Più 567 milioni di persone con accesso ai servizi sanitari essenziali senza spese catastrofiche, grazie ai progressi nella lotta contro le malattie infettive, in particolare HIV e tubercolosi, e alla prevenzione delle malattie batteriche attraverso il miglioramento delle condizioni igienico-sanitarie e l’ampliamento del personale sanitario. E ancora, quasi 700 milioni meglio protette dalle emergenze e ben 1,75 miliardi di persone in più che si stima vivranno una vita più sana.
Sono i numeri chiave del Rapporto sui risultati 2025 dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), che fotografa progressi tangibili a livello globale nonostante i tagli ai finanziamenti che hanno colpito l’organizzazione e l’intero settore sanitario.
Pubblicato in vista della 79ª Assemblea mondiale della sanità (18-23 maggio 2026), il documento segna un passaggio cruciale: da un lato certifica avanzamenti significativi rispetto al 2018, dall’altro avverte che il mondo resta fuori traiettoria rispetto agli Obiettivi di sviluppo sostenibile al 2030. Un quadro in chiaroscuro, che conferma il valore di una governance sanitaria globale forte ma evidenzia criticità strutturali ancora irrisolte.
I progressi. Nel dettaglio, rispetto al 2024 si registrano ulteriori progressi: +136 milioni di persone con accesso alle cure senza impoverimento, +61 milioni meglio protette dalle emergenze sanitarie e +300 milioni che beneficiano di condizioni di vita più sane. Risultati che si inseriscono nel programma “Triplo Miliardo” del Tredicesimo Programma generale di lavoro (2019-2025).
“Il Rapporto sui risultati 2025 dimostra che, grazie al sostegno dell’Oms e dei suoi partner, i Paesi hanno ottenuto benefici concreti per milioni di persone”, ha affermato il direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus. “Allo stesso tempo, questi risultati non possono essere dati per scontati. Proteggerli ed espanderli richiederà un sostegno e investimenti costanti, affinché insieme possiamo continuare a promuovere la visione sancita dalla Costituzione dell’Oms: il più alto livello di salute raggiungibile come diritto per tutti”.
Sono tre i messaggi che spiccano in particolare, sottolinea Tedros: “Innanzitutto, i progressi sono notevoli, ma fragili. I risultati ottenuti possono rapidamente essere vanificati senza investimenti costanti e sistemi resilienti. In secondo luogo, i finanziamenti sono fondamentali, non solo in termini di volume, ma anche di flessibilità. I ??finanziamenti vincolati a specifici progetti e imprevedibili continuano a limitare l’impatto laddove è più necessario. In terzo luogo, la focalizzazione è fondamentale. I risultati sono più efficaci quando il vantaggio comparativo dell’Oms viene chiaramente messo in primo piano e adeguatamente finanziato”.
Indicatori: progressi incompleti e divari persistenti
Il rapporto analizza 46 indicatori di risultato e 121 di output: circa la metà non è stata raggiunta, con maggiori difficoltà nei contesti fragili e a risorse limitate. A pesare sono le pressioni finanziarie e la riorganizzazione interna dell’Oms, che hanno comportato riduzione del personale, minore supporto tecnico e rallentamenti nell’implementazione dei programmi.
Sul fronte della copertura sanitaria universale, i miglioramenti sono stati trainati dall’espansione dei servizi per HIV e tubercolosi, dal rafforzamento delle condizioni igienico-sanitarie e dall’aumento del personale sanitario. Restano però lacune rilevanti nella gestione del diabete, nella sorveglianza del morbillo e nella protezione finanziaria dei pazienti.
Nella preparazione e risposta alle emergenze si registrano passi avanti grazie a sistemi di allerta precoce più efficaci, al rafforzamento della preparedness e all’adozione dell’Accordo pandemico e della revisione del Regolamento sanitario internazionale. Rimangono però criticità nelle attività più complesse, come l’individuazione delle malattie, la risposta operativa e l’eradicazione della poliomielite.
Per quanto riguarda la promozione della salute e del benessere, i progressi sono legati soprattutto all’accesso a energia pulita, acqua e servizi igienico-sanitari, oltre alla riduzione di inquinamento, consumo di tabacco e alcol.
I risultati sul campo
Il documento evidenzia anche esempi concreti di impatto della leadership tecnica dell’Oms. Tra questi: il rafforzamento della sorveglianza sulla resistenza antimicrobica attraverso il sistema GLASS; l’aumento della copertura dei servizi di salute mentale dal 28% al 48%; l’espansione della vaccinazione contro l’Hpv, con copertura salita dal 17% nel 2019 al 31% nel 2024; e il miglioramento della preparazione alle pandemie.
Sul fronte umanitario, nel 2025 l’Oms ha risposto a 66 emergenze in 88 Paesi, garantendo, tra l’altro, 33 milioni di consulti medici a Gaza tramite partner sanitari. Avanzamenti anche nella salute ambientale, con una nuova roadmap globale per ridurre del 50% entro il 2040 i decessi legati all’inquinamento atmosferico, e nell’approccio “One Health”, con il rafforzamento della collaborazione tra settori.
Il nodo finanziario
Guardando al futuro, il rapporto mette in evidenza una criticità strutturale: una quota rilevante dei finanziamenti resta vincolata a specifiche aree, limitando la capacità dell’Oms di allocare risorse in modo strategico. In un contesto globale sempre più ristretto, finanziamenti stabili e flessibili diventano quindi condizione essenziale per consolidare i progressi, ridurre le disuguaglianze e garantire interventi efficaci soprattutto nei Paesi più vulnerabili.
Il messaggio è chiaro: i risultati ci sono, ma senza investimenti adeguati rischiano di non reggere.