Eurostat. Come stanno in salute gli europei? Nel 73% dei casi bene. Italiani poco sopra la media (76.9)

Eurostat. Come stanno in salute gli europei? Nel 73% dei casi bene. Italiani poco sopra la media (76.9)

Eurostat. Come stanno in salute gli europei? Nel 73% dei casi bene. Italiani poco sopra la media (76.9)
La percezione del livello di salute degli italiani pone il Paese a metà della classifica Eurostat, ma il dato è in peggioramento rispetto al 2014 e l'Italia in un anno finisce al terzultimo posto nella perdita percentuale di chi ha dichiarato di stare "bene o molto bene" in salute. Al top Cipro, Grecia e Irlanda. In fondo alal classifica Lituania, Portogallo e Lettonia.

Quasi tre quarti (73,3%) di persone di età compresa tra i 25 ei 64 che vivono nell'Unione europea percepiscono il loro stato di salute come molto buono o buono nel 2015. Al contrario, meno del 7,0% ha valutato il livello di salute come cattivo o molto cattivo nello stesso anno. 
 
Eurostat, in occasione della Giornata mondiale della salute, ha fornito i dati sulla condizione auto-percepita dai cittadini dell’Ue e li ha organizzati su cinque livelli: molto buono, buono, discreto, cattivo e molto cattivo.
 
Eurostat nota che a pesare sui giudizi è il livello di istruzione, importante fattore socio-economico. Mentre il 61,1% della popolazione dell'UE con basso livello di istruzione e di età compresa tra 25-64 anni percepisce la loro salute come molto buona o buona, questa proporzione è andata fino a quasi all'85% per quelli con un livello di istruzione terziaria.
 
Tra gli Stati membri dell'Unione europea, la percentuale più alta della popolazione di età compresa tra i 25 e i 64 anni a percepire la propria salute come buona o molto buona è è a Cipro (85,0%), seguita dalla Grecia (84,7%) e dall’Irlanda (84,2%). 
Poi nell’ordine c’è la Svezia (83,4%), Malta e la Romania (entrambi 80,1%) e la Spagna (79,9%).
 
Sul fronte opposto, più del 10% delle persone di età compresa tra i 25 ei 64 percepiscono la propria salute come cattiva o molto cattiva in Croazia (12,6%), Ungheria e Portogallo (entrambi 11%).
 
E l’Italia? Il commento Eurostat non la menziona in quanto a metà classifica nel 2015: il nostro Paese è quattordicesimo rispetto a chi dichiara la salute buona o molto buona ed è di poco superiore alla media Ue (6 contro 6,7) rispetto a chi invece la dichiara cattiva o molto cattiva.
 
Il problema semmai, confrontando i dati Eurostat 2015 e 2014,  è che il giudizio dei cittadini sul proprio stato di salute è migliorato percentualmente in 17 nazioni, rimasto identico in una (Irlanda) e peggiorato nelle altre dove il livello buono-molto buono è calato in un solo anno fino al -2,5% di Malta. E in questa classifica l’Italia è tra le nazioni con valori negativi.
 
Tra il 2014 e il 2015, secondo i dati Eurostat, la salute percepita dagli italiani come buona o molto buona si è ridotta di 1,8 punti percentuali, collocando nella classifica il nostro paese al terzultimo posto a parimerito col Lussemburgo e dopo il tracollo di Malta.
 
Un riscontro facilmente evidenziabile dai dati tutti in aumento dei giudizi negativi, che per l’Italia crescono dello 0,1% per chi dichiara di giudicare “cattiva” la propria salute e portano un 1,7% in più tra chi la ritiene discreta mentre prima la giudicava buona.
Un ulteriore segnale, quindi, rispetto all’altra analisi Eurostat che ha collocato pochi giorni fa l’Italia al quarto posto per bisogni insoddisfatti di cura dei cittadini.   
 

 

 

11 Aprile 2017

© Riproduzione riservata

Verso la Manovra. La sanità chiede nuove regole: meno rigidità, più valore e risultati misurabili
Verso la Manovra. La sanità chiede nuove regole: meno rigidità, più valore e risultati misurabili

La sanità non chiede soltanto più risorse. Chiede soprattutto strumenti capaci di riconoscere il valore prodotto, aggiornarsi ai fabbisogni reali e funzionare con regole più trasparenti, prevedibili e proporzionate. È...

Pandemie e nuove minacce sanitarie, l’Ocse avverte: cala la spesa per la preparazione. Nei Paesi poveri tre quarti delle risorse arrivano dagli aiuti esteri che sono però in riduzione del 46%
Pandemie e nuove minacce sanitarie, l’Ocse avverte: cala la spesa per la preparazione. Nei Paesi poveri tre quarti delle risorse arrivano dagli aiuti esteri che sono però in riduzione del 46%

Dopo l’impennata degli investimenti provocata dalla pandemia di Covid-19, la spesa destinata a prevenire, preparare e affrontare le grandi minacce sanitarie globali ha cominciato a scendere. Ma soprattutto resta caratterizzata...

Se la presa in carico cominciasse prima della malattia? La proposta di una Guardia Sociosanitaria
Se la presa in carico cominciasse prima della malattia? La proposta di una Guardia Sociosanitaria

MEDSALUTE ha avuto un merito non secondario: riunire le Regioni del Mezzogiorno non per compilare ancora una volta l'elenco delle insufficienze della sanità meridionale, ma per confrontare esperienze e individuare...

Il diritto alla cura torna a fare i conti con i costi
Il diritto alla cura torna a fare i conti con i costi

Il nuovo tariffario della specialistica supera la logica dei prezzi amministrati sganciati dalla realtà. Ma apre una questione: lo stesso prezzo nazionale può davvero garantire gli stessi LEA in territori...