Sesso, gli italiani sperimentano di più. L’80% ha rapporti sessuali solo con un partner stabile. Il rapporto Censis
Il 12% degli intervistati (18-60 anni di età) ha rapporti con persone che frequenta occasionalmente e il 6,2% sia con le persone con cui ha una relazione sessuale stabile che con partner occasionali. Cresce il numero di uomini e donne che fanno sesso a tre o più persone. E solo per 6 uomini su 10 è sempre possibile comprendere quando una donna non desidera avere rapporti sessuali. I DATI
Come è cambiata la sessualità degli italiani. Nel 2000 aveva avuto il primo rapporto sessuale prima dei 18 anni il 46,7% dei maschi, nel 2025 il dato è sceso al 29,4%. Al contrario tra le femmine la quota è salita, passando dal 29,3% al 35,8%. Nel 2000 le donne che avevano avuto un solo partner erano il 59,6%, nel 2025 sono passate al 27,6%; mentre quella ad avere avuto 6 e più partner sono passate dall’8,4% nel 2000 al 21,8% nel 2025. Tra i maschi, nel 2000 aveva avuto un solo partner il 24,9%, oggi questa quota scende al 15,2%, mentre resta tutto sommato stabile la quota degli uomini che hanno avuto 6 e più partner: il 32,8% e per il 33,7% rispettivamente nel 2000 e nel 2025. È quanto emerge dal Rapporto “Il piacere degli italiani. Come cambiano i costumi sessuali” realizzato dal Censis su un campione rappresentativo di 1.000 italiani tra i 18 e i 60 anni.
Altro segnale di cambiamento riguarda le esperienze di pratiche più estreme e sperimentali. Nel 2000 ad aver dichiarato di aver sperimentato rapporti a tre o più persone era lo 0,7% delle donne, nel 2025 il 6,8%. Per gli uomini, la quota è salita dal 3,2% del 2000 al 20,1% del 2025.
Tuttavia, l’80,4% degli italiani (tra i 18 e i 60 anni) ha rapporti sessuali esclusivamente con la persona con cui ha una relazione stabile di coppia, solo il 12% con persone che frequenta occasionalmente e il 6,2% sia con le persone con cui ha una relazione sessuale stabile che con altri partner occasionali.
Il 67% degli italiani (il 63% tra gli uomini e il 71,2% tra le donne) ritiene che nei rapporti di coppia che durano nel tempo non necessariamente prevale la noia, poiché è possibile prevenire tale rischio. Il 68,9% delle persone con relazione stabile è soddisfatto della propria vita sessuale, e il dato incide al 29,8% tra i single.
Il 32,5% degli italiani con età tra 18 e 60 anni dichiara di avere conosciuto partner sessuali tramite social media. Ricevono immagini di tipo pornografico il 37% dei 18-34enni, il 32,2% dei 35-44enni, il 26,9% dei 45-60enni; praticano il sexting il 43,4% dei 18-34enni, il 33,6% dei 35-44enni, il 19,2% dei 45-60enni; inviano immagini pornografiche il 31,2% dei 18-34enni, il 21,8% dei 35-44enni, il 14,3% dei 45-60enni; praticano la masturbazione a distanza con altre persone il 28,3% dei 18-34enni, il 23,8% dei 35-44enni, il 14,5% dei 45-60enni; si fotografano o si riprendono per video durante i rapporti sessuali il 15,9% dei 18-34enni, il 17,9% dei 35-44enni, l’11,6% dei 45-60enni.
Il 59,3% degli italiani guarda porno da solo e in particolare lo fa il 76,6% degli uomini e il 41,5% delle donne; il 66,2% dei 18-34enni, il 56,6% dei 35-44enni e il 55,6% dei 45-60enni. In coppia invece guarda il porno il 26% degli italiani 18-60enni (il 27,3% dei maschi e il 24,6% delle femmine), il 23,7% dei giovani, il 25,5% degli adulti e il 27,8% dei 45-60enni. Il 38,9% degli italiani è convinto che guardando i porno si imparano cose nuove, che migliorano la propria sessualità.
Il 66,1% degli italiani ritiene sempre possibile comprendere quando una donna non desidera un rapporto sessuale. Ne sono convinti il 60,6% degli uomini e il 71,7% delle donne; il 60% dei 18-34enni, il 69,5% dei 35-44enni e il 68,8% dei 45-60enni.Tuttavia, il 47% degli italiani concorda con l’idea che indossare determinati abiti o adottare taluni comportamenti come l’uso di droghe o l’eccessiva assunzione di alcol espongano le donne al rischio di subire violenza sessuale. Lo pensa il 39,2% dei 18-34enni, il 46,8% dei 35-44enni, il 52,6% dei 45-60enni, il 47,1% dei maschi e il 46,9% delle femmine.
Il 16,3% degli intervistati non si riconosce in una identità di genere netta ed esclusiva, solo maschile o solo femminile. A pensarlo è anche il 21,9% dei 18-34enni, il 18,6% dei 35-44enni e l’11,1% dei 45-60enni. Tra coloro che hanno conoscenza di cosa siano i movimenti LGBTQIA+, il 58,3% ritiene che siano importanti perché combattendo le discriminazioni migliorano la società. Per il 75,7% degli italiani (e l’81% dei giovani) in Italia ci sono ancora troppe discriminazioni nei confronti delle persone non cisgender e/o non eterosessuali.
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