Oltre 200 mln di donne nel mondo non hanno ancora accesso ai contraccettivi moderni e gli aborti non sicuri causano circa 39.000 morti evitabili ogni anno. Da Ocse le indicazioni per invertire la rotta

Oltre 200 mln di donne nel mondo non hanno ancora accesso ai contraccettivi moderni e gli aborti non sicuri causano circa 39.000 morti evitabili ogni anno. Da Ocse le indicazioni per invertire la rotta

Oltre 200 mln di donne nel mondo non hanno ancora accesso ai contraccettivi moderni e gli aborti non sicuri causano circa 39.000 morti evitabili ogni anno. Da Ocse le indicazioni per invertire la rotta
L’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico in un documento politico analizza come le norme sociali e i quadri giuridici possano limitare o migliorare l'accesso alla salute e ai diritti sessuali e riproduttivi in tutto il mondo. Evidenzia inoltre la necessità di misure innovative e complete per comprendere le esigenze delle persone e migliorare efficacemente i loro diritti e l'accesso a servizi di qualità. IL DOCUMENTO

Negli ultimi decenni, la salute e i diritti sessuali e riproduttivi (SRHR) hanno fatto progressi significativi, ma le sfide rimangono enormi. Secondo i dati più recenti, la mortalità materna è diminuita, passando da 339 decessi ogni 100.000 nati vivi nel 2000 a 223 nel 2020. L’uso di contraccettivi moderni è quasi raddoppiato dal 1990 al 2020. Tuttavia, oltre 200 milioni di donne nel mondo non hanno ancora accesso ai contraccettivi moderni, e gli aborti non sicuri causano circa 39.000 morti evitabili ogni anno. Questi numeri evidenziano l’urgenza di un’azione globale per garantire il pieno riconoscimento e l’accesso ai diritti sessuali e riproduttivi. Così l’Ocse in un documento politico analizza come le norme sociali e i quadri giuridici possano limitare o migliorare l’accesso alla salute e ai diritti sessuali e riproduttivi in tutto il mondo.

Le barriere strutturali e le disuguaglianze nell’accesso ai servizi

Uno dei principali ostacoli all’SRHR è la carenza di infrastrutture sanitarie adeguate, soprattutto nelle aree rurali e marginalizzate. Le donne che vivono in queste regioni affrontano difficoltà dovute alla mancanza di operatori sanitari qualificati, forniture essenziali e servizi accessibili. Pandemia, conflitti e shock climatici hanno ulteriormente aggravato questa situazione, interrompendo la fornitura di servizi essenziali. Durante la pandemia di COVID-19, ad esempio, le interruzioni nei servizi di pianificazione familiare hanno portato a circa 1,4 milioni di gravidanze indesiderate a livello globale, dimostrando la fragilità dei progressi ottenuti.

Barriere legali e sociali: il peso delle restrizioni normative

Molti paesi impongono restrizioni severe ai diritti riproduttivi delle donne, richiedendo il consenso del coniuge o dei genitori per l’uso di contraccettivi o per l’accesso all’aborto. In alcuni casi, l’aborto è completamente vietato, costringendo le donne a sottoporsi a procedure non sicure. Inoltre, le leggi che impediscono alle adolescenti in gravidanza di frequentare la scuola contribuiscono a perpetuare le disuguaglianze di genere, limitando le opportunità educative e lavorative per le giovani madri. Anche laddove esistono leggi progressiste, la loro debole applicazione ne riduce l’efficacia.

L’influenza delle norme culturali e il ruolo della società

Oltre alle barriere legali, le norme culturali e sociali continuano a ostacolare l’SRHR. Le strutture patriarcali limitano l’autonomia decisionale delle donne, mentre pregiudizi e stigma nei confronti della contraccezione e dell’aborto scoraggiano molte dall’accedere ai servizi sanitari. La violenza di genere, tra cui la coercizione sessuale e la violenza domestica, rappresenta un ulteriore ostacolo all’accesso ai servizi SRHR.

Per affrontare queste sfide, è essenziale un cambiamento culturale che coinvolga anche gli uomini e i ragazzi. Programmi educativi nelle scuole e campagne di sensibilizzazione possono contribuire a scardinare stereotipi dannosi e promuovere un approccio equo e inclusivo ai diritti riproduttivi.

Cosa fare: raccomandazioni per il futuro

Alla luce di queste problematiche, esperti e organizzazioni internazionali hanno individuato una serie di raccomandazioni chiave per accelerare i progressi nell’SRHR:

  • Rafforzare i sistemi sanitari, ampliando l’infrastruttura nelle aree meno servite e introducendo soluzioni innovative come la telemedicina.
  • Riformare i quadri normativi, eliminando le leggi discriminatorie e garantendo un accesso sicuro e legale ai servizi di aborto e contraccezione.
  • Promuovere il cambiamento sociale, coinvolgendo attivamente uomini e ragazzi e riducendo lo stigma legato ai diritti sessuali e riproduttivi.
  • Migliorare la raccolta dati, adottando indicatori più completi e disaggregati per comprendere meglio le disuguaglianze e intervenire in modo efficace.

Un impegno collettivo per il futuro

Affrontare le barriere che limitano l’accesso ai diritti sessuali e riproduttivi è essenziale per garantire un futuro più equo e sostenibile. Solo attraverso un’azione congiunta tra governi, società civile e comunità locali sarà possibile costruire un mondo in cui ogni donna possa esercitare pienamente il proprio diritto alla salute e all’autodeterminazione.

28 Febbraio 2025

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