Tumori. Immunoterapia, gli uomini rispondono meglio delle donne

Tumori. Immunoterapia, gli uomini rispondono meglio delle donne

Tumori. Immunoterapia, gli uomini rispondono meglio delle donne
Dall'analisi di trial clinici pubblicati, un gruppo di ricercatori italiani ha evidenziato le differenze di genere nella risposta all'immunoterapia, dimostrando l'importanza di considerare il sesso nel rischio/beneficio della scelta del trattamento. Lo studio su Lancet Oncology

(Reuters Health) – A parità di indicazioni, gli uomini avrebbero una maggiore risposta, rispetto alle donne, all'immunoterapia, nel trattamento di diversi tipi di tumore. A suggerirlo è stata unareview condotta da un gruppo di ricercatori dell'European Institute of Oncology di Milano. Il team, coordinato da Fabio Conforti, ha pubblicato lo studio su Lancet Oncology.

Lo studio
Secondo gli autori, le donne generalmente hanno risposte immunitarie innate e adattative più forti degli uomini, ma rappresentano anche l'80% di tutti i pazienti con malattie autoimmuni sistemiche. Per lo studio, Conforti e colleghi hanno usato i dati raccolti in 13 studi randomizzati su inibitori di Pd-1, nivolumab e pembrolizumab, sei studi su inibitori Ctla-4, ipilimumab e tremelimumab, e uno con entrambe le classi di inibitori di checkpoint. I trattamenti sono stati usati per la terapia contro melanoma, carcinoma polmonare non a piccole cellule, carcinoma di testa e collo, carcinoma polmonare a piccole cellule, carcinoma delle cellule renali, tumori uroteliali, tumori gastrici e mesotelioma.

I risultati
Gli uomini avrebbero avuto un rischio di morte ridotto del 28% con l'immunoterapia, contro una riduzione del rischio del 14% tra le donne, rispetto ai controlli. E i risultati sarebbero stati simili nelle analisi fatte per tipologia di cancro, linea di trattamento e tipo di inibitore del checkpoint.
“Da questo studio si possono trarre die conclusioni – sottolineano gli autori – il primo è che il sesso dei pazienti deve essere preso in considerazione nella valutazione del rischio/beneficio della terapia”. Il secondo punto “è che i ricercatori che stanno progettando nuovi studi sull'immunoterapia dovrebbero focalizzarsi maggiormente sulle donne, per evitare di allargare i risultati ottenuti sulla popolazione maschile, a quella femminile”, hanno precisato Conforti e colleghi.

Mentre secondo Walter Malorni, del National Institute of Health's Center for Gender-Specific Medicine di Roma, la novità di questo studio è che “dimostra che anche nell'immunoterapia la disparità sessuale può essere rilevante”.

Fonte: Lancet Oncology

Will Boggs

(Versione italiana Quotidiano Sanità/ Popular Science)

Will Boggs

28 Maggio 2018

© Riproduzione riservata

Morbillo. Bambino morto a New York: primo decesso in 30 anni. Hochul accusa l’amministrazione Trump. Ecco perché ha ragione
Morbillo. Bambino morto a New York: primo decesso in 30 anni. Hochul accusa l’amministrazione Trump. Ecco perché ha ragione

Un bambino è morto, una governatrice democratica attacca un presidente repubblicano, il morbillo torna a uccidere dopo trent'anni. La morte è avvenuta nello Stato di New York ed è il...

Payback dispositivi medici 2015-2018. Il Consiglio di Stato sospende gli atti ministeriali: stop ai recuperi con effetti su tutte le imprese
Payback dispositivi medici 2015-2018. Il Consiglio di Stato sospende gli atti ministeriali: stop ai recuperi con effetti su tutte le imprese

Nuovo, importante passaggio giudiziario nella lunga vicenda del payback sui dispositivi medici. Il Consiglio di Stato, con l’ordinanza cautelare n. 4658/2026, pubblicata oggi, ha accolto l’istanza presentata dalla società Iatrotek...

Payback dispositivi medici. Confindustria DM: “Conto da 12,5 miliardi per le imprese entro il 2029”
Payback dispositivi medici. Confindustria DM: “Conto da 12,5 miliardi per le imprese entro il 2029”

Un conto complessivo stimato in 12,5 miliardi di euro per le imprese dei dispositivi medici nel periodo 2019-2029, con una prima rata relativa al 2019 da versare entro il 30...

Emofilia. Le terapie migliorano la vita dei pazienti ma l’assistenza non tiene il passo, cinque priorità per superare le disuguaglianze
Emofilia. Le terapie migliorano la vita dei pazienti ma l’assistenza non tiene il passo, cinque priorità per superare le disuguaglianze

Le nuove terapie hanno profondamente cambiato la storia dell'emofilia, consentendo ai pazienti di vivere più a lungo e con maggiori possibilità di autonomia. Ma l'organizzazione dell'assistenza non ha tenuto il...