Farmacie Ue: 46 milioni di accessi al giorno e 47 servizi sanitari attivi. Il rapporto Pgeu: “Centrali contro la carenza di farmaci”

Farmacie Ue: 46 milioni di accessi al giorno e 47 servizi sanitari attivi. Il rapporto Pgeu: “Centrali contro la carenza di farmaci”

Farmacie Ue: 46 milioni di accessi al giorno e 47 servizi sanitari attivi. Il rapporto Pgeu: “Centrali contro la carenza di farmaci”

Bruxelles, dalla vaccinazione agli screening, la rete europea delle farmacie si conferma presidio di prossimità. Sul tavolo la riclassificazione come "attività sanitarie" e il sostegno al Critical Medicines Act. IL REPORT

Il ruolo delle farmacie di comunità in Europa non è mai stato così strategico. È quanto emerge dal rapporto annuale 2025 del Pharmaceutical Group of the European Union (Pgeu, l’organismo che rappresenta oltre 500mila farmacisti e 200mila farmacie in 33 paesi europei. Il documento, intitolato “The value of Europe’s pharmacy network”, delinea un settore in piena evoluzione, sempre più integrato nei percorsi di cura primari e protagonista nella gestione della cronicità e della prevenzione.

Sotto la presidenza di Clare Fitzell, il 2025 ha segnato un punto di svolta su diversi fronti. “Ogni cittadino europeo deve poter dire: posso sempre contare sul mio farmacista di comunità”, si legge nella prefazione. Un obiettivo ambizioso, che si basa su dati concreti: ogni giorno circa 46 milioni di cittadini Ue varcano la soglia di una farmacia, rendendo questa rete la più capillare e accessibile del continente.

Uno dei capitoli più rilevanti del rapporto riguarda l’espansione dei servizi farmaceutici. Secondo il Pgeu, in media ogni paese europeo offre oggi 26 servizi diversi in farmacia, per un totale di 47 prestazioni mappate. Si va dalla gestione delle patologie croniche ai programmi di screening, dal supporto all’aderenza terapeutica fino alla digital health. Particolare enfasi viene posta sulla vaccinazione in farmacia, definita “un esempio emblematico di accessibilità e prossimità”, capace di alleggerire la pressione su ospedali e medici di base.

Sul fronte della sicurezza dell’approvvigionamento, il 2025 ha visto la proposta della Commissione Europea per un Critical Medicines Act. Il Pgeu accoglie con favore il provvedimento, ma chiede misure più stringenti: obblighi di fornitura chiari, maggiore trasparenza, diversificazione delle fonti e gare d’appalto che non premiano solo il prezzo più basso, ma anche l’affidabilità e la resilienza.

Il rapporto dedica ampio spazio anche alla prevenzione cardiovascolare, alla farmacovigilanza e all’uso dell’intelligenza artificiale in farmacia, sempre con l’avvertenza che la tecnologia debba supportare, e non sostituire, il giudizio professionale del farmacista.

Nel corso dell’anno, il Pgeu ha incontrato il Commissario europeo per la Salute Oliver Varhelyi e partecipato a audizioni al Senato francese e al Parlamento Europeo. Significativa anche la richiesta avanzata al vicepresidente Valdis Dombrovskis: riclassificare le farmacie come “attività sanitarie” e non più come “commercio al dettaglio” nelle statistiche ufficiali UE, per allinearle alla loro reale funzione assistenziale.

Infine, un passaggio cruciale riguarda il farmacista come presidio di comunità e la necessità di sostenere la professione con investimenti, formazione e un quadro normativo moderno. “I servizi farmaceutici non sono attività extra – sottolinea il rapporto – ma soluzioni concrete per l’accessibilità, la prevenzione e la continuità delle cure”.

Il Pgeu chiude l’anno ribadendo l’impegno a lavorare con le istituzioni UE e gli stakeholder per costruire sistemi sanitari resilienti, equi e capaci di rispondere alle sfide del futuro, con il farmacista sempre più al centro.

23 Febbraio 2026

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