Stati Generali della professione medica
Abbiamo fatto le professioni, adesso bisogna fare i professionisti
Lettere al direttore
Abbiamo fatto le professioni, adesso bisogna fare i professionisti
Gentile Direttore,
sono molto grato alla sua testata per aver ospitato l’interessante discussione sulla “questione medica”. Una discussione con toni a volte cavallereschi, a volte aspri, ma sicuramente vera. Un confronto, che come ci ha ricordato la collega Marcella Gostinelli (Qs 9 aprile 2019), non interessa solo la professione sanitaria del medico ma anche le altre professioni sanitarie.
Per noi, ultimi arrivati a pieno regime nel sistema, dopo aver costruito negli ultimi
Mauro Gugliucciello
Eutanasia, dialogo a distanza con il presidente della Fnomceo
Lettere al direttore
Eutanasia, dialogo a distanza con il presidente della Fnomceo
Gentile direttore,
nell’intervista al quotidiano La Verità del 17 aprile 2019 (“I dottori salvano vite. All’eutanasia preferiamo Ippocrate”), il Presidente Filippo Anelli ribadisce la generale e ferma contrarietà della Fnomceo all’ipotesi di un’eventuale legge tesa a regolare il suicidio assistito o l’eutanasia, ma esclude anche il “muro contro muro”, e dichiara grande apertura alla discussione: “non abbiamo alcuna pregiudiziale a discutere. Massima disponibilità al dialogo. Se ci convinceranno della bontà delle
Maurizio Mori
Medici che fanno i politici. Il ruolo del Codice deontologico
Emilia-Romagna
Medici che fanno i politici. Il ruolo del Codice deontologico
Gentile Direttore,
è di questi giorni lo scambio di opinioni sulla radiazione del collega Sergio Venturi che, da assessore regionale alla Salute dell'Emilia Romagna, ha affidato funzioni proprie del medico ad altre figure sanitarie, ledendo il decoro professionale. La difesa del collega Venturi dice che quelle decisioni egli le avrebbe prese in funzione di “politico” e non di “medico”. Dichiara possibile, quindi, che ognuno di noi, medico o meno, nell’esercizio della
Vincenza Truppo
Il medico del futuro: un robot in camice bianco?
Lettere al direttore
Il medico del futuro: un robot in camice bianco?
Gentile Direttore,
più di trent’anni fa, agli inizi della mia carriera professionale mi dedicai a costruire un programma informatico per la gestione dei pazienti del reparto ospedaliero di cardiologia dove, all’epoca, prestavo la mia attività professionale. Tale iniziativa nacque a seguito di un mio approfondimento formativo in statistica sanitaria, metodologia clinica ed epidemiologia, che mi consentirono di interagire con la irriverente tecnologia informatica e le sue applicazioni in medicina.
Il data base,
Aldo Di Benedetto
Un giovane medico di fronte alla crisi della medicina e alle nuove relazioni interprofessionali
Lettere al direttore
Un giovane medico di fronte alla crisi della medicina e alle nuove relazioni interprofessionali
Gentile Direttore,
sono un giovane medico di famiglia che frequenta i mercoledì filosofici della Fondazione Ars Medica dell'Omceo veneziano. Lo studio delle tesi proposte dal prof. Cavicchi in vista degli stati generali della professione hanno suscitato in me alcune riflessioni che vorrei condividere.
Scrive il prof. Cavicchi a pag. 12 e pag. 16 delle 100 Tesi: “Si tratta di riconoscerla come crisi paradigmatica […] e non di disconoscerla come crisi rincorrendo i
Marco Codato
La crisi del medico non può essere affrontata senza riflettere sul contesto in cui si manifesta
Lettere al direttore
La crisi del medico non può essere affrontata senza riflettere sul contesto in cui si manifesta
Gentile Direttore,
vorrei rassicurare la Dott.ssa Gostinelli innanzi tutto sul fatto di essere un'economista Keynesiana e niente affatto neoliberista. Inoltre l’accostamento sanità integrativa/ neoliberismo è assai improprio per non dire errato, sia concettualmente, che sul piano delle evidenze empiriche. Basti pensare agli Stati Uniti d’America, patria del neoliberismo, che si fonda sul sistema assicurativo privato per la protezione della salute, salvo il medicaid per la popolazione povera o a basso reddito,
Grazia Labate
Io, infermiera, interessata alla Questione medica
Lettere al direttore
Io, infermiera, interessata alla Questione medica
Gentile Direttore,
le scrivo per partecipare al dibattito sulla “questione medica” portando una mia testimonianza; sono un’ infermiera convinta che questo dibattito giovi anche alla “questione infermieristica”, ignorata dagli ordini provinciali e dalla federazione degli ordini degli infermieri. Il contrario di quello che accade ai medici che possono invece contare su confronti in ampi spazi di discussione dedicati e Stati Generali.
