QS » Studi e Analisi » Morbillo. Italia prima in Ue per numero di casi e incidenza doppia rispetto alla media europea. Seconda dose vaccinale ferma all’83%
Morbillo. Italia prima in Ue per numero di casi e incidenza doppia rispetto alla media europea. Seconda dose vaccinale ferma all’83%
Il nostro Paese concentra il 28% dei 2.325 casi di morbillo notificati nell'Ue/See tra ottobre 2025 e settembre 2026. L'incidenza italiana è particolarmente elevata tra i bambini sotto un anno e i giovani adulti, tra i quali è quasi quattro volte superiore alla media europea. Il 71,8% dei casi europei con stato vaccinale noto riguarda persone non vaccinate.
L’Italia si conferma il Paese europeo con il maggior numero di casi di morbillo notificati negli ultimi 12 mesi: 651, pari al 28% dei 2.325 complessivamente segnalati nei 30 Paesi dell’Unione europea e dello Spazio economico europeo (Ue/See). Il tasso di incidenza nazionale raggiunge 11 casi per milione di abitanti, più del doppio rispetto alla media europea di 5,1.
È quanto emerge dall’ultimo Measles and Rubella Monthly Report del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc). A preoccupare sono soprattutto l’elevata incidenza nelle fasce d’età più vulnerabili e le lacune nella copertura vaccinale, con la seconda dose del vaccino contro il morbillo che nel 2025 si è fermata all’83%, ben al di sotto dell’obiettivo del 95% raccomandato per l’eliminazione della malattia.
Il quadro europeo: cinque Paesi concentrano l’80% dei casi
Nel periodo considerato, i 30 Paesi Ue/See hanno notificato complessivamente 2.325 casi di morbillo, di cui 2.030 confermati in laboratorio, pari all’87,3% del totale. L’Italia guida la classifica per numero assoluto di casi, seguita dalla Bulgaria con 589, dalla Romania con 268, dalla Spagna con 218 e dalla Francia con 139. Complessivamente, questi cinque Paesi concentrano circa l’80% di tutte le infezioni segnalate nel territorio europeo monitorato.
La graduatoria cambia considerando l’incidenza sulla popolazione. Il valore più elevato si registra in Bulgaria, con 91,5 casi per milione di abitanti, seguita dalla Lettonia (26,3), dalla Romania (14,1) e dall’Italia (11,0). Nel solo mese di settembre 2026 sono stati notificati 66 casi in 13 Paesi, mentre gli altri 17 non hanno segnalato infezioni. I numeri più elevati sono stati registrati in Bulgaria (25), Italia (14), Germania (7) e Norvegia (4). L’Ecdc segnala una riduzione dei casi rispetto al mese precedente, ma il dato va interpretato con cautela.
Il morbillo è, inoltre, un tema preoccupante anche negli Usa, dove i casi nel 2026 sono stati 4.852, oltre il doppio di quelli europei, e il 96% dei contagi riguarda persone non vaccinate.
In Italia il picco ad aprile, poi il calo dei contagi
L’andamento epidemiologico italiano mostra una marcata crescita nei primi mesi del 2026, seguita da un rallentamento progressivo. Dopo i 27 casi registrati a dicembre 2025, le notifiche sono salite a 89 a gennaio 2026, per poi attestarsi a 63 a febbraio e 57 a marzo.
Il picco è stato raggiunto ad aprile, con 173 casi in un solo mese, il valore più elevato dell’intero periodo analizzato. Da maggio è iniziata una fase di diminuzione, con 88 casi, seguiti da 51 a giugno, 33 a luglio, 20 ad agosto e 14 a settembre.
Complessivamente, considerando i soli mesi da gennaio a settembre 2026, sono stati notificati 588 casi. Sebbene la curva mostri un andamento discendente rispetto al picco primaverile, l’Italia continua a registrare una circolazione del virus superiore alla media europea. La riduzione delle segnalazioni negli ultimi mesi non può quindi essere interpretata come un superamento delle criticità epidemiologiche.
Neonati e giovani adulti: le fasce d’età più colpite
Un elemento particolarmente significativo del monitoraggio riguarda la distribuzione dei casi per età. A livello europeo, 647 infezioni, pari al 27,8% del totale, hanno interessato bambini sotto i cinque anni, mentre 1.191 casi, il 51,2%, sono stati registrati in persone di almeno 15 anni.
L’incidenza più elevata si osserva nei bambini sotto l’anno di vita, con 55,9 casi per milione di abitanti, seguiti dai bambini tra uno e quattro anni, con 28 casi per milione.
In Italia il fenomeno assume proporzioni ancora più rilevanti. Tra i bambini di meno di un anno l’incidenza raggiunge 94,5 casi per milione, contro i 55,9 della media Ue/See. Nella fascia tra uno e quattro anni il valore italiano è di 41,6 casi per milione, rispetto ai 28 europei.
Ma il dato più interessante riguarda i giovani adulti. Tra i 20 e i 29 anni l’incidenza italiana raggiunge 24,1 casi per milione di abitanti, quasi quattro volte il valore europeo di 6,1. Una differenza significativa si osserva anche nella popolazione dai 30 anni in su, con 7,8 casi per milione in Italia rispetto ai 2,3 della media europea.
Numeri che richiamano l’attenzione sulle lacune immunitarie anche nelle fasce adulte della popolazione, dove possono essere presenti persone mai vaccinate o che non hanno completato il ciclo previsto.
Particolarmente delicata resta inoltre la condizione dei bambini sotto l’anno di vita, generalmente non ancora eleggibili alla prima dose vaccinale prevista dai calendari ordinari. Per questa fascia d’età, sottolinea l’Ecdc, la protezione dipende soprattutto dal mantenimento di un’elevata immunità nella popolazione circostante.
Oltre sette casi su dieci riguardano persone non vaccinate
Il ruolo delle coperture vaccinali emerge chiaramente anche dall’analisi dello stato vaccinale delle persone contagiate. A livello Ue/See, tra i 2.068 casi per i quali sono disponibili informazioni sull’età e sullo stato vaccinale, 1.484 persone, pari al 71,8%, risultavano non vaccinate. Un ulteriore 16,7% aveva ricevuto una sola dose di vaccino contro il morbillo, mentre il 9,2% aveva ricevuto due o più dosi. Nel restante 2,2% era documentata una vaccinazione, ma non il numero di dosi somministrate.
La mancata vaccinazione assume un peso particolarmente rilevante anche tra i bambini da uno a quattro anni. Dei 444 casi segnalati in questa fascia d’età, 316, pari al 71,2%, riguardavano bambini non vaccinati; altri 108, il 24,3%, avevano ricevuto una sola dose.
Vaccinazioni, il nodo italiano: solo l’83% completa le due dosi
A rendere più preoccupante il quadro italiano sono i dati sulle coperture vaccinali. Secondo le stime Oms-Unicef riportate dall’Ecdc, nel 2025 l’Italia ha raggiunto una copertura del 95% per la prima dose di vaccino contenente l’antigene del morbillo, mentre la seconda dose si è fermata all’83%.
Il divario è significativo: nonostante la copertura con la prima dose abbia raggiunto la soglia di riferimento, quella relativa al completamento del ciclo vaccinale resta distante di 12 punti percentuali dall’obiettivo del 95% raccomandato per l’eliminazione del morbillo.
Il confronto storico mostra inoltre un arretramento: la copertura italiana con la seconda dose era pari all’88% nel 2019, all’84% nel 2024 ed è scesa all’83% nel 2025.
La necessità di intervenire sulle lacune vaccinali è stata richiamata anche dal Ministero della Salute, con una circolare dedicata all’analisi epidemiologica del morbillo nel periodo 2024-2026 e alle raccomandazioni operative per rafforzarne il controllo.
Tra le priorità indicate figurano il potenziamento della sorveglianza epidemiologica, con un’accurata indagine dei casi sospetti e la conferma di laboratorio, e il rafforzamento delle campagne vaccinali mirate, con particolare attenzione ai giovani adulti non vaccinati e alle categorie a rischio.
Il Ministero sollecita inoltre il recupero delle vaccinazioni mancate, per garantire il completamento della seconda dose, e il coinvolgimento di medici di medicina generale e pediatri di libera scelta nelle attività di informazione e promozione dell’adesione vaccinale.
Indicazioni che assumono particolare rilevanza alla luce dell’elevata incidenza registrata in Italia tra i 20 e i 29 anni, una fascia d’età nella quale il tasso di notifica è quasi quattro volte quello europeo.
Rosolia, 71 casi in Europa e cinque in Italia
Il monitoraggio Ecdc comprende anche la rosolia, per la quale la circolazione risulta decisamente più limitata rispetto al morbillo. Tra ottobre 2025 e settembre 2026, nei 30 Paesi Ue/See sono stati notificati complessivamente 71 casi. La maggior parte delle segnalazioni proviene dalla Polonia, con 59 casi, seguita da Germania e Italia, con cinque casi ciascuna, e dalla Francia, con due.
Nel mese di settembre 2026 sono stati segnalati tre casi di rosolia, tutti in Polonia, mentre in Italia non sono state registrate nuove notifiche. Un elemento positivo riguarda la mortalità: nel periodo di 12 mesi analizzato non sono stati notificati all’Ecdc decessi attribuibili né al morbillo né alla rosolia.
La Corte dei conti presenta un risultato che dovrebbe scuotere la politica: circa 2,3 miliardi di disavanzo sanitario regionale nel 2025, prima delle coperture, quasi 800 milioni in più rispetto...
Mentre in Occidente i bilanci militari si gonfiano fino a toccare il record storico di 2.890 miliardi di dollari, la spesa per difenderci dalla minaccia più subdola - un agente...
Quasi una persona su due a rischio di povertà nell'Unione europea (45,1%) dichiara almeno una difficoltà moderata o grave nello svolgimento delle attività quotidiane, dalla mobilità alla memoria, dalla vista...
Sarebbe troppo facile liquidare le prime anticipazioni della manovra sanitaria con una bocciatura senza appello. Così come sarebbe altrettanto semplicistico applaudire ai 5 miliardi annunciati dalla presidente del Consiglio Giorgia...