Sistema 118. “Il Governo riapra la discussione sulla riforma del Sistema”. Le proposte della Siems

Sistema 118. “Il Governo riapra la discussione sulla riforma del Sistema”. Le proposte della Siems

Sistema 118. “Il Governo riapra la discussione sulla riforma del Sistema”. Le proposte della Siems
Questa la richiesta della Società scientifica dell’Emergenza sanitaria che in un Position paper indica le sue proposte per una corretta ed efficace riforma dell’emergenza urgenza extraospedaliera a partire dalla  necessità di superare modelli organizzativi aziendali o provinciali in favore di un più moderno sistema di soccorso, su base almeno sovraprovinciale o regionale

Far ripartire la discussione sulla riforma del 118, un servizio che è stato ed è in prima linea ogni giorno, anche e soprattutto in questo periodo di pandemia.
 
Dopo quella degli anestesisti-rianimatori di Siaarti, Aaroi-Emac e Cpar, arriva anche la proposta della Società scientifica dell’emergenza, la Siems, che ha redatto anch'essa un Position paper “per una corretta ed efficace riforma di un sistema così importante da essere inserito nei Lea, ma declinato nelle varie Regioni con una sostanziale disomogeneità operativa, organizzativa e gestionale”. Da qui l’urgenza di una riforma che stabilisca a livello nazionale alcuni punti fermi e che in definitiva consenta di valutare l’efficacia e l’efficienza complessive dei vari Sistemi di soccorso regionali e provinciali e di avere la certezza che al cittadino sia garantito il miglior servizio possibile, anche in situazioni drammatiche come la pandemia da Covid-19.
 
Il benchmark tra i servizi regionali, spiega la Siems, “deve partire da una puntuale raccolta dei dati di attività cui devono essere associati degli indicatori di processi e di risultato precisi e utili; e per questa funzione occorre fare riferimento a un flusso ministeriale, il flusso Emur”.
 
La Società scientifica dell’emergenza, ritiene, che per procedere sui binari corretti si debbano tenere presenti alcuni punti fermi che non riguardano una singola categoria o una realtà geografica, ma il Sistema nel suo complesso. Su questi punti si auspica un confronto sempre più ampio, che parta dalla già preziosa condivisione con molteplici e autorevoli società scientifiche, ma che si declini urgentemente sui tavoli istituzionali nazionali.
 
Tra le proposte, che muovono tutte dal concetto dell’integrazione di organizzazioni e di professionalità:

– La necessità di superare modelli organizzativi che rispondono a logiche aziendali o provinciali in favore di un più moderno Sistema di soccorso, su base almeno sovraprovinciale o regionale,

– La massima integrazione operativa con tutte articolazioni organizzative dei Dea, del quale il 118 deve far parte come nodo essenziale della filiera del soccorso condividendo le risorse professionali e il modello di coordinamento organizzativo.

– La necessità di poter contare su percorsi professionali certi e qualificanti, sulla base di modalità uniformi di accesso.

– L’aggiornamento e l’integrazione degli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi alla assistenza nell’emergenza e urgenza preospedaliera, già definiti con decreto ministeriale 2 aprile 2015, n. 70. e la ridefinizione del fabbisogno delle postazioni territoriali dei mezzi di soccorso avanzato,

– la definizione dei rapporti con i soggetti sussidiari, che garantiscono la presenza del soccorritore e autista riconoscendo che il Terzo settore è una componente indispensabile nel Sistema di Emergenza Urgenza

– l’avvio di un focus/tavolo di lavoro a livello nazionale sulle innovazioni tecnologiche in essere, con l’obiettivo di realizzare una rete nazionale omogenea dei vari 118, Più in generale, è necessaria una riforma tecnologica che punti alla dematerializzazione cartacea e vada verso un Sistema dell’emergenza ancora più informatizzato ed interoperabile con altri Sistemi strettamente collegati, in modo da rendere ogni passaggio della cura del paziente più rapido e universale.

– la progressiva estensione e completamento del Servizio NUE 112 a livello nazionale, anche alla luce dell’importante contributo che il NUE ha offerto, laddove attivo, per la gestione dell’emergenza pandemica.

– l’integrazione del Sistema dell’emergenza territoriale con la rete territoriale dei Medici di Medicina Generale e della Continuità Assistenziale (116-117), Per quanto riguarda i medici di Emergenza Territoriale (come da Acn) va prevista la possibilità di un loro accesso a concorsi per il ruolo della dirigenza dell’Area Sanità Medica del Ssn.

24 Marzo 2021

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