Tempi d’attesa in ospedale. Zaia (Veneto): “I dati del ministero sono vecchi di tre anni”

Tempi d’attesa in ospedale. Zaia (Veneto): “I dati del ministero sono vecchi di tre anni”

Tempi d’attesa in ospedale. Zaia (Veneto): “I dati del ministero sono vecchi di tre anni”
Il governatore del Veneto rigetta i dati del ministero della Salute pubblicati ieri dal nostro giornale. “La pubblicazione di dati, soprattutto se non accompagnati da una parte analitica non mi pare il sistema migliore per informare né gli operatori sanitari, né tanto meno la gente”.

“Chi ha diffuso certi dati sulle liste d’attesa è indietro di 3 anni, perché si riferiscono al 2010, ma sembra non essere anche al corrente di alcune non irrilevanti realtà, come quella che in Veneto la rivascolarizzazione in emergenza viene effettuata entro un’ora dal ricovero per infarto ed ha quindi lista d’attesa zero. E che questa tecnologia di cura più moderna e meno invasiva, almeno in Veneto dove cerchiamo di progredire giorno per giorno, è sempre più utilizzata per il 65% contro il 37% nazionale.”.

Lo sottolinea il presidente della Regione del Veneto Luca Zaia, commentando le tabelle del Ministero della salute che abbiamo anticipato ieri in materia sui tempi di attesa di alcune prestazioni ospedaliere.

“In tema di bypass – aggiunge Zaia – ricordo che non tutti gli interventi di questo tipo sono urgenti, e che per quelli programmabili abbiamo operative ben 5 cardiochirurgie, che lavorano nel pieno rispetto dei tempi necessari a garantire la salute del malato. Anche questo intervento avviene senza la minima attesa nel 30% dei casi, tutti quelli per i pazienti in condizioni cliniche instabili. E comunque nel 2012 – dati forniti recentemente dal Piano nazionale esiti del Ministero della Salute – a livello nazionale la mortalità a 30 giorni dopo l’intervento è stata del 2,5% contro il 2,1% del Veneto con il miglior risultato ottenuto a Treviso con lo 0,5%”.

“Se poi vogliamo parlare della mammella – aggiunge Zaia – basta un dato per testimoniare l’efficienza del Veneto: il 90% delle pazienti accede all’intervento entro i 30 giorni dal completamento della diagnosi”.

“La pubblicazione di dati, soprattutto se non accompagnati da una parte analitica – prosegue il presidente del Veneto – non mi pare il sistema migliore per informare né gli operatori sanitari, né tanto meno la gente, che invece deve sapere che, almeno in Veneto, la lotta alle liste d’attesa è la priorità delle priorità, tanto che siamo arrivati ad aprire gli ospedali in orari serali e nei giorni festivi per rispondere alle esigenze di comodità e a quelle di abbattimento delle attese. Più precisione davvero non guasterebbe”.

17 Ottobre 2013

© Riproduzione riservata

Pandemie e nuove minacce sanitarie, l’Ocse avverte: cala la spesa per la preparazione. Nei Paesi poveri tre quarti delle risorse arrivano dagli aiuti esteri che sono però in riduzione del 46%
Pandemie e nuove minacce sanitarie, l’Ocse avverte: cala la spesa per la preparazione. Nei Paesi poveri tre quarti delle risorse arrivano dagli aiuti esteri che sono però in riduzione del 46%

Dopo l’impennata degli investimenti provocata dalla pandemia di Covid-19, la spesa destinata a prevenire, preparare e affrontare le grandi minacce sanitarie globali ha cominciato a scendere. Ma soprattutto resta caratterizzata...

Il diritto alla cura torna a fare i conti con i costi
Il diritto alla cura torna a fare i conti con i costi

Il nuovo tariffario della specialistica supera la logica dei prezzi amministrati sganciati dalla realtà. Ma apre una questione: lo stesso prezzo nazionale può davvero garantire gli stessi LEA in territori...

Malattie croniche, il conto sull’economia è salato. Ocse: bruciato fino all’1,2% del Pil potenziale
Malattie croniche, il conto sull’economia è salato. Ocse: bruciato fino all’1,2% del Pil potenziale

Le malattie croniche non sono soltanto una delle principali sfide per i sistemi sanitari, ma rappresentano anche un freno strutturale alla crescita economica. Cancro, malattie cardiovascolari, diabete e broncopneumopatia cronica...

Residui negli alimenti di origine animale. Nel 2025 quasi 27mila campioni e oltre 419mila analisi. Ministero: sistema solido, ma restano criticità
Residui negli alimenti di origine animale. Nel 2025 quasi 27mila campioni e oltre 419mila analisi. Ministero: sistema solido, ma restano criticità

Sono 26.920 i campioni prelevati in Italia nel 2025 nell’ambito del Piano nazionale residui (PNR), sui quali sono state effettuate complessivamente 419.571 determinazioni analitiche. I campioni risultati non conformi sono...