Ho letto l’articolo del Dott.Pizza (QS, 5 aprile 2019), in risposta
Marcella Gostinelli
Cara Mancin, ma vogliamo rinunciare alla penicillina?
Lettere al direttore
Cara Mancin, ma vogliamo rinunciare alla penicillina?
Gentile Direttore,
l'intervento della collega Mancin mi costringe, mio malgrado, a scrivere ancora. Prima osservazione. Rilevo una tale sintonia concettuale e direi quasi lessicale in tutti gli interventi che mi hanno contestato da far pensare che ho toccato un punto nodale. In vita mia ho sempre sostenuto con fermezza le mie opinioni e così mi attendo dalle giovani colleghe. Chi è di Casa Pound?
Seconda osservazione. "Per noi che abbiamo tutta la
Antonio Panti
Caro Panti, no al paternalismo ed evitiamo le autocelebrazioni
Lettere al direttore
Caro Panti, no al paternalismo ed evitiamo le autocelebrazioni
Gentile Direttore,
in questi giorni sui social, e non solo, si sta parlando molto di Simone, il ragazzino di 15 anni che è riuscito a tenere testa a un capo politico di Casa Pound a Torre Maura semplicemente dicendo “ A me nun me sta bene che no”. L'episodio ha avuto un'eco mediatico notevole perché c'è voluto un ragazzetto per dire cose che molti adulti pensano ma che, spesso per convenienza
Ornella Mancin
Disegnare una sanità a misura di cittadini e professionisti non è una “riforma tecnica“
Lettere al direttore
Disegnare una sanità a misura di cittadini e professionisti non è una “riforma tecnica“
Gentile direttore,
mi rivolgo a Brenda e Gaia, scusandomi per il ritardo con cui rispondo. Lo faccio volentieri perché non è facile, neppure nei "colleghi più anziani", trovare la vostra puntigliosa acribia e matura consapevolezza nell'affrontare questioni di prassi (meglio di pragmatica) medica, forse ultronee bedside, ma fondamentali per comprendere la collocazione storica del nostro agire.
Tuttavia, convinto come sono che spetti ai giovani mantenere e completare le conquiste della mia generazione (l'IVG,
Antonio Panti
Se una economista parla dei medici
Lavoro e Professioni
Se una economista parla dei medici
Dispiace se il dott. Pizza e Cavicchi ritengano che abbia invaso il sacrario del pensiero medico e ordinistico delle loro elaborazioni a partire da Trento e dalle 100 tesi o che abbiano inteso le mie riflessioni come subalternità culturale esterofila, ho solo inteso dar conto di un dibattito aperto che a livello europeo e oltre atlantico avviene sugli stessi temi: crisi del medico o della medicina
Grazia Labate
Perché Grazia Labate non ha colto il senso della “Questione medica”
Lavoro e Professioni
Perché Grazia Labate non ha colto il senso della “Questione medica”
Ringrazio la dottoressa Labate per avermi offerto l’occasione di scrivere questo articolo di chiarimento. Ringrazio anche il prof. Cavicchi non solo per tutto quello che sta facendo per la nostra medicina e la nostra professione ma anche per le nostre interminabili discussioni (molte telefoniche) oltre che dinanzi ai gustoso piatti di spaghetti alle vongole in riva al mare che sa preparare. Ringrazio da ultimo (ma non ultimo) la Fnomceo per aver avuto il coraggio con gli “Stati Generali” di assumersi la responsabilità di un giudizio e di una strategia
Giancarlo Pizza
La cultura medica e la pratica di cura
Lavoro e Professioni
La cultura medica e la pratica di cura
Non è necessaria una ridefinizione dei domini della medicina anche sul terreno delle conoscenze e del modo di usarle, che la questione medica fatta di tanti problemi che riguardano l’esercizio professionale non si risolve con la “libertà nel metodo” ma assicurando un buon bagaglio culturale al medico. La “questione medica”, che non nego, va risolta partendo dal contenitore ed è culturale, formativa, organizzativa e politica e guarda caso non interessa solo i medici
Maurizio Benato
Medicina meccanica 2.0. L’ambivalenza della tecnologia e il medico
Lavoro e Professioni
Medicina meccanica 2.0. L’ambivalenza della tecnologia e il medico
La tecnologia è sicuramente tra i fattori principali della crisi del medico in una società che cambia. La tecnologia infatti modifica la vita di tutti e pone i medici di fronte a nuovi distinguo (krino), ad esempio chi curare, e a nuove scelte (krisis), ad esempio come curare
Gabriele Gasparini
La questione medica e la politica
Lettere al direttore
La questione medica e la politica
Gentile direttore,
mi è molto piaciuta la recente riflessione di Antonio Panti. In maniera chiara e precisa ci mette sotto gli occhi da dove veniamo, a che punto siamo arrivati e, stiamo cercando di capire, dove vogliamo andare. Giustamente ci dice che i medici non vivono in un sistema estraneo a tutti gli altri sistemi; i medici convivono ed interagiscono con il mondo dei pazienti/utenti, con il mondo delle altre professioni
Vincenza Truppo
La questione medica non è un’invenzione
Lavoro e Professioni
La questione medica non è un’invenzione
Il vero problema è trovare un interlocutore politico; i medici, attraverso la riflessione degli Stati Generali, almeno provano a prepararsi. I medici stanno stretti nei limiti imposti da questi sconvolgimenti (le leggi, le novità scientifiche e tecniche, i cambiamenti sociali, le imposizioni burocratiche) ma spesso si rifugiano in una sorta di utopia del passato
Antonio Panti
Cosa manca nel palinsesto degli Stati Generali della professione?
Lettere al direttore
Cosa manca nel palinsesto degli Stati Generali della professione?
Gentile Direttore,
partecipando al dibattito sulla questione medica come giovani professioniste non abbiamo potuto non apprezzare le parole del Dott. Antonio Panti (QS 20 marzo 2019) che nel condividere la necessità di un “riavvicinamento di servizio e professione, medico e paziente” ritiene che spetti ai giovani “suggerire quel che manca nel palinsesto degli Stati Generali, la visione globale del problema”.
Egli afferma, inoltre, che gli Stati Generali della professione “hanno l'ambizione di
Brenda Menegazzo e Gaia Zagolin
I medici e quel difficile ma necessario ‘cambio di passo’
Lettere al direttore
I medici e quel difficile ma necessario ‘cambio di passo’
Gentile Direttore,
sono un medico “anziano” e partecipo con entusiasmo ai mercoledì filosofici all’Ordine dei medici di Venezia, organizzati da Ars Medica. In questi incontri settimanali tra medici e filosofi, partendo dalle 100 tesi scritte dal prof. Cavicchi ci stiamo interrogando sulla crisi che sta vivendo la professione medica, ripensando il ruolo del medico e della medicina in vista degli Stati generali della professione.
Affrontare la questione medica significa per noi in
Roberto Zanibellato
La questione medica è una questione di “contenitore”?
Lavoro e Professioni
La questione medica è una questione di “contenitore”?
Serve un ripensamento generale per promuovere il ruolo del medico nelle organizzazioni, dove far emergere con forza, nelle Istituzioni, la sostanziale inadeguatezza del “contenitore” rispetto alla complessità delle competenze tecnico professionale e alla diversità del moderno esercizio professionale
Maurizio Benato
La ‘Questione medica’. Tra cambi di passo e voglia di passato
Lavoro e Professioni
La ‘Questione medica’. Tra cambi di passo e voglia di passato
Se dovesse risultare che, la “questione medica” non esistesse, o fosse insussistente, io credo che questo gruppo dirigente dela Fnomceo si dovrebbe dimettere dal momento che la sua strategia si fonda innegabilmente sul presupposto della sua esistenza. Se invece dovesse risultare che essa esiste, allora ben altri dovrebbero dimettersi dai loro incarichi o ruoli o incombenze, o quanto meno, farsi da parte, per non ostacolare ciò che, nell’interesse primario della professione, non andrebbe ostacolato
Giancarlo Pizza (Omceo Bologna)
Mettere in gioco tutto se stesso: il segreto del medico per una relazione efficace
Lavoro e Professioni
Mettere in gioco tutto se stesso: il segreto del medico per una relazione efficace
La comunicazione, il dialogo, il linguaggio, la relazione, fino al consenso informato: questi i temi approfonditi lo scorso 6 marzo, durante il secondo dei 4 mercoledì filosofici organizzati per l’Omceo veneziano dalla la Fondazione Ars Medica, con la collaborazione del Dipartimento di Filosofia dell’Università Ca’ Foscari
Fondazione Ars Medica-Omceo Venezia
Filosofia, etica, pedagogia: tre parole per il medico del futuro
Lavoro e Professioni
Filosofia, etica, pedagogia: tre parole per il medico del futuro
In merito agli Stati Generali della professione medica si è aperto un ampio dibattito in cui si fa appello a ontologia e a valori. È importante rimarcare l’attualità di questi concetti nell’epoca della medicina tecnologica centrata sul “fare” per la malattia e per la salute e non sul “pensare” per la malattia e per la professione. È il segno che la medicina, ancor più nell’epoca della tecnica, non può stare senza una riflessione filosofica ed etica.
Giacomo Delvecchio
La questione medica di fronte alla grande sfida dell’equità in sanità
Lavoro e Professioni
La questione medica di fronte alla grande sfida dell’equità in sanità
Il problema è eminentemente politico e culturale perché riguarda i due segmenti di distribuzione delle risorse, dallo Stato alle Regioni e dalle Regioni alle Asl, i cui meccanismi sono decisi politicamente e nel contempo la ridefinizione di un profilo professionale tra scienza e nuovo umanesimo che dia sostanza alla relazione medico paziente, fuori da ogni delirio di onnipotenza e immortalità
Grazia Labate
L’epistemologia della complessità: serve un nuovo approccio negli studi di medicina
Lavoro e Professioni
L’epistemologia della complessità: serve un nuovo approccio negli studi di medicina
In mancanza di un aggiornato approccio epistemologico sulla dimensione complessa dei sistemi viventi e della salute umana, coloro che si iscrivono al primo anno di medicina si proiettano immediatamente in una delle tante sotto-discipline con cui è stata frantumata la conoscenza, saltando, a piè pari, un’essenziale e robusta formazione trans-disciplinare e sistemica
Aldo Di Benedetto
L’obbligo della relazione con il malato
Lavoro e Professioni
L’obbligo della relazione con il malato
Oggi non basta più informare il malato sulla malattia che ha, è necessario coinvolgere il malato nella definizione della sua malattia. E’ necessario cioè avere il suo consenso (consenso informato) e questo ci obbliga ad avere una relazione
Ornella Mancin
È in crisi il medico o la medicina?
Lettere al direttore
È in crisi il medico o la medicina?
Gentile direttore,
non è ampio tra gli Ordini il dibattito sugli "Stati Generali della Medicina" eppure il disagio dei medici esiste. Forse non regge più la finzione per cui tutti i medici hanno gli stessi problemi mentre l'iscrizione all'albo unisce forzatamente interessi troppo diversi. Oppure la luce con la quale abbiamo illuminato la "questione medica" non è sufficiente.
Con sapiente saggezza Ottavio Di Stefano ammonisce dal "non perdersi in un fiume di
Antonio Panti
Il 27 marzo gli Stati Generali dei Giovani medici della Fnomceo
Lavoro e Professioni
Il 27 marzo gli Stati Generali dei Giovani medici della Fnomceo
L’evento vedrà la partecipazione delle sigle maggiormente rappresentative del mondo medico “under 45”. Anelli: “Ascoltare e comprendere, attingendo alle testimonianze ed esperienze di quanti sono direttamente coinvolti nelle dinamiche della formazione e dell’inserimento nel mondo del lavoro”.
La comunicazione in medicina e i suoi stereotipi
Lettere al direttore
La comunicazione in medicina e i suoi stereotipi
Gentile direttore,
nell’ambito delle riflessioni in preparazione agli Stati Generali e ponderando il testo delle 100 tesi proposto dal Prof. Cavicchi, mi soffermerei sul tema della Comunicazione in Medicina. Temi imprescindibili quando si parla di Comunicazione sono quelli del linguaggio e della lingua considerando quanto sia assodato che nella comunità medica esista un vocabolario esclusivo e poco accessibile tanto da contribuire alla distanza nella Relazione col paziente e a volte, diventare
Marco Ballico
Noi giovani medici, figli di una medicina in rovina
Lettere al direttore
Noi giovani medici, figli di una medicina in rovina
Gentile Direttore,
sono una giovane medico e ho preso parte all’iniziativa “Mercoledì filosofici” della fondazione Ars Medica con l’obiettivo di delineare gli aspetti della crisi culturale e sociale della medicina dal punto di vista dei neoabilitati alla professione. Ho letto l’articolo del presidente dell’ordine dei medici di Brescia (QS 15 marzo) e pur comprendendo le difficoltà di un medico che si trova non certo all’inizio della carriera , ad accettare l’idea
Brenda Menegazzo
I cambiamenti e la crisi del medico. La sfida di tradurre le analisi in proposte concrete
Lavoro e Professioni
I cambiamenti e la crisi del medico. La sfida di tradurre le analisi in proposte concrete
“Dagli Stati generali dobbiamo essere capaci di ricavare i postulati per ridefinire un nuovo canone, una nuova ortodossia, una nuova prassi. Definire questi postulati serve alla Fnomceo per chiedere alla università di reimpostare la formazione del medico del futuro non solo aggiungendo le conoscenze che mancano ma soprattutto riformando epistemologicamente le conoscenze disponibili”, questa la sfida lanciata da i “Mercoledì filosofici” della Fondazione Ars Medica dell’Omceo di Venezia









