Recovery plan. “Ecco come riformare il sistema di emergenza territoriale e ospedaliero”. Le proposte Fimeuc

Recovery plan. “Ecco come riformare il sistema di emergenza territoriale e ospedaliero”. Le proposte Fimeuc

Recovery plan. “Ecco come riformare il sistema di emergenza territoriale e ospedaliero”. Le proposte Fimeuc
La Federazione Italiana Medicina di Emergenza-Urgenza e delle Catastrofi suggerisce, tra le varie proposte, che il personale medico dell’emergenza con contratto di convezione Mmg ed in possesso dell’idoneità all’emergenza, da almeno 5 anni sia inquadrato a domanda nella Dirigenza Medica, Disciplina Medicina e chirurgia d’accettazione e d’urgenza.

“Riformare il servizio di emergenza territoriale 118, per superare la disomogeneità territoriale”, ma anche il Sistema di Emergenza Ospedaliero, in modo da assicurare “risorse per i contratti di formazione specialistica dei medici”, e intraprendere un percorso per “eliminare il precariato in sanità e risolvere il problema del cosiddetto imbuto formativo”.
 
Così Alessandro Caminiti, Presidente Nazionale della Fimeuc, la Federazione Italiana Medicina di Emergenza-Urgenza e delle Catastrofi che condivide le osservazioni formulate dalle commissioni riunite di Camera e Senato sulla proposta di Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnnr), in particolare riguardo la “Missione 6: salute”, formulate dalle Commissioni “XII Affari Sociali” della Camera e “XII Igiene e sanità” del Senato.
 
La Federazione plaude in particolare a come sia stata evidenziata: la “necessità di riformare il servizio di emergenza territoriale 118, in modo da superare la disomogeneità territoriale concernente le qualifiche professionali e la dotazione organica del personale”; la proposta Fimeuc già presentata ai tavoli tecnici del Ministero della Salute, ribadendo la necessità di riformare il servizio di emergenza territoriale 118 ed il Sistema di Emergenza Ospedaliero, prevede l’adozione universale su tutto il territorio nazionale di un modello che integri strutturalmente l’Emergenza Pre-ospedaliera ed Ospedaliera: un modello che si fonda sul Dipartimento Integrato di Emergenza – DIE nel quale i Medici afferiscano alla Disciplina Medicina e chirurgia d’accettazione e d’urgenza: solo così si garantisce una efficace presa in carico e gestione delle patologie tempo-dipendenti e si tutela efficacemente la salute del cittadino, superando le disomogeneità territoriali e regionali.
 
Fimeuc spera che finalmente si realizzi e si implementi sempre più il progetto “Sviluppo delle competenze tecnico-professionali, digitali e manageriali dei professionisti in sanità, con il quale si prevedono risorse per i contratti di formazione specialistica dei medici, con un incremento, in misura pari a 2mila contratti di formazione strutturali, per un costo di circa 50 milioni di euro il primo anno, 100 milioni il secondo, 150 milioni il terzo anno, 200 milioni il quarto anno e 250 milioni di euro a regime”.
 
“Auspichiamo in particolare – ha spiegato il presidente – che con questo progetto si realizzi un congruo aumento del finanziamento per la formazione specialistica in medicina di Emergenza-Urgenza intervenendo così sulle gravi difficoltà patite dai professionisti nei Pronto soccorso, ancora di più evidenziate dalla Pandemia CoVid-19, determinate dalle gravi carenze di organico ma anche da un mancato riconoscimento della specificità e del rischio lavorativo del personale che opera nell’emergenza-urgenza”.
 
La Federazione ribadisce inoltre l’obiettivo che “il personale medico del Sistema Integrato di Emergenza Urgenza, debba essere composto da personale stabilmente dedicato al servizio di emergenza urgenza pre-ospedaliero ed ospedaliero e debba afferire alla Disciplina medicina e chirurgia d’accettazione e d’urgenza”. Condivide pertanto la necessità di un “progetto integrato di formazione del personale sanitario e socio sanitario, innanzitutto eliminando il precariato in sanità e risolvendo il problema del cosiddetto imbuto formativo, promuovendo una strategia nazionale di formazione integrata tra università e servizi sanitari, con priorità per le specializzazioni carenti nella rete pre-ospedaliera e ospedaliera di emergenza urgenza, prendendo in considerazione innovative modalità formative e di praticantato specialistico”.
 
Per realizzare questo progetto Fimeuc propone che il personale medico dell’emergenza attualmente operativo con contratto di convezione Mmg ed in possesso dell’idoneità all’emergenza, da almeno 5 anni sia inquadrato a domanda nella Dirigenza Medica, Disciplina Medicina e chirurgia d’accettazione e d’urgenza. “Tutte le strutture di emergenza pre-ospedaliera ed ospedaliera mediante convenzione con le Università infine – aggiunge Caminiti – potrebbero costituire Centri di formazione per i laureandi in Medicina e Chirurgia, per i laureandi in Scienze Infermieristiche, per gli specializzandi in Medicina d’Emergenza-Urgenza ed i tirocinanti in Medicina Generale. Per superare l’emergenza attuale nei Set118 e nei Pronto Soccorso, riaffermando comunque la figura dello specialista in medicina di emergenza-urgenza, proponiamo anche l’accesso alla scuola di specializzazione in emergenza urgenza in sovrannumero ai medici che già lavorano nel Sistema come convenzionati della medicina generale in emergenza sanitaria territoriale 118. Ci auguriamo – conclude – che questi indirizzi, approvati con specifiche risoluzioni, vengano seguiti dal Governo nella realizzazione del Pnrr e si rende disponibile, come sempre, con il Ministero della Salute e con tutte le Istituzioni, perché finalmente si realizzi l’auspicato rilancio del Ssn”.

07 Aprile 2021

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