Epatite, 85 paesi Oms hanno raggiunto lo 0,1% di infezioni ma si deve fare di più per Africa e Asia

Epatite, 85 paesi Oms hanno raggiunto lo 0,1% di infezioni ma si deve fare di più per Africa e Asia

Epatite, 85 paesi Oms hanno raggiunto lo 0,1% di infezioni ma si deve fare di più per Africa e Asia

Nel 2024, 1,1 milioni di persone sono morte di epatite B e 240 mila di epatite C. La cirrosi epatica e il carcinoma epatocellulare sono state le principali cause di decessi correlate all'epatite. I miglioramenti ci sono, ma l'Oms chiede di fare di più. IL REPORT

In 10 anni, il numero di nuove infezioni da epatite B è diminuito del 32% e le morti correlate all’epatite C sono diminuite del 12% a livello globale. Sono i dati del nuovo rapporto dell’Organizzazione mondiale della Sanità (OMS) “Global Hepatitis Report 2026”, pubblicato in occasione del World Hepatitis Summit.

Il rapporto documenta progressi significativi, registrati a partire dal 2015, tra cui la prevalenza di epatite B nei bambini sotto i cinque anni diminuita allo 0,6%, con 85 paesi che hanno raggiunto o superato l’obiettivo dello 0,1% per il 2030. Risultati che rifletto l’importanza di un impatto globale e coordinato nell’adozione di obiettivi comuni per l’eliminazione dell’epatite virale da parte degli Stati membri.

Da sole, epatite C e B sono responsabili del 95% dei decessi legati all’epatite nel mondo e hanno causato 1,34 milioni di vittime nel 2024, secondo gli ultimi dati. La trasmissione prosegue con oltre 4900 nuove infezioni ogni giorno, ovvero 1,8 milioni ogni anno.

Il rapporto avverte che i tassi attuali di progresso non sono però sufficienti per raggiungere tutti gli obiettivi di eliminazione del 2030, sottolineando l’urgente necessità di accelerare gli sforzi di prevenzione, test e trattamento a livello mondiale.

Nel 2024, 287 milioni di persone vivevano con infezione cronica da epatite B o C. Di queste 0,9 milioni infettati per la prima volta da epatite B in quell’anno e 0,9 per la prima volta da epatite C. Di queste, le persone che facevano uso di droghe da iniezione rappresentavano il 44% delle nuove infezioni. Da sola la Regione Africa dell’OMS ha rappresentato il 68% delle nuove infezioni da epatite B, con solo il 17% dei neonati nella regione ha ricevuto la vaccinazione alla nascita per l’epatite B.

Dei 240 milioni di persone con epatite B cronica nel 2024, solo il 5% veniva trattato e solo il 20% degli affetti da epatite C è stato curato dal 2015, quando è diventato disponibile un nuovo trattamento di 12 settimane con tasso di guarigione del 95%.

Sempre nel 2024, 1,1 milioni di persone sono morte di epatite B e 240 mila di epatite C. La cirrosi epatica e il carcinoma epatocellulare sono state le principali cause di decessi correlate all’epatite.

Bangladesh, Cina, Etiopia, Ghana, India, Indonesia, Nigeria, Filippine, Sudafrica e Vietnam hanno rappresentato il 69% dei decessi legati all’epatite B nel mondo nel 2024. I decessi legati all’epatite C sono invece più dispersi geograficamente. Nel 2024, dieci paesi rappresentavano il 58% del totale mondiale: Cina, India, Indonesia, Giappone, Nigeria, Pakistan, Federazione Russa, Sudafrica, Stati Uniti d’America e Vietnam.

Paesi come Egitto, Georgia, Ruanda e Regno Unito hanno però dimostrato che eliminare l’epatite è possibile tramite costanti investimenti. Il vaccino contro l’epatite B, il trattamento antivirale a lungo termine per l’epatite B e la terapia curativa a breve durata dell’epatite C sono gli strumenti più efficaci a disposizione.

Per eradicare il problema dell’epatite si richiede un impegno politico e finanziario più forti, una migliore copertura della vaccinazione alla nascita contro l’epatite B e un’espansione della profilassi antivirale per prevenire la trasmissione madre a figlio dell’infezione da HBV, in particolare nella Regione africana dell’OMS. Inoltre, il rapporto sottolinea la necessità di migliorare la sicurezza delle iniezioni sia nei contesti sanitari che nelle pratiche comunitarie, anche attraverso il rafforzamento dei servizi di riduzione del danno per chi inietta droghe.

“In tutto il mondo, i paesi stanno dimostrando che eliminare l’epatite non è un sogno irrealizzabile, è possibile con un impegno politico duraturo, supportato da un finanziamento interno affidabile”, ha dichiarato il dottor Tedros Adhanom Ghebreyesus, Direttore Generale dell’OMS. “Allo stesso tempo, questo rapporto mostra che i progressi sono troppo lenti e diseguali. Molte persone rimangono non diagnosticate e non trattate a causa dello stigma, dei sistemi sanitari deboli e dell’accesso equo alle cure. Sebbene abbiamo gli strumenti per eliminare l’epatite come minaccia per la salute pubblica, è necessario un urgente aumento della prevenzione, della diagnosi e del trattamento se il mondo vuole raggiungere gli obiettivi per il 2030.”

“I dati mostrano che i progressi sono possibili ma rivelano anche dove stiamo fallendo. Ogni diagnosi mancata e infezione non trattata dovuta a epatite virale cronica rappresenta una morte prevenibile”, ha dichiarato la dottoressa Tereza Kasaeva, direttrice del Dipartimento OMS per HIV, TB, Epatite e Infezioni Sessualmente Trasmissibili. “I paesi devono muoversi più rapidamente per integrare i servizi per le persone che vivono con epatite B e C nelle cure primarie e raggiungere le comunità più colpite.”

29 Aprile 2026

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