Trapianti 2017: per l’Italia un anno da record con 3.950 interventi. Bene anche le donazioni, sopra alla media europea da Nord a Sud

Trapianti 2017: per l’Italia un anno da record con 3.950 interventi. Bene anche le donazioni, sopra alla media europea da Nord a Sud

Trapianti 2017: per l’Italia un anno da record con 3.950 interventi. Bene anche le donazioni, sopra alla media europea da Nord a Sud
Pubblicati oggi i dati definitivi dell’attività di donazione e trapianto del 2017. Nanni Costa (Cnt): “Un anno record che conferma posizione di avanguardia in Europa del nostro sistema”. Diminuiscono anche i tempi di attesa per l’intervento: dato più confortante quello per il rene pediatrico con la lista di attesa ridotta del 30% in un solo anno. IL RAPPORTO

Record di trapianti in Italia nel 2017: 3.950 trapianti effettuati, il numero più alto in assoluto da sempre.
 
Rispetto al 2016 l’incremento è di 252 trapianti mentre, rispetto al 1992 (primo anno di riferimento nelle tabelle pubblicate oggi dal ministero della Salute) i trapianti in più sono ben 2.867.
 
Dei 3.950 trapianti effettuati l’anno scorso (di cui 3.624 da cadavere), 2.244 sono stati di rene (di cui 1.934 da cadavere e 310 da vivente), 1.296 di fegato, 265 di cuore, 144 di polmone, 28 di rene/pancreas, 11 di pancreas e altre combinazioni.
 
Per quanto riguarda le donazioni nel 2017 sono stati donati in tutto 1.763 organi di cui 1.437 da cadavere e 3326 da vivente (310 rene e 16 fegato).
 
Ad oggi sono in attesa di trapianto in Italia 8.807 persone, di cui 6.609 per il rene, 991 per il fegato, 742 per il cuore, 354 per il polmone, 262 pancreas e 12 di intestino.
 
Nel 2017 per il rene l’intervento è stato effettuato con una media di attesa al trapianto di 2,1 anni, per il fegato di 4 mesi, per il cuore 9 mesi, per il polmone 1,1 anni e per il pancreas 6 mesi.
 
“Un anno record che conferma la posizione di avanguardia in Europa del nostro sistema trapianti”, ha commentato al nostro giornale il direttore del Centro nazionale trapianti Alessandro Nanni Costa.
 
Anche sul fronte delle donazione Nanni Costa è soddisfatto: “Al centro nord siamo a una media di 35 donatori per milione di abitanti, un dato molto al di sopra della media europea e anche al centro sud le cose stanno cambiando e pur con percentuali più basse che nel resto di Italia, nel 2017 abbiamo registrato una media di 19 donatori ogni milione di abitanti che è comunque un valore superiore alla media UE”.
 
“Anche i tempi di attesa si stanno riducendo e questo fa snellire le liste e ci consente di dare risposte sempre più efficienti ai pazienti in attesa. Cito tra tutti l’esempio del rene pediatrico dove siamo riusciti ad abbattere del 30% il numero di bambini in attesa in un solo anno!”, ci ha spiegato ancora il direttore del Cnt.
 
“Ma ci sono poi anche altre importanti novità nell’organizzazione. Due su tutte: il piano nazionale donazioni con la creazione di un centro donazione in ogni ospedale italiano e la trasformazione dei centri trapianto (attualmente sono 44 gli ospedali autorizzati al trapianto) in ‘programmi’ di trapianto e la differenza non è solo nominale. I programmi trapianto, uno per organo, prevedono infatti la valorizzazione del complesso delle attività legate al trapianto e non esclusivamente di quelle chirurgiche”, sottolinea ancora Nanni Costa.
 
“Ultima cosa di cui andare orgogliosi – sottolinea il direttore del Cnt – è poi la donazione a cuore fermo, per la quale abbiamo registrato ottimi risultati in termini di aspettativa di vita del trapiantato”.
 
C.F.

C.F.

05 Aprile 2018

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