Tubercolosi. Ecdc: “Nel 2021 il tasso di incidenza torna a crescere in Europa (Italia +11%). Si arresta anche il calo della mortalità”. A pesare mancate diagnosi e trattamenti causa Covid

Tubercolosi. Ecdc: “Nel 2021 il tasso di incidenza torna a crescere in Europa (Italia +11%). Si arresta anche il calo della mortalità”. A pesare mancate diagnosi e trattamenti causa Covid

Tubercolosi. Ecdc: “Nel 2021 il tasso di incidenza torna a crescere in Europa (Italia +11%). Si arresta anche il calo della mortalità”. A pesare mancate diagnosi e trattamenti causa Covid
Sono 230.000 le persone che si sono ammalate di tubercolosi nel 2021, pari a 25 casi per 100000 abitanti. Per la prima volta negli ultimi due decenni il tasso di incidenza è tornato a crescere aumentando dell'1,2% rispetto al 2020. Tra il 2020 e il 2021, è aumentato anche il numero dei resistenti alla rifampicina. In Italia nel 2021 sono stati notificati 2.480 casi di tubercolosi, ossia 4 per 100.000 abitanti. Un aumento del 11,3% rispetto ai 2.228 casi registrati nel 2020. IL RAPPORTO ECDC

Sono circa 230.000 le persone che si sono ammalate di tubercolosi nel 2021, pari a 25 casi per 100000 abitanti. Per la prima volta negli ultimi due decenni il tasso di incidenza è tornato a crescere aumentando dell’1,2% rispetto al 2020. Questa inversione riflette l’impatto dell’interruzione dei servizi di tubercolosi causata dalla pandemia di Covid.

A fare il punto della situazione in un nuovo rapporto sulla tubercolosi nel continente europeo è oggi l’Ecdc.

Nel documento si stima che tra i negativi all’Hiv si siano verificati circa 20.000 decessi per tubercolosi nella Regione Europea nel 2021, pari a 2,2 decessi per 100.000 abitanti. Tra il 2012 e il 2021, il tasso di mortalità per tubercolosi a livello regionale è diminuito cumulativamente del 52%, da 4,4 a 2,1 decessi per 100000 abitanti − in media un calo del 7,7% annuo. Questa decrescita si è però arrestata per la prima volta in due decenni a causa di tubercolosi non diagnosticate e non trattata e per il relativo aumento del numero di decessi dovuto ad interruzioni dei servizi causate dalla pandemia.

Tra il 2020 e il 2021, è aumentato anche il numero dei resistenti alla rifampicina. Questo aumento da un anno a quello successivo si è registrato ora per la prima volta dall’ultimo decennio con una stima di 73.000 nuovi casi di rifampicina-resistente e tubercolosi multiresistente (RR/MDR-TB) nella regione europea. La proporzione di tubercolosi multiresistente tra nuovi casi e pazienti già trattati supera significativamente la media globale (26% di nuovi e 57% dei casi già trattati in precedenza rispetto al 3,6% e 18%, rispettivamente).

La prevalenza dell’Hiv nei casi di tubercolosi è stata stimata essere del 13% nel 2021, un altro anno senza variazioni dopo un aumento senza precedenti dal 4% al 12% nel periodo 2007-2016. Ci sono stati circa 29.000 casi di tubercolosi tra sieropositivi, con circa l’84% di questi tra Federazione Russa (62%) e Ucraina (22%). Il tasso di successo dei trattamenti tra i nuovi casi e casi di recidiva sono inferiori rispetto agli anni precedenti, indicando che i paesi stanno affrontando sfide crescenti per garantire la fornitura di cure adeguate ai pazienti affetti da tubercolosi.

In tutte le coorti, il successo dei trattamento resta ben al di sotto dell’obiettivo del 90% posto dall’Oms. Di tutti i casi di tubercolosi notificati nel 2020 con esito terapeutico riportato nel 2021, solo il 71,7% è stato trattato con successo.

Per quanto riguarda l’Italia, nel 2021 sono stati notificati 2.480 casi di tubercolosi, ossia 4 per 100.000 abitanti. Un aumento del 11,3% rispetto ai 2.228 casi registrati nel 2020. L’età media dei nuovi casi di tubercolosi è di 54 anni, mentre l’età media dei nuovi casi di tubercolosi tra gli stranieri scende a 38 anni. I casi di tubercolosi di origine straniera sono 1.437 (57.9%), quelli non trattati in precedenza 1.686 (68,0%).

G.R.

G.R.

24 Marzo 2023

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