi e malaria
Un miliardo per la salute globale. L’Europa scende in campo contro Aids, tubercolosi e malaria

La Commissione Europea accelera sulla salute globale. In occasione del One Health Summit in corso a Lione, il commissario per i Partenariati Internazionali, Jozef Síkela, ha annunciato un pacchetto complessivo...

Approvati i Regolamenti di AIFA Incontra e AIFA Ascolta
Approvati i Regolamenti di AIFA Incontra e AIFA Ascolta

Approvati in via definitiva i Regolamenti di AIFA Ascolta e AIFA Incontra, con pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Le due iniziative, fortemente volute dall’Agenzia, puntano a favorire un confronto costruttivo con...

Il ruolo del sonno nella salute cardiovascolare
Il ruolo del sonno nella salute cardiovascolare

Per molto tempo la medicina ha considerato il riposo notturno come un elemento di contorno rispetto ai principali fattori di rischio cardiometabolico. Tuttavia, le recenti evidenze cliniche suggeriscono la necessità...

Giornata mondiale della salute. “Collaborare e sostenere la scienza”. L’appello dell’Oms
Giornata mondiale della salute. “Collaborare e sostenere la scienza”. L’appello dell’Oms

“Collaborare e sostenere la scienza, i due motori trainanti per una salute migliore”. Questo l’appello lanciato dall’Organizzazione Mondiale della in occasione della Giornata Mondiale della Salute 2026.  La campagna “Insieme...