Nelle città peggiora la qualità dell’aria, progressi limitati su mobilità, verde e rifiuti urbani. Il report Istat per il 2022 

Nelle città peggiora la qualità dell’aria, progressi limitati su mobilità, verde e rifiuti urbani. Il report Istat per il 2022 

Nelle città peggiora la qualità dell’aria, progressi limitati su mobilità, verde e rifiuti urbani. Il report Istat per il 2022 
Aumentano le concentrazioni di polveri sottili e ozono, sempre più critica la situazione del Nord. Domanda di Trasporto pubblico locale in ripresa nel 2022, ma ancora lontana dai livelli pre-pandemici. Resta ampio il divario fra Centro-Nord e Mezzogiorno nell’offerta dei servizi di mobilità. Aree di forestazione urbana in crescita del 26% dal 2012. In forte crescita gli impianti per la produzione di energia fotovoltaica. IL REPORT

Nella città peggiora la qualità dell’aria e anche se ci sono progressi su mobilità, verde e rifiuti, restano ancora troppo limitati. È quanto emerge dal rapporto Istat sull’Ambiente urbano 2022.

Nel 2022, rispetto all’anno precedente, si registra un incremento delle concentrazioni medie annue di PM2,5 in 56 dei 93 comuni capoluogo che hanno effettuato il monitoraggio (60%) tramite 171 stazioni fisse di rilevamento. In peggioramento anche l’andamento del PM10 nei 100 capoluoghi con monitoraggio effettuato da 264 centraline, che registrano incrementi delle concentrazioni nel 75% dei casi. Considerando che il PM2,5 è contenuto nel PM10 l’incremento di quest’ultimo rilevato in un maggior numero di osservazioni, fornisce un’ulteriore conferma della tendenza peggiorativa delle polveri più sottili, altamente nocive per la salute umana, ritenute responsabili di un alto numero di morti premature dall’OMS (Organizzazione mondiale della sanità).

Gli andamenti osservati segnano un’inversione di tendenza rispetto agli anni recenti. L’ultimo peggioramento significativo, infatti, si era verificato nel 2017, mentre dal 2018 al 2021 nella maggioranza dei capoluoghi si era osservata una chiara tendenza alla riduzione delle concentrazioni medie annue.

Quanto ai trasporti pubblici, nel 2022 si registra un incremento delle reti di metropolitana (+3,2% rispetto all’anno precedente), ma nessun progresso per le reti di tram e filobus. Il parco autobus si rinnova, ma la maggioranza dei veicoli ha più di 10 anni. Cresce, però, il traffico a basse emissioni (elettrici/ibridi o alimentati a gas): gli autobus sono il 36% del totale, in aumento di un punto percentuale rispetto all’anno precedente e di 8,1 punti dal 2017.

Nel 2022 l’offerta complessiva dei servizi di Tpl si mantiene stabile, attestandosi su un valore medio di 4.696 posti-km per abitante (-0,8% rispetto all’anno precedente), dopo aver pienamente recuperato il forte calo del 2020, connesso alla pandemia. Le piste ciclabili in aumento, ma ancora poche nelle città del Centro-Sud.

In merito alle zone verdi, tra il 2012 e il 2022, la dotazione di verde pro capite presenta minime variazioni, passando dai 31,3 m2 del 2012 ai 32,8 (+1,5 m2/ab), ma la superficie complessiva delle aree verdi urbane aumenta gradualmente, in media dello 0,3% all’anno dal 2012. Nel 2022 l’estensione delle aree verdi urbane è di 573 Km2 pari al 2,9% del territorio comunale, corrispondenti a 32,8 m2 per abitante. Considerando anche le aree naturali protette (comprese quelle della Rete Natura 2000), l’incidenza complessiva sul territorio, al netto delle sovrapposizioni, sale al 19,7% (oltre 3.826 km2).

Rilevanti le differenze nelle dotazioni territoriali, in poco più della metà dei capoluoghi è inferiore alla media nazionale di 32,8 m2 e in 10 città non si raggiugono i 9 m2 pro capite (standard minimo fissato per legge), nel dettaglio a Imperia e Savona al Nord, Chieti, Andria, Barletta, Trani e Crotone al Sud, Trapani, Messina e Siracusa nelle Isole. Le città più virtuose, con dotazioni tre volte la media nazionale (oltre i 100 m2), sono: Verbania, Sondrio, Trento, Bolzano e Gorizia al Nord, Terni e Rieti al Centro, Isernia e Potenza al Sud.

In continua crescita le aree di forestazione urbana. Boom del fotovoltaico grazie agli incentivi statali, in crescita anche nei primi tre trimestri del 2023. Progressi verso l’obiettivo del 65% di raccolta differenziata.

24 Maggio 2024

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