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“Il Covid ha mostrato le falle del sistema 118. Serve una governance unitaria, maggiore coinvolgimento degli operatori e formazione specifica per medici e infermieri”. Il Position paper degli anestesisti rianimatori


Il documento è stato redatto dalla Società Italiana di Anestesia, Analgesia, Rianimazione e Terapia intensiva, dall’Associazione Anestesisti Rianimatori Ospedalieri Italiani - Emergenza Area Critica e dal Collegio dei Professori di Anestesia e Rianimazione. Vanno poi individuati standard minimi basati su: appropriatezza e innovazione gestionale e clinico-assistenziale; tempestività dell’intervento in emergenza sul territorio e ospedale; equità di organizzazione e risposta emergenziale sul territorio nazionale; efficienza e ottimizzazione nell’uso delle risorse disponibili. IL POSITION PAPER.

23 MAR - “A trent’anni dall’istituzione del 118 come numero unico per le chiamate di emergenza sanitaria e del decreto istitutivo della risposta territoriale, è necessaria una riorganizzazione del sistema che tenga presenti i cambiamenti intercorsi in questo periodo e i progressi registrati in campo scientifico-professionale”.
 
Parte da qui il Position Paper “Il Sistema Extra-Ospedaliero di Emergenza Sanitaria”, messo a punto dalla Società Italiana di Anestesia, Analgesia, Rianimazione e Terapia intensiva (Siaarti), dall’Associazione Anestesisti Rianimatori Ospedalieri Italiani - Emergenza Area Critica (Aaroi-Emac) e dal Collegio dei Professori di Anestesia e Rianimazione (Cpar).
 
Il documento porta lafirma di Flavia Petrini (Presidente Siaarti), Alessandro Vergallo (Presidente Aaroi-Emac), Paolo Pelosi (Presidente Cpar), Emiliano Cingolani (Responsabile Siaarti Medicina Critica dell’Emergenza).
 
La riorganizzazione, precisa il documento, deve tener conto del fatto che “la realtà italiana è disomogenea riguardo allo sviluppo e all’implementazione di modelli organizzativi che realmente assicurano una risposta di sistema con piena integrazione con le reti ospedaliere dell’emergenza e delle Terapie Intensive”.

 
Il ripensamento del sistema extra-ospedaliero di emergenza sanitaria, per le società scientifiche, deve essere guidato da standard minimi basati sui principi di: appropriatezza e innovazione gestionale e clinico-assistenziale; tempestività dell’intervento di soccorso in emergenza sul territorio e in ambito ospedaliero; equità di organizzazione e risposta emergenziale sul territorio nazionale, in base alle necessità cliniche del paziente; efficienza e ottimizzazione nell’uso delle risorse disponibili.
 
Queste le proposte delle tre società scientifiche:
- una “governance” unitaria del sistema di emergenza-urgenza, a prescindere dai modelli organizzativi adottati a livello regionale, che è indispensabile per l’integrazione del processo nel suo insieme delle reti ospedaliere e per consentire il mantenimento di un alto livello di competenze al personale sanitario dirigente medico e infermieristico oltre che tecnico (autisti-soccorritori) coinvolto nel processo;
 
- il coinvolgimento del personale sanitario impiegato (medico-infermieristico) e tecnico, nella pianificazione del modello organizzativo e della sua gestione, al fine di ottenere la massima condivisione e la reale collaborazione dei team operativi;
 
- un modello organizzativo nel quale il personale dirigente medico impiegato nel soccorso extra-ospedaliero possieda idonee competenze (tecniche e non tecniche), necessarie a consentire la reale anticipazione, sul territorio e prima dell’arrivo in ospedale, degli interventi necessari al supporto vitale dei pazienti critici. Tali competenze vengono acquisite attraverso percorsi specifici formativi offerti dalle Scuole di Specializzazione in Anestesia, Rianimazione, Terapia Intensiva e del Dolore (ARTID) e da Provider di corsi qualificati e dedicati, a livello regionale o nazionale, completati da una regolare attività pratica clinica garantita presso i Dipartimenti di Emergenza Accettazione e i Centri di Terapia Intensiva. La partecipazione all’emergenza territoriale non deve essere occasionale, ma inserita in un percorso professionalizzante tracciato con una continuativa attività intraospedaliera;
 
- un’adeguata formazione e uno specifico training nell’area della medicina critica dell’emergenza, in quanto di competenza della disciplina e della realtà professionale, migliorando e ottimizzando tali percorsi all’interno del curriculum formativo nelle Scuole di Specializzazione ARTID;
 
- un percorso specifico di formazione e di mantenimento della preparazione nell’ambito dei Dipartimenti di Emergenza Accettazione degli infermieri, figure essenziali per assicurare efficacia al sistema extra-ospedaliero dell’emergenza, per il ruolo fondamentale che esse ricoprono sia all’interno delle Centrali Operative 118-112 sia sui mezzi di soccorso;
 
- percorsi formativi integrati, ottimizzare il lavoro di Team sia per il personale sanitario sul territorio, sia per il personale sanitario ospedaliero, utilizzando le più evolute metodologie didattiche (simulazione, debriefing, etc.) per sviluppare le competenze non tecniche ed il “team building”, con il coinvolgimento essenziale delle figure tecniche (autisti, soccorritori, autisti-soccorritori). 
 
“Crediamo che sia opportuno dopo tanti anni provare a rifondare il sistema 118-112 – precisa Flavia Petrini di Siaarti– giungendo finalmente ad integrarlo completamente con le reti ospedaliere di Emergenza e Terapia Intensiva. Ad oggi noi continuiamo a registrare una profonda disomogeneità strutturale, che aumenta la difficoltà a fornire risposte coordinate ed efficienti all’emergenza su tutto il territorio nazionale anche in caso di maxi-emergenze, come la pandemia in corso dimostra, che necessitano una stretta collaborazione fra i vari sistemi territoriali diversamente organizzati nelle differenti Regioni e Province Autonome. Il Documento odierno rappresenta pertanto un testo di riferimento importante proposto dai soggetti che esprimono le massime competenze di settore. Desideriamo consegnarlo alle Istituzioni, ai decisori, al Ssn come stimolo concreto al cambiamento: non è più possibile, anzi risulta pericoloso per i cittadini, attendere ancora per giungere a questo rinnovamento”.
 
“La necessità di esprimere questo Position Paper – chiarisce Alessandro Vergallo di Aaroi Emac – nasce dalla volontà di collaborare con tutti gli Interlocutori interessati affinché il SET118 possa finalmente essere riformato in base ad alcuni concetti fondamentali: il Servizio nulla ha a che fare con la Medicina di Famiglia, mentre invece in troppe Regioni è svolto ‘in convenzione’ attraverso un apposito settore dell’Acn della Medicina Generale; è un Sistema che nasce per essere ‘pre-ospedaliero’, in quanto destinato a gestire urgenze ed emergenze ‘portando l’Ospedale, inteso come tecnologie e competenze mediche ed infermieristiche, a casa’; non è un Servizio dove ‘un Medico vale l’altro’, nè dove un Infermiere esperto e competente nei settori ospedalieri d’emergenza e di rianimazione vale meno di un medico senza competenza ed esperienza specifica e quindi è un Servizio in cui il Soccorso Avanzato deve essere affidato in primis a Medici ed Infermieri formatisi nell’emergenza-urgenza e nella rianimazione ospedaliera”.

“La grande importanza data in questo Position Paper agli aspetti formativi indica quanto sia urgente rispondere al bisogno di formazione continua e di qualità – sottolinea  Paolo Pelosi del Cpar – ai vari livelli istituzionali, a partire dai corsi di laurea, dalle scuole di specializzazione e dai corsi di formazione continua teorica e pratica di aggiornamento per il personale dirigente medico specialista. Tale processo formativo deve inoltre prestare sempre maggiore attenzione al personale infermieristico e sanitario oltre che tecnico coinvolto a vari livelli e funzioni nel sistema di emergenza, per consentire il mantenimento di un elevato livello di competenze”.

Nel Position Paper infine  si lancia un appello affinché tutti gli attori del sistema accolgano il Documento e possano avviare un programma di riforma “che veda unite Società Scientifiche, Organizzazioni Professionali e Sindacali afferenti alla Disciplina Anestesia, Rianimazione, Terapia Intensiva e Dolore, “come elemento fondamentale per il miglioramento della risposta al soccorso di emergenza territoriale e per la crescita professionale, didattica e scientifica con una stretta relazione interdisciplinare e multi-professionale”.
 
Su queste basi le società scientifiche sono convinte si possa sviluppare una seria riflessione e rifondazione del sistema complessivo, a tutto vantaggio dei cittadini italiani e dei loro quotidiani bisogni di salute.

23 marzo 2021
© Riproduzione riservata


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