Nel Regno Unito circa uno studente di Medicina su cinque considera di abbandonare l’anno. I problemi di salute mentale sono diffusi e contribuiscono in modo significativo ad alimentare questi pensieri. Questo quanto suggeriscono i risultati di uno studio osservazionale pubblicato sulla rivista open access Bmj Open.
La carenza di medici è una delle principali cause di preoccupazione in tutto il mondo, evidenziano gli esperti. Le stime indicano una carenza a livello globale ritenuta di circa 6,5 milioni di camici bianchi, attualmente. E queste carenze “non solo influenzano la qualità dell’assistenza ai pazienti, ma anche il benessere dei medici a causa dell’aumento del carico di lavoro e dello stress cronico, che minano ulteriormente i reclutamenti e il mantenimento” del rapporto lavorativo, “creando un circolo vizioso”. Dato che il logoramento e l’eventuale abbandono degli studenti di Medicina “potrebbe avere un impatto significativo su una forza lavoro sanitaria già sovraccaricata”, i ricercatori hanno pensato di esplorare la relazione tra vari aspetti della salute mentale e risultati accademici nell’istruzione e nella formazione medica, per studiare strategie preventive.
Hanno quindi selezionato 9 scuole di Medicina geograficamente distribuite tra Inghilterra, Scozia, Galles e Irlanda del Nord, che variavano tutte per dimensioni e tipo di curriculum offerto. Gli studenti di tutti gli anni di studio sono stati invitati a compilare un sondaggio online tra novembre 2020 e febbraio 2021, e coloro che hanno risposto sono stati invitati (febbraio-maggio 2021) a completare nuovamente il questionario 3 mesi dopo. Dei 1.113 studenti di Medicina che hanno accettato di prendere parte allo studio, 792 (71%) hanno compilato il questionario iniziale e 407 (quasi il 51,5%) hanno completato il sondaggio di follow-up.
Tra le domande c’erano anche quelle sull’intenzione degli studenti di Medicina di abbandonare e sulla portata e la frequenza di vari aspetti di salute mentale: esaurimento emotivo, insonnia, sintomi somatici (stomaco o intestino), consumo pericoloso di alcol, ansia/depressione, tendenze anoressiche, disturbo ossessivo compulsivo, paranoia, e disturbo bipolare.
La prevalenza di cattiva salute mentale tra tutti gli intervistati era alta: un numero sostanziale di studenti di Medicina rientrava nei criteri di screening per la cattiva salute mentale. Sei su 10 avevano un consumo pericoloso di alcol e oltre la metà ha riportato sintomi di insonnia (54%). Così come oltre la metà (52%) ha riportato un numero da medio a molto elevato di sintomi somatici, e la stessa quota aveva sintomi di disturbo ossessivo-compulsivo. Il 45% aveva tendenze anoressiche (45%). Ancora, circa 1 su 3 era emotivamente esausto (36%) e quasi 4 su 10 (38%) avevano sintomi di ansia/depressione. Quasi 1 su 5 (19,5%) aveva sintomi di paranoia e il 3% sintomi bipolari. E poi c’è appunto il dato sui pensieri di abbandono: circa 1 studente di Medicina su 5 (19,5%, 79) ha dichiarato di aver considerato di abbandonare la scuola di Medicina in un recente passato (nelle 4 settimane precedenti).
Ad eccezione del bere e del disturbo bipolare, tutti gli altri aspetti di cattiva salute mentale erano associati all’intenzione di lasciare gli studi. Gli studenti più emotivamente esausti, e con uno qualsiasi dei sintomi più elevati di ansia/depressione, insonnia, somatizzazione, paranoia o tendenze anoressiche, esprimevano intenzioni significativamente più forti di abbandonare rispetto a quelli all’estremità inferiore della scala.
Lo studio è osservazionale, puntualizzano gli autori, e come tale non può stabilire causa ed effetto. Inoltre gli esperti riconoscono che l’intenzione potrebbe non sempre tradursi in azione. Ma la percentuale degli allievi che hanno ammesso di considerare l’addio è superiore alla percentuale stimata effettiva, che è pari al 5%, osservano i ricercatori. “Gli studenti che completano la scuola di Medicina dubitando della loro traiettoria di carriera potrebbero essere più inclini a lasciare la formazione post-laurea”, suggeriscono, aggiungendo che “il numero di medici che mettono in pausa la loro formazione dopo aver completato la formazione è raddoppiato dal 34% nel 2011/2012 al 70% nel 2020/2021”.
“Abbandonare la scuola di Medicina può avere significative conseguenze personali, finanziarie e psicologiche per la persona. C’è poi il costo finanziario per il contribuente e il tempo e lo sforzo sprecati dagli educatori”, aggiungono i ricercatori. I piani per ridurre il percorso a 4 anni potrebbero solo peggiorare le cose, suggeriscono. I dati del lavoro per gli autori indicano “l’importanza di sostenere gli studenti alla scuola di Medicina”, scrivono. “I vari sintomi di salute mentale” risultati predittivi di abbandono possono essere “particolarmente difficili da riconoscere a causa di una cultura del lavoro ‘tossica’ e competitiva che normalizza” questo tipo di situazioni, aggiungono. Le scuole di Medicina “devono fare di più per migliorare l’ambiente di apprendimento per gli studenti e incoraggiarli a cercare aiuto”.
Si può fare “educando gli studenti sugli alert” a cui prestare attenzione “e chiarire attivamente che cercare aiuto non metterà a repentaglio le loro carriere”. Le scuole devono poi “aiutare i potenziali candidati a capire meglio le esigenze della carriera scelta. Può essere utile avere sistemi in atto che possano aiutare i nuovi candidati (e gli studenti di medicina esistenti) a considerare se quella formazione è per loro, fissando aspettative realistiche”.