Welfare. In Europa assorbe il 29% del Pil ma non tutti spendiamo allo stesso modo. In Italia soprattutto pensioni: per loro il 58% della spesa

Welfare. In Europa assorbe il 29% del Pil ma non tutti spendiamo allo stesso modo. In Italia soprattutto pensioni: per loro il 58% della spesa

Welfare. In Europa assorbe il 29% del Pil ma non tutti spendiamo allo stesso modo. In Italia soprattutto pensioni: per loro il 58% della spesa
A livello medio europeo la spesa per pensioni si ferma invece al 45% del totale. Una media ampiamente superata in Grecia (65%), Italia e Portogallo (entrambi al 58%), mentre quote più basse le troviamo in Irlanda (33%), Lussemburgo e Germania (entrambi al 39%), Regno Unito (41%) e Belgio (42%). Alla sanità e disabilità va invece in media il 37% della spesa per il welfare con variazioni dal 26% di Cipro e Grecia a oltre il 40% in Croazia (46%), Germania e Paesi Bassi (entrambi al 43%), Regno Unito (41%) e Slovacchia (40%). L’Italia si ferma al 28,9 per cento. LO STUDIO EUROSTAT.

Nel 2015 la spesa per la protezione sociale nella UE si è assestata su una media del 29% del Pil, con un leggero incremento rispetto al 2010 quando la media era del 28,6%.

Le due voci principali di finanziamento della protezione sociale sono i contributi sociali, che rappresentano il 54% del totale, e il contributo a carico dello Stato e quindi della fiscalità generale per un altro 43%
 
E’ la Francia il Paese Ue a spendere di più in percentuale al Pil con il 34%, seguita da Danimarca e Finlandia (entrambe al 32%) e poi Belgio, Paesi Bassi, Austria e Italia (tutti al 30%).
 
Le percentuali più basse si registrano invece in Romania e Lettonia (entrambe al 15%), Lituania ed Estonia (entrambe al 16%), Irlanda (17%), Malta, Bulgaria e Slovacchia (tutto il 18%) e nella Repubblica Ceca (19%).
 
Queste disparità – sottolinea Eurostat – riflettono le differenze degli standard di vita, ma sono anche indicative della diversità dei sistemi di protezione sociale nazionali e delle strutture demografiche, economiche, sociali e istituzionali specifiche di ciascuno Stato membro.
 
A livello pro capite calcolata a parità di potere d’acquisto restano comunque significative differenza tra un Pasee e l’altro. Dopo il Lussemburgo, la spesa più alta pro capite è stata registrata in Danimarca e Austria (oltre 11 mila euro PPS). Al contrario, le spese più basse pro capite sono state registrate in Romania, Bulgaria e Lettonia (meno di 3 mila euro PPS).
 
La voce più importante della protezione sociale è la spesa per le pensioni di vecchiaia che copre in media il 45% del totale. Una media ampiamente superata in Grecia (65%), Italia e Portogallo (entrambi al 58%), Romania e Cipro (entrambi al 55%), mentre quote più basse le troviamo in Irlanda (33%), Lussemburgo e Germania (entrambi al 39%), Regno Unito (41%) e Belgio (42%).
 
L’assistenza sanitaria e le prestazioni di disabilità assorbono invece in media il 37% della spesa totale con variazioni dal 26% di Cipro e Grecia a oltre il 40% in Croazia (46%), Germania e Paesi Bassi (entrambi al 43%), Regno Unito (41%) e Slovacchia (40%). L’Italia si ferma al 28,9 per cento.
 
Sussidi per famiglie e infanzia coprono poi poco meno del 9% della spesa totale, cui si aggiunge un 5% per la disoccupazione e un 4% per casa ed esclusione sociale.
 
Anche in questo caso le variazioni sono sensibili: ad esempio nei Paesi Bassi alla famiglia e all’infanzia va il 4% del totale della spesa per la protezione sociale contro il 16% del Lussemburgo.
 
L’indennità di disoccupazione varia tra meno dell'1% in Romania e il 12% in Irlanda, e per la casa e l'esclusione sociale si passa da meno dell’1% della spesa in Grecia, Estonia, Portogallo. L’Italia e Cipro sono all'8% e al 7% ci sono Danimarca e Regno Unito.

 

 
 

10 Dicembre 2017

© Riproduzione riservata

Senza scelte coraggiose il Ssn rischia di restare universale solo sulla carta. Manovra e non solo, ecco le sfide che attendono la sanità in autunno
Senza scelte coraggiose il Ssn rischia di restare universale solo sulla carta. Manovra e non solo, ecco le sfide che attendono la sanità in autunno

La sanità va in ‘vacanza’ lasciando aperti quasi tutti i suoi principali cantieri. E quando, tra qualche settimana, Governo, Parlamento e Regioni torneranno al lavoro, non ci sarà più molto...

Il Ssn recupera personale: +1,6% nel 2024. Più assunzioni che pensionamenti, ma il personale resta anziano
Il Ssn recupera personale: +1,6% nel 2024. Più assunzioni che pensionamenti, ma il personale resta anziano

Il Servizio sanitario nazionale continua a recuperare personale dopo gli anni di contrazione che hanno caratterizzato il decennio scorso. Nel 2024 gli addetti delle strutture pubbliche del Ssn raggiungono quota...

Teleradiologia, Agenas apre la consultazione pubblica sul Documento di indirizzo
Teleradiologia, Agenas apre la consultazione pubblica sul Documento di indirizzo

Agenas ha aperto la consultazione pubblica sul “Documento di Indirizzo per lo sviluppo e la gestione della Teleradiologia”, predisposto da un Gruppo di Lavoro istituito con delibera direttoriale n. 245...

Clima, salute e migrazioni. L’Oms lancia le priorità globali della ricerca: “Servono più evidenze per guidare le politiche sanitarie”
Clima, salute e migrazioni. L’Oms lancia le priorità globali della ricerca: “Servono più evidenze per guidare le politiche sanitarie”

L'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha lanciato un nuovo programma globale di priorità di ricerca dedicato all'intersezione tra cambiamento climatico, salute e migrazioni, con l'obiettivo di rafforzare le basi scientifiche